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Arte, devozione e potere, la Summer School esplora l’eredità culturale di Fontanarosa

di Rosa Bianco

La VII sessione della Summer School Carlo Gesualdo, intitolata “Arte e devozione a Fontanarosa: Il feudo dei Gesualdo,” ha rappresentato un significativo momento di riflessione e analisi sul rapporto tra arte, devozione religiosa e potere feudale nel contesto storico e culturale di Fontanarosa. L’evento, introdotto da Flavio Petroccione, Presidente dell’Associazione Fontanarosa Comunità “Prof. Giuseppe Zollo,” ha sottolineato l’importanza della dimensione comunitaria e della memoria storica nella valorizzazione del patrimonio culturale locale.

L’apertura dell’evento, con i saluti istituzionali del Sindaco di Fontanarosa Giuseppe Pescatore e del parroco Angelo Gaeta, ha messo in luce la stretta interconnessione tra le istituzioni civili e religiose e il loro ruolo fondamentale nella conservazione e promozione del patrimonio storico-artistico locale. Questi interventi hanno evidenziato come l’eredità dei Gesualdo non sia solo una questione di interesse accademico, ma una componente viva dell’identità collettiva di Fontanarosa, in cui la devozione popolare e la memoria storica si fondono.

La proiezione del documentario “I luoghi del Principe,” diretto da Alessandro Di Blasi, ha rappresentato un elemento fondamentale dell’incontro, offrendo una narrazione visiva, che ha reso accessibile al pubblico la complessa storia del feudo dei Gesualdo. Il documentario ha funzionato non solo come strumento di divulgazione, ma anche come un catalizzatore per una riflessione più profonda sulla relazione tra potere, territorio e arte. Attraverso immagini e narrazioni, il docufilm ha permesso ai partecipanti di immergersi nei luoghi simbolici del potere dei Gesualdo, offrendo una comprensione più immediata e coinvolgente della loro influenza su Fontanarosa.

Il programma, coordinato dal professor Carlo Santoli dell’Università degli Studi di Salerno, ha visto la partecipazione di accademici di alto livello che, attraverso un’analisi multidisciplinare, hanno contribuito a una comprensione più profonda del ruolo della famiglia Gesualdo e della loro influenza sul territorio di Fontanarosa tra Sei e Settecento.

La Chiesa di Santa Maria della Misericordia di Fontanarosa

Elena Artibani dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” ha aperto la sessione con una relazione incentrata sulla storia della Chiesa di Santa Maria della Misericordia di Fontanarosa. Attraverso un’approfondita analisi documentaria, la Artibani ha messo in luce come la chiesa non sia solo un luogo di culto, ma un vero e proprio documento vivente della devozione popolare e delle dinamiche sociali dell’epoca. L’indagine sui registri ecclesiastici, sulle testimonianze storiche e sui documenti conservati ha permesso di ricostruire la complessa evoluzione architettonica e artistica del sito, riflettendo al contempo l’influenza dei Gesualdo su questo microcosmo religioso.

Il Feudo dei Gesualdo: Arte e devozione tra Sei e Settecento

Simona Carotenuto dell’Università degli Studi di Salerno ha proseguito con una disamina del feudo dei Gesualdo, focalizzandosi in particolare sulle manifestazioni artistiche e devozionali a Fontanarosa tra il XVII e il XVIII secolo. Il suo intervento ha messo in risalto come la famiglia Gesualdo abbia non solo esercitato un potere politico e sociale, ma anche influenzato profondamente la produzione artistica locale. In questo contesto, l’arte è divenuta uno strumento di devozione ma anche di affermazione del prestigio della famiglia, che attraverso commissioni artistiche e la promozione di culti religiosi ha saputo consolidare il proprio dominio sul territorio.

Il ‘Trittico della Candelora’: Un capolavoro della Scultura lignea policroma

Giuseppina Merola, anch’essa dell’Università degli Studi di Salerno, ha spostato l’attenzione sulla scultura lignea polìcroma, esaminando il ‘Trittico della Candelora’ di Fontanarosa. Questo capolavoro, concepito come abbellimento delle mostre d’altare, ha rappresentato un punto di incontro tra arte sacra e artigianato locale. La Merola ha offerto una lettura dettagliata delle tecniche artistiche impiegate, nonché delle implicazioni simboliche delle figure scolpite, sottolineando come l’arte religiosa del periodo fosse intrinsecamente legata a pratiche devozionali che travalicavano il semplice atto di fede, divenendo espressione tangibile della pietà e dell’identità comunitaria.

Fontanarosa tra Religione popolare e Teologia: Uno sguardo retrospettivo

Infine, Alfonso Tortora ha concluso la sessione con una riflessione storica e storiografica su Fontanarosa, analizzando la convergenza tra religione popolare e teologia, prendendo spunto dalle ricerche di mons. Nicola Gambino. Tortora ha esplorato come la religiosità popolare, spesso influenzata da credenze locali e da un sincretismo di tradizioni, si sia intrecciata con la teologia ufficiale, creando un panorama complesso e stratificato di pratiche devozionali. Questo intervento ha offerto una prospettiva storica, che ha arricchito la comprensione del ruolo della religione nella vita quotidiana delle comunità del Sud Italia, con particolare attenzione a come queste dinamiche siano state plasmate e trasformate nel corso dei secoli.

Dal punto di vista accademico, la sessione ha mostrato l’importanza di un approccio multidisciplinare nello studio delle realtà storiche locali. La combinazione di saluti istituzionali, introduzioni da parte di esperti e la proiezione di un documentario ha offerto un quadro ricco e stratificato, che ha valorizzato sia le fonti documentarie, sia le espressioni artistiche e architettoniche legate alla famiglia Gesualdo. Inoltre, l’inclusione di prospettive diverse, dall’arte alla religione fino al ruolo delle istituzioni locali, ha dimostrato come lo studio del passato possa illuminare le dinamiche presenti e future, contribuendo alla costruzione di un’identità culturale condivisa.

La VII sessione della Summer School Carlo Gesualdo ha saputo intrecciare con efficacia discorsi accademici, istituzionali e visivi, offrendo un contributo significativo alla comprensione del legame tra arte, devozione e potere nel contesto di Fontanarosa. Questo evento ha non solo arricchito la conoscenza storica del feudo dei Gesualdo, ma ha anche stimolato una più ampia riflessione sulla conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale locale, rafforzando il senso di appartenenza e identità della comunità. L’approccio multidisciplinare adottato dai relatori ha fornito una chiave di lettura integrata, capace di cogliere la complessità e la ricchezza di un periodo storico vitale per la definizione dell’identità culturale del Meridione.

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