di Virgilio Iandiorio
Provate ad immaginare che cosa sarebbe la nostra esistenza se fossimo sprovvisti di memoria. I nostri sentimenti, le nostre idee, i nostri pensieri, il nostro passato, la nostra vita insomma svanirebbe; o meglio saremmo condannati a vivere in un eterno presente.
Non sono poche le pubblicazioni di circuito regionale in cui gli autori, di entrambi i sessi, attingono a piene mani dai ricordi di un passato appena prossimo. E’ venuto così a formarsi quasi un genere letterario, quello della narrazione dell’ambiente del paese così come lo si è vissuto in prima persona o lo si è ascoltato dal racconto dei protagonisti.
“Nella sala immensa della memoria” il ricordo fa rivivere i fatti, le persone e gli eventi del passato. “E là –scriveva S. Agostino nelle Confessioni- mi faccio incontro a me stesso, ricordo me stesso, quello che ho fatto e quando e dove, quali emozioni abbia avuto nel farlo. E là sono tutti i ricordi delle esperienze o delle affermazioni credute. E ancora da quel deposito traggo confronti delle cose di propria esperienza o credute per esperienze altrui, queste e quelle collego a casi passati, e da esse deduco quello che farò, gli eventi, le speranze, tutto come se mi fosse davanti”.
Qualcosa di simile ha fatto Antonio Polidoro, che ha reso omaggio alla memoria di Don Errico Spiniello, parroco di Arcella, nel primo anniversario della morte. Il libro di Polidoro “Arcella tra memoria civile e religiosa” è una dovuta riconoscenza per il parroco Don Errico che ha guidato per mezzo secolo la Parrocchia di Santa Lucia, potremmo dire dalla sua fondazione, nei primi anni sessanta del secolo appena trascorso; ma è anche il ricordo di tante persone che hanno lasciato un’ impronta della loro presenza nella frazione Arcella di Montefredane. Cosa che è avvenuta, grazie anche a Don Errico che ha saputo insieme ai suoi parrocchiani arricchire la vita religiosa con quella civile rendendo entrambe interessanti e indispensabili per realizzare una comunità coesa e fiorente.



