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L'Us Avellino usa lo stadio Partenio, ma le bollette dell'acqua le paga il Comune

La questione è finita sul tavolo della Commissione consiliare Trasparenza presieduta da Iacovacci (Pd): “Se il Comune paga le bollette dell’acqua al posto dell’Us Avellino credo si configuri un danno erariale”. La replica del Segretario Generale Dovetto: “E’ una situazione di emergenza temporanea. Metteremo fine a questa storia”

L’Us Avellino usa lo stadio Partenio, ma le bollette dell’acqua le paga il Comune. “Danno erariale” per il presidente della Commissione Trasparenza Ettore Iacovacci (Pd). “E’ una situazione di emergenza alla quale stiamo ponendo rimedio” replica il segretario generale del Comune Maria Luisa Dovetto. E’ questa, in estrema sintesi, la questione emersa nel corso della seduta di Commissione che si è tenuta questa mattina a Palazzo di Città. A convocarla il presidente Iacovacci; attorno al tavolo i componenti di maggioranza (quasi tutti) e di opposizione: c’erano il consigliere del Pd Antonio Gengaro, e per la maggioranza Elia De Simone (in sostituzione di Nicole Mazzeo di ‘Davvero’) e Teresa Cucciniello (in sostituzione di Monica Spiezia di ‘Viva la Libertà’). E per affrontare nel merito la questione dello stadio Partenio, Iacovacci ha chiesto la presenza del dirigente del settore Patrimonio, il comandante Michele Arvonio e dell’assessore al ramo, Edoardo Volino.

Il primo, Arvonio, era assente, e non si è trovato nemmeno un funzionario del suo settore che potesse sostituirlo, mentre si è presentato l’assessore Volino e anche il Segretario Generale Dovetto. E’ con loro che si è sviscerato il problema. “Vi chiedo di confermare le notizie che ho reperito sulla questione delle utenze idriche dello stadio – ha esordito Iacovacci –, perché a quanto pare il contatore dello stadio è intestato al Comune di Avellino, le bollette le paga il sindaco”. “Queste notizie sono vere – ha risposto la Dovetto –. C’è un contenzioso in atto tra la società dell’Avellino calcio e l’Alto Calore, e nelle more il Comune di Avellino ha ritenuto, per motivi di necessità pubblica, di intervenire per evitare l’interruzione dell’erogazione idrica alla struttura comunale e quindi di bloccare l’uso del campo. Anche perché qui stiamo parlando della squadra di calcio della città, una squadra che anche se non milita al momento in serie A è comunque motivo di prestigio e di interesse per l’intera comunità cittadina e della provincia”.

“Il sindaco di Avellino – ha confermato Dovetto – si è intestato le utenze. Il Comune paga circa 3mila euro al mese. Questo fino al 31 dicembre 2024, quando scadrà anche la Concessione per lo Stadio Partenio. Siamo quindi di fronte ad una situazione di emergenza e siamo tutti consapevoli che è una situazione temporanea. La società dell’Us Avellino dovrà risolverla con una scrittura privata, altrimenti potrebbe perdere la possibilità di utilizzare ancora lo stadio. Io ho preso atto dal primo ottobre, giorno del mio insediamento, di questa situazione. Va messa la parola fine a questa situazione di promiscuità”.

L’assessore Volino, forte anche della sua esperienza forense, ha aggiunto: “Qui siamo di fronte ad una parte, l’Alto Calore, che contesta ad un’altra parte, l’Us Avellino, mancati pagamenti del servizio idrico. Nel frattempo il commissario prefettizio, qualche mese fa, ha firmato la licenza d’uso all’Us Avellino ‘per gli incontri di campionato’. Bisogna però capire se in questa formula è compreso, per esempio, anche l’uso del campo per gli allenamenti della squadra. In ogni caso ci ha pensato il dirigente del settore preposto a risolvere la situazione concedendo alla società la proroga della convenzione in scadenza fino al prossimo 31 dicembre. Ora il problema è questo: si può usare questa struttura senza l’acqua? Ora c’è un contenzioso in atto e nel mentre il Comune ha deciso di accollarsi le utenze”. “Secondo me – è intervenuto Iacovacci – questa situazione configura un danno erariale per il Comune”. Secondo Dovetto e Volino, no. Gengaro ha sintetizzato il tutto: “Capisco l’emergenza in base alla quale il Comune si è sentito in dovere di intervenire, ma può essere una soluzione di qualche mese. Ora bisogna darci un taglio. Anche perché altrimenti si crea un precedente pericoloso. Potrebbe per esempio capitare la stessa cosa al gestore del Palazzetto dello Sport…”“O agli occupanti delle case popolari” ha insinuato Iacovacci… “Così facendo – ha concluso Gengaro – viene meno proprio il principio del dare in gestione, che è proprio quello di evitare di pagare gli oneri connessi alla proprietà di un bene, come possono essere le utenze”. De Simone ha chiuso il cerchio degli interventi: “Entro dicembre va chiusa questa storia”. Ma se ne è aggiunta subito un’altra, di storia: quella dei subaffitti della struttura sportiva. La questione messa sul tavolo da Iacovacci è quella dell’Us Avellino che quando non usa direttamente lo stadio, lo concederebbe in subaffitto ad altre società sportive. “Ma mentre il Comune fa pagare circa 1200 euro all’Us Avellino, quest’ultima la subaffitta per 8.700 euro, con la causale ‘servizi’ e non gira un euro al Comune”. “Nel prossimo bando di gara sulla concessione dello stadio – hanno assicurato sia Volino che Dovetto – non sarà più consentita una cosa simile. Anche la subgestione, se dovesse essere consentita, avrà una ricaduta di introiti sul Comune”.

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