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Le bellezze di Paestum in mostra in Olanda

Le bellezze campane in mostra all’estero, in questo caso in Olanda. Il 20 marzo, nella Sala Cella del Museo Archeologico Nazionale di Paestum, si presenta la mostra “Paestum. Città delle dee”, che sarà aperta dal 25 aprile al 25 agosto 2024, presso il Rijksmuseum van Oudheden – Museo Nazionale delle Antichità di Leiden, nei Paesi Bassi.

La mostra, realizzata in collaborazione tra il Ministero della Cultura, il Parco Archeologico di Paestum e Velia e il Museo Nazionale delle Antichità di Leiden, prevede l’esposizione oltralpe di alcuni tra i più significativi reperti archeologici di Paestum. La storia dinamica e la diversità culturale di questa città, nota in tutto il mondo per i suoi maestosi templi dorici, sono i focus della mostra in programma a Leiden, dove tra i pezzi più significativi figurano una statua in marmo della dea Hera e otto lastre funerarie dipinte, uniche nel loro genere, provenienti dalle tombe dell’élite lucana di Paestum. Il percorso espositivo include anche statuette in terracotta, bronzo e marmo, vasi per bruciare incenso, ceramiche pregiate, raffinati oggetti in vetro, monete, un’armatura greca in bronzo e numerosi doni offerti alle dee Hera, Atena e Afrodite.

“Questa mostra – dice il direttore Tiziana D’Angelo – ha rappresentato una straordinaria occasione di collaborazione internazionale tra Italia e Paesi Bassi, in cui abbiamo avuto l’onore di lavorare con un istituto di elevata statura, quale il Museo Nazionale delle Antichità di Leiden, di confrontarci con colleghi di grande esperienza e di creare i presupposti per future sinergie. Inoltre il progetto, che conta 80 prestiti dal Parco Archeologico di Paestum e Velia pressoché interamente provenienti dai ricchi depositi del Museo Archeologico Nazionale di Paestum, ci consente di valorizzare a tuttotondo la nostra collezione. Infine, scegliendo Paestum come protagonista della narrazione espositiva, la mostra riconosce l’eccezionale valore storico-archeologico del sito su scala globale”.

“Paestum. Città delle dee” è la prima mostra retrospettiva realizzata nei Paesi Bassi sull’archeologia di Paestum e copre un arco temporale di circa ottocento anni, dalla fondazione della colonia magnogreca all’età imperiale.
Oltre ai prestiti provenienti dal Museo Archeologico Nazionale di Paestum e ai reperti della collezione di Leiden, la mostra include oggetti provenienti dal Museo del Louvre di Parigi, dall’Antikensammlung Staatliche Museen zu Berlin, dalla Banca d’Olanda e dal Museo Allard Pierson di Amsterdam. “Paestum. Città delle dee” è la quinta mostra realizzata dal Rijksmuseum van Oudheden nel contesto di una serie incentrata su importanti città del mondo antico. Le precedenti mostre si sono focalizzate su Petra (2013-2014), Cartagine (2014-2015), Ninive (2017-2018) e Byblos (2022-2023).

“La mostra ‘Paestum. Città delle dee’ non sarebbe stata realizzata senza la sinergia straordinaria tra il Parco Archeologico di Paestum e Velia e il Museo Nazionale di Antichità di Leida – spiega il professore Ruurd Halbertsma, curatore della mostra -. La collaborazione culturale, la collegialità e l’integrità scientifica sono alla base di questo progetto straordinario. Vorrei esprimere sentimenti della mia più grande gratitudine a tutti i miei colleghi di Paestum che hanno reso possibile questa mostra”.

LA SCHEDA

Paestum è una delle colonie greche fondate a partire dall’VIII secolo a.C. lungo le coste del Mediterraneo, del Mar Ionio e del Mar Tirreno. La città era situata in una fertile pianura vicina a un fiume navigabile, il Sele. L’agricoltura e la navigazione portarono a Paestum una notevole prosperità e la cultura greca si fuse rapidamente con le tradizioni locali. Tale complessità culturale è illustrata nella mostra attraverso una serie di oggetti che raccontano di interazioni e scambi tra le diverse componenti della popolazione. Il culto delle dee Hera, Atena e Afrodite costituisce un fondamentale filo conduttore che consente di ripercorrere senza soluzione di continuità la storia di Paestum dall’epoca greca a quella romana. A partire dal III secolo d.C. la pianura di Paestum si trasformò in un’area paludosa e la diffusione della malaria rese la città inabitabile. Nel VII secolo d.C. gli ultimi abitanti si trasferirono sulle colline, dove crearono un nuovo centro urbano, Capaccio. Nella chiesa si venerava la Madonna del Granato, subentrata alle dee di Poseidonia. Della città originaria rimasero visibili solo i monumentali templi greci, “memorie di una città una volta magnifica”.

– Da Poseidonia a Paestum

La mostra si apre con i famosi templi e la fondazione di Poseidonia nel 600 a.C. circa, raccontati attraverso stampe e ricostruzioni 3D, elementi decorativi originali dei templi e straordinari modelli settecenteschi in sughero.

I Lucani si inserirono nella compagine politica e culturale di Poseidonia a partire dal V secolo a.C., subentrando progressivamente ai Greci. Il percorso espositivo comprende tombe riccamente decorate da pitture che raffigurano guerrieri lucani e rituali funebri. I caratteristici piatti da pesce e le coppe decorate illustrano la vita quotidiana dei Greci e dei Lucani. Le numerose offerte votive in terracotta alle divinità della città danno un’idea delle credenze e delle pratiche religiose dell’epoca.

A seguito della conquista romana nel 273 a.C., la città prese il nome latino di Paestum e subisce una graduale metamorfosi. Molti edifici greco-lucani lasciarono il posto alla monumentale architettura romana e fece la sua comparsa una nuova industria: la produzione di profumi estratti dall’olio d’oliva e dalle rose. A Leiden, statue romane, lapidi decorate e una vetrina piena di preziose contenitori di profumo mostrano l’influenza dei Romani sulla città.

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