Il coordinatore provinciale di Forza Italia Angelo Antonio D’Agostino battezza ufficialmente la candidatura a sindaco di Laura Nargi e decreta la definitiva rottura con il centrodestra: l’ex sindaca sarà candidata con le proprie due liste civiche e con le due che metterà a disposizione Forza Italia, senza simbolo. Il patron dell’Avellino calcio lo ha dichiarato pubblicamente questa mattina a margine della conferenza stampa convocata dal gruppo Siamo Avellino dell’ex sindaca. “Ma non sono io che ho diviso il centrodestra – ha detto il patron ai giornalisti -. Noi abbiamo proposto fin dall’inizio la candidatura di Nargi, da quando si è cominciato con i tavoli dell’interpartitico, però alla fine non si è riusciti a trovare una quadra con gli altri componenti del centrodestra”.
“Ora siamo arrivati a questo punto e non potevamo aspettare oltre. Il candidato è sempre stato detto che toccava a noi. Anche la questione dei simboli l’abbiamo posta sul tavolo fin dal primo momento, ed è stato il primo scoglio che non si è riuscito a superare. Poi è arrivato anche il veto sul nome, quindi abbiamo preso atto che le condizioni non ci sono. Noi abbiamo fatto il massimo. Mi sono speso in lungo e in largo per cercare di trovare una soluzione, ma alla fine non ci siamo riusciti. Ma non è solo colpa mia. Siamo arrivati ad oggi che mancano 10 giorni alla presentazione delle liste, era doveroso da parte nostra annunciare il candidato sindaco, perché la città ha il sacrosanto diritto di sapere chi da chi può essere rappresentata”.
Eventuali intese con il centrodestra saranno quindi possibili solo ad un eventuale secondo turno? “No. Noi già da oggi siamo sempre aperti a qualsiasi discorso. Aperti a tutte le altre forze che vogliono aggregarsi per un progetto unitario. Era questo l’intento dall’inizio e questo è rimasto. Perché la politica è fatta di numeri e i numeri dicono che Forza Italia doveva indicare il sindaco; noi l’abbiamo indicato. Sono dispiaciuto del mancato accordo con gli altri partiti di area, però se non ce l’ha potuta fare nemmeno il ministro Piantedosi non è solo perché io mi sono opposto. Ma le cose bisogna farle insieme. Ognuno deve fare un passo. Noi ne abbiamo fatti alcuni, ora vediamo che succede”.



