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Montoro, la battaglia culturale di Licia Giaquinto: salviamo il borgo di Aterrana

Il primo settembre “Le voci delle pietre” promossa dall’associazione Ater Ianuia

Non si ferma la battaglia della scrittrice Licia Giaquinto per far rinascere il borgo di Aterrana a Montoro. Domenica 1 settembre, alle 20, presso il cortile di Palazzo Rocco, l’associazione Aterrana Ater Ianua presenta l’edizione 2024 di “Le voci delle pietre – Monologhi per ridare voce agli antichi abitanti del paese”. In scena ci saranno l’attore Angelo Sateriale che proporrà “Arturo l’uomo di Neandertal”, l’attrice Margherita Rago in “Chiedetelo alla luna”, l’attore Carmine Iannone con “La Ferrari” e, per chiudere, Angelo Sateriale con “Bernardino Mangiafichi”. Tutti i testi sono di Licia Giaquinto. Ad accompagnare i monologhi, la fisarmonica del Maestro Ezio Testa.

Anima dell’iniziativa, che mira a salvare dall’abbandono un borgo storico in cui le varie epoche si accavallano ancora, le une sulle altre, sulle facciate dei suoi edifici, è proprio la scrittrice Licia Giaquinto, che è nata tra vicoli, casette in pietra con scalini esterni, balconcini dallo stile barocco, cortili con antichi pozzi, finestre squadrate da cornici di pietra, chiesette semplici capaci di caratterizzare uno scenario che sembra aver scavalcato i secoli e la modernità. “L’obiettivo – racconta – è quello di far conoscere questo bellissimo borgo dove ho trascorso la mia infanzia libera e di spingere le amministrazioni locali a recuperarlo perché, debitamente restaurato, potrebbe diventare un grande attrattore turistico, grazie ai boschi che lo circondano, ai sentieri per gli amanti del trekking, alle sue antiche corti che si prestano ad ospitare manifestazioni ed eventi culturali ed enogastronomici. E’ un luogo incantato che va salvato ad ogni costo”.

Sono trascorsi quattro anni da quando ho iniziato la battaglia per cercare di strappare il paese di Aterrana alla morte – spiega Giaquinto – ma niente è stato fatto. Dai tetti sono spuntati altri arbusti. Un albero di fichi ha fatto i suoi frutti tra le tegole rotte, nuove violaciocche sono cresciute dalle crepe dei muri, assieme a malva e a ciuffi di violette e margheritine. I venti, attraversando furiosi, stanze vuote di antichi palazzi dalle porte e finestre scardinate hanno strappato altre voci di altri abitanti le cui esistenze sono rimaste rapprese tra le pietre. Io le ho raccolte e ve le farò ascoltare domenica primo settembre”.

La scrittrice chiama in campo gli amministratori: “Mi chiedo come sia stato possibile ridurre un paese storico, situato in una posizione invidiabile, vicino ai più importanti luoghi turistici e culturali della Campania, (Salerno, costiera amalfitana, Pompei, cilento, Paestum) raggiungibili con autostrada a poche centinaia di metri, in questo modo senza muovere un dito. Il terremoto non aveva causato quasi nessun danno, mapoco a poco quelle crepe si sono aperte. Cari amministratori che avete gestito la ricostruzione, mi dite che fine hanno fatto i miliardi ricevuti? Avete abbattuto alberi monumentali che da secoli proteggevano, come Dei, i paesi dall’avanzare dello scempio e della bruttezza. E mai avete ascoltato le grida d’aiuto che indicavano anche la maniera di salvarli, quegli alberi. Ora c’è una nuova amministrazione, appena eletta. Spero che prenda a cuore il borgo e si adoperi in tutti i modi e con urgenza, per arrestare la morte di Aterrana, il paese arcaico e pagano che mi ha nutrita con le sue infinite storie che ho cercato di strappare alla morte con i miei libri ambientati in Irpinia”. La manifestazione, che vede Valsoia come sponsor, è gratuita e ad ingresso libero.

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