Lunedì, 11 Maggio 2026
15.57 (Roma)

Ultimi articoli

Referendum, l’associazione Precari in rete contro la Cisl: sbagliato dire no

Rispetto alla posizione della CISL, contraria ai referendum abrogativi in materia di lavoro dell’8 e 9 giugno, l’Associazione “Precari in Rete – Poste Italiane”, con sede in provincia di Avellino (a Montella), intende esprimere il proprio dissenso attraverso una lettera aperta indirizzata ai lavoratori e alla società civile.

Amici lavoratori, colleghe e colleghi,
con amarezza e sconcerto abbiamo preso visione della recente comunicazione della CISL, che si schiera apertamente contro i referendum sul lavoro. Riteniamo che la loro analisi risulti inadeguata, parziale e pericolosamente lontana dalle reali necessità di chi quotidianamente lotta per un futuro lavorativo dignitoso.
Sostengono che “il lavoro non si difende guardando al passato”. Ma come possiamo costruire un futuro solido se non impariamo dagli errori del passato, da quelle riforme che hanno progressivamente eroso diritti e tutele, aprendo le porte a una precarietà dilagante che soffoca le speranze di intere generazioni?

Ci spiegano che il ritorno all’Articolo 18 è una chimera, che il referendum ci riporterebbe alla Legge Fornero. Certo, tecnicamente non si tratterebbe di un ritorno integrale all’Articolo 18 nella sua vecchia formulazione. Ma la vera domanda è: perché accontentarsi di un sistema che ha dimostrato le sue fragilità, che ha lasciato troppi lavoratori in balia di licenziamenti spesso immotivati? Eliminare il contratto a tutele crescenti significa, prima di tutto, riconoscere che quella strada intrapresa non ha portato i risultati sperati, anzi, ha contribuito a creare lavoratori di serie A e di serie B.

Precisano che la reintegra per i licenziamenti illegittimi esiste ancora in alcuni casi, che la Corte Costituzionale ha fatto dei passi avanti. Bene, ma non basta! Vogliamo un sistema che scoraggi i licenziamenti ingiusti, che dia ai lavoratori la certezza di non poter essere messi alla porta da un giorno all’altro senza una valida ragione. Il referendum va in questa direzione, verso un rafforzamento delle tutele.
Sentiamo dire che non c’è stato un aumento dei licenziamenti dopo le riforme. Forse le statistiche dicono questo, ma chiedetelo ai tanti che vivono con la spada di Damocle di un contratto a termine in scadenza, a chi non osa fare progetti a lungo termine per paura di perdere il lavoro. La qualità del lavoro non si misura solo con i numeri, ma con la dignità e la serenità delle persone.

Ci mettono in guardia sul rischio di ridurre le tutele, citando il confronto tra le indennità del Jobs Act e della Legge Fornero. Ma la vera tutela non è un assegno, per quanto consistente possa essere. La vera tutela è la stabilità del posto di lavoro, la possibilità di costruirsi una vita professionale senza la costante ansia del domani. Il referendum punta a questo, a dare più peso alla reintegra, a rendere più difficile licenziare ingiustamente.
Poi il capitolo sull’indennizzo nelle piccole imprese. Certo, eliminare il tetto massimo senza intervenire sulle soglie minime potrebbe essere una soluzione incompleta. Ma perché non vedere questo referendum come un primo passo, come un’opportunità per iniziare a correggere delle storture? Meglio un piccolo passo avanti che rimanere fermi.

Affermano che “la precarietà non si elimina con i referendum”. Nessuno ha mai sostenuto che un semplice sì possa cancellare magicamente anni di politiche sbagliate. Ma eliminare la possibilità di stipulare contratti a termine senza una vera ragione per un intero anno rappresenta un segnale chiaro, un freno all’abuso di una forma contrattuale che troppo spesso diventa la norma, negando ai giovani la possibilità di progettare il proprio futuro.

E infine la sicurezza sul lavoro negli appalti. Ci dicono che il referendum è un intervento sbagliato, che la normativa già esiste. Ma quanti incidenti continuiamo a vedere nei cantieri, quante vite spezzate? Evidentemente, quello che c’è non basta. Estendere la responsabilità anche al committente finale può essere un deterrente in più, un modo per dire basta al Far West degli appalti, dove spesso la sicurezza viene sacrificata in nome del profitto.

Aggiungiamo ora un punto che ci tocca da vicino e su cui non possiamo e non vogliamo tacere: il silenzio assordante che la CISL ha riservato a noi, precari di Poste Italiane. Abbiamo cercato il dialogo, il confronto, il sostegno di un sindacato che si proclama dalla parte dei lavoratori. Le nostre richieste sono rimaste inascoltate, ignorate. E oggi, leggiamo queste argomentazioni distanti, quasi fredde, che sembrano non tenere conto della nostra realtà, della nostra lotta quotidiana per un lavoro dignitoso.

Come possiamo fidarci di un’organizzazione che da un lato ignora le nostre grida d’aiuto e dall’altro ci spiega cosa è meglio per noi, liquidando con sufficienza uno strumento di democrazia quale il referendum?
Noi crediamo che sia ora di dare voce a chi non ne ha, di rimettere al centro i diritti e la dignità del lavoro. I referendum non sono la panacea di tutti i mali, certo, ma rappresentano un’opportunità per cambiare rotta, per dire basta a un sistema che ha generato troppa precarietà e troppa insicurezza.

Invitiamo la CISL a una seria riflessione. Invece di arroccarsi su posizioni che appaiono più difensive che propositive, ascolti la voce dei lavoratori, si confronti apertamente con le loro esigenze, anche con quelle di chi, come noi precari di Poste Italiane, si è sentito a lungo ignorato. Solo così potrà ricostruire quella fiducia che oggi appare pericolosamente incrinata.

La battaglia per un lavoro dignitoso e sicuro è una battaglia di tutti. Non lasciamoci scoraggiare da chi sembra aver dimenticato da che parte stare. Continuiamo a far sentire la nostra voce, con la forza delle nostre idee e la determinazione di chi non si arrende di fronte alle ingiustizie.

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Cronaca

Massacrarono di botte nel carcere di Avellino, Paolo Piccolo fino a condurlo alla morte: per nove imputati si riparte dall’udienza…

Momenti di forte tensione nella giornata di ieri presso la Casa Circondariale di Avellino, dove si sarebbero verificati gravi disordini…

I Carabinieri della Stazione di Paternopoli hanno tratto in arresto un 26enne di origini straniere, senza fissa dimora, ritenuto responsabile…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Mancano poco più di due settimane alle amministrative del 24 e 25 maggio: 626 comuni al voto, di cui 15 capoluoghi di provincia. Tra questi: Venezia, Reggio Calabria, Lecco, Mantova, Arezzo, Pistoia, Prato, Fermo, Macerata, Chieti, Avellino, Andria, Trani, Crotone e Salerno. Due i Comuni di particolare rilievo: Venezia e...

di Massimo Passaro. In occasione dell’attuale campagna referendaria, ritengo doveroso chiarire pubblicamente la mia posizione. Il mio orientamento di voto è frutto di uno studio attento della riforma oggetto del referendum, all’interno della quale ho individuato elementi condivisibili tanto nelle ragioni del “sì” quanto in quelle del “no”. Per una...

Con il no in netto vantaggio al referendum sulla giustizia e avviato verso la vittoria – certificata poco dopo – a Napoli i magistrati brindano cantando Bella ciao e intonando cori contro Giorgia Meloni. ‘Chi non salta Meloni è’ intonano alcuni magistrati napoletani, tra abbracci e sorrisi all’associazione nazionale magistrati.Tra...

Mentre si delinea netta la vittoria del No, sono i social a restituire le prime reazioni sui risultati del referendum giustizia. Sono in tanti a parlare di una risposta netta che arriva dal cuore del popolo, mentre altri pongono l’accento sulla valenza politica di cui si carica la vittoria del...

Ultimi articoli

Attualità

Il futuro dei lavoratori dell’Avellino Città Servizi è appeso a un filo in vista della scadenza del 30 giugno. Durante…

Amministrative Avellino, la candidata a sindaco Laura Nargi interviene sullo spinoso caso della municipalizzata Acs (l’Azienda Città Servizi posta in…

Arriva delle Organizzazioni Sindacali Sinappe, Uilfp e Ussp la denuncia della situazione insostenibile in cui versano il reparto di Polizia…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy