Domenica, 18 Ottobre 2026
12.15 (Roma)

Ultimi articoli

 

La sanzione è esplicita: il candidato accetta di pagare 150 mila euro per il “danno d’immagine che subirà il M5S nel caso di violazioni dallo stesso poste in essere alle regole contenute nel presente codice”. Meno chiaro è chi decide sulla colpevolezza del reo e soprattutto in base a quali criteri viene irrogata la penale: si dice solo che la multa diviene esigibile non appena “sia notificata formale contestazione a cura dello staff coordinato da Beppe Grillo e Gianroberto”. Su questo documento, pubblicato da “La Stampa” l’8 febbraio scorso si è innescata una polemica che accompagnerà la campagna elettorale per le amministrative di primavera a Roma e non solo. La posta in palio è alta, perché secondo alcuni dal risultato del voto nei grandi Comuni (Roma, Milano, Torino, Bologna…) potrebbe dipendere la sopravvivenza del governo Renzi. Probabilmente non sarà così: Renzi resterà a palazzo Chigi o dovrà sloggiare solo in seguito alla sua capacità di districarsi in eventi interni e internazionali che superano di molto l’ambito di una competizione locale, e basta guardare lo tsunami che investe le Borse di mezzo mondo, o la crisi dei rapporti fra il governo italiano e la Commissione europea, o ancora la Libia, la Siria, la Russia. Questa di far dipendere le sorti del governo dal voto di poche centinaia di migliaia di elettori a Roma o a Milano è una deformazione prospettica di cui i giornali italiani dovrebbero liberarsi una volta per tutte. Eppure il problema posto – non saprei dire con quanta consapevolezza – dai vertici del Movimento 5 Stelle ha un suo reale fondamento, che si riassume nelle regole della rappresentanza, nella democrazia dei partiti, nella qualità e nei limiti del mandato che gli eletti dal popolo esercitano una volta insediati nelle istituzioni. Quest’ultimo è un principio costituzionale sancito dall’articolo 67 della Carta, che pone un esplicito divieto di vincolo: ogni parlamentare “rappresenta la Nazione” nella sua totalità e quindi non può essere sottoposto a controlli, revoche o penalizzazioni da parte di chicchessia. Scendendo per li rami, la stessa guarentigia andrebbe riconosciuta agli eletti nelle istituzioni inferiori al parlamento, il che indubbiamente ha dato luogo a disinvolti cambi di casacca che hanno dato scandalo. Il Movimento 5 Stelle fa bene dunque a sollevare il problema, ma come intende risolverlo? Col pungo di ferro, dicono i dirigenti (lo staff della Casaleggio e i parlamentari del Direttorio), perché una città come Roma non si può governare altrimenti che con le maniere forti. Del resto, avevano anche detto che una volta conquistato il Comune avrebbero proceduto a massicce epurazioni. Ce n’è quanto basta per guardare con qualche timore all’immediato futuro. Il M5S è accreditato di buone capacità di successo alle amministrative romane, ma è legittimo chiedersi quale modello di governo cittadino e quale tipo di rapporto fra istituzioni e partiti adotterebbe una volta conquistato il Campidoglio. Perché se i giudici della legittimità politica degli eletti dal popolo sono uno staff di non eletti e due “garanti” autonominatisi tali, c’è da temere che la soluzione proposta sia peggiore del male che si vuol curare. Il parlamento sta discutendo da due anni un progetto di riforma della Costituzione nel quale si poteva proporre una diversa formulazione dell’articolo 67; una legge appena approvata alla Camera obbliga i partiti a depositare i propri bilanci, con ciò ponendo dei paletti alla garanzia del metodo democratico interno, ma i 5 Stelle non l’hanno votata, e si capisce perché: al criterio oggettivo del controllo sui bilanci loro preferiscono quello del tutto personale della conformità alla valutazione insindacabile dello staff e dei garanti. C’è al fondo il prevalere di una cultura del sospetto che colpisce in primo luogo quanti il movimento stesso ha prescelto come propri rappresentanti nelle istituzioni; ma una cosa è se la sanzione colpisce il sindaco di un piccolo Comune della Campania, altra è se a sottoporsi alla spada di Damocle di un volubile ”grande fratello” che governa un algoritmo è il sindaco della capitale d’Italia eletto direttamente dai cittadini che oltretutto lo hanno tutelato con una adeguata maggioranza consiliare . Per non dire del fatto che la minaccia di sanzioni economiche spropositate (se paragonate all’indennità che percepiscono gli amministratori locali) in caso di disobbedienza al volere dei “garanti” riporta alla mente certe inquietanti accuse rivolte ai loro capi dagli adepti pentiti della setta di Scientology.
edito dal Quotidiano del Sud

Condividi

Picture of admin

admin

Lascia un commento

Cronaca

Estorsioni compiute nel Vallo Lauro: i giudici del Riesame hanno annullato l’ordinanza di misura cautelare per N.D.R. difeso dall’avvocato Gaetano…

La Polizia di Stato di Avellino ha denunciato un 35enne del beneventano per falsità materiale. In particolare, nella mattinata di…

Prosegue l’attività di prevenzione e repressione dei reati predatori messa in atto dai Carabinieri della Compagnia di Baiano, nell’ambito dell’intensificazione…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

SANTO STEFANO DEL SOLE – L’Irpinia conquista la ribalta internazionale grazie al comune di Santo Stefano del Sole, entrato ufficialmente tra i candidati alla menzione speciale (Commendations) del prestigioso Solidarity Prize 2026. Il premio, promosso dalla rivista britannica The Immigrant Times, celebra ogni anno le comunità che si sono distinte...

Un traguardo speciale, mezzo secolo di amore, complicità e vita condivisa. La professoressa Giuseppina De Cristofaro e Raffaele Conte festeggiano le nozze d’oro, un anniversario che racconta una lunga storia fatta di affetto, rispetto e dedizione reciproca. La cerimonia si terrà domani alle ore 11 nella chiesa collegiata di Taurasi....

FIRENZE – In occasione dei 25 anni di FSC Italia, ONG che promuove la gestione forestale responsabile, si è svolta una celebrazione nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio a Firenze con l’evento “Radici comuni – Un patto tra comunità e foreste”. Presentata ufficialmente la Carta di Firenze per le...

npli Campania presente al TTG Travel Experience di Rimini insieme ai tanti operatori del settore, per promuovere il ricco patrimonio culturale, storico e tradizione della Campania. Dal 14 al 16 ottobre uno dei principali appuntamenti Nazionali dedicati al settore turistico ha visto una delegazione del Comitato Unpli Campania protagonista con...

Ultimi articoli

Attualità

Coldiretti Campania in piazza per chiedere alla Regione Campania interventi urgenti in favore del comparto. Giovedì 22 ottobre gli agricoltori…

Sono 14 i docenti del Dipartimento di Ingegneria Civile DICIV dell’Università degli Studi di Salerno presenti nell’edizione 2026 della World’s…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy