Massacrarono di botte nel carcere di Avellino, Paolo Piccolo fino a condurlo alla morte: per nove imputati si riparte dall’udienza preliminare.La procura di Avellino contesta il reato di omicidio aggravato dalla crudeltà anche nei confronti di due degli imputati giudicati già con rito abbreviato e che avevano rimediato una condanna a sette anni e quattro mesi di reclusione. I nove dovranno comparire davanti al Gup del tribunale di Avellino mercoledì,il prossimo, 13 maggio.
Gli sviluppi giudiziari sono arrivati dopo che il Personale della Squadra Mobile della Questura di Avellino e del N.I.C. della Polizia Penitenziaria – Nucleo Investigativo Regionale per la Campania hanno dato esecuzione ad una nuova ordinanza applicativa di Misura coercitiva della Custodia Cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Avellino, su conforme richiesta di della Procura per omicidio aggravato.
L’indagine trae origine dai fatti avvenuti la sera del 22 ottobre 2024 presso la Casa Circondariale “A. Graziano” di Avellino, durante una rivolta dei detenuti all’interno della struttura. L’episodio culminò con il grave ferimento di Paolo Piccolo, 26 anni, trasportato d’urgenza all’Ospedale “Moscati” di Avellino, dove le sue condizioni erano inizialmente riservate.Le attività investigative condotte hanno permesso di identificare gli autori del pestaggio e di ricostruire le fasi dell’escalation di violenza, scatenata dalla contrapposizione tra due gruppi criminali presenti all’interno dell’istituto, impegnati a contendersi il controllo dei traffici illeciti tra i detenuti.Nei giorni successivi ai fatti, la Polizia Penitenziaria ha effettuato perquisizioni all’interno della casa circondariale e ha disposto il trasferimento dei detenuti ritenuti più pericolosi in altre strutture, anche in regioni diverse.
Successivamente, con ordinanza del 7 marzo 2025, il G.I.P. di Avellino aveva disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti di 11 soggetti, per violenza, minaccia e sequestro di persona ai danni degli agenti della Polizia Penitenziaria, nonché per il tentato omicidio aggravato del detenuto.
I familiari di Paolo Piccolo, affiancati dall’avvocato Costantino Ciardiello stanno portando avanti una battaglia legale per aver giustizia per quanto accaduto a Paolo nel carcere di Bellizzi Irpino. Sostengono che “gli agenti penitenziari di turno quella sera sono responsabili di quanto accaduto al loro congiunto e che Paolo doveva essere tutelato protetto nel carcere e si doveva fare di tutto per evitare che la porta della sua cella venisse aperta”.


