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Giorgio Napolitano, un’eredità repubblicana tra memoria e visione

Rosa Bianco

In un tempo in cui le istituzioni democratiche sono messe alla prova da polarizzazioni e sfiducia crescente, l’incontro promosso dal PD Napoli insieme a LAB Napoli – Casa del Popolo di Ponticelli e LAB Politiche e Culture, che si terrà giovedì 29 maggio a Bologna presso la Fondazione Duemila, ha il sapore di un gesto necessario. Il titolo scelto, “Presidente di tutti”, non è solo un omaggio, ma una dichiarazione politica forte: ricordare Giorgio Napolitano oggi significa riaffermare la centralità della cultura repubblicana, della responsabilità istituzionale e del dialogo tra visioni diverse.

Il contributo di Napolitano alla vita della Repubblica Italiana è stato lungo e profondo, radicato in una cultura politica capace di coniugare pragmatismo riformista e valori costituzionali. Primo presidente della Repubblica proveniente dal PCI, traghettatore dell’Italia attraverso fasi critiche – dal tramonto del berlusconismo al caos della crisi economica europea – Napolitano ha incarnato una figura di garanzia senza mai rinunciare al pensiero politico.

Il convegno “Presidente di tutti. Per ricordare Giorgio Napolitano” potrà essere seguito il 29 maggio alle 17.30 anche online, al seguente link: https://meet.google.com/bvf-fcdi-wpm. Un’occasione aperta e accessibile per riflettere collettivamente su una delle figure più emblematiche della Repubblica.

La serata, introdotta da Giuseppe Giliberti e Mario Oliva, sarà coordinata da Valeria Ribani e vedrà la partecipazione di voci autorevoli: storici come Paolo Pombeni, protagonisti istituzionali come Pier Ferdinando Casini e Aldo Cennamo, fino a Giovanni Matteoli, autore del recente volume “Presidente di tutti”, che offre un ritratto inedito e intimo del presidente. Un mosaico di interventi che non celebrano unicamente, ma interrogano l’eredità di Napolitano alla luce del presente.

Napolitano non è stato un presidente “di parte” ma di principi. La sua azione – spesso criticata ma sempre orientata alla tenuta del sistema – resta un faro in un tempo di disintermediazione e leadership personalistiche. La scelta del LAB e del PD di tornare a parlarne in un contesto popolare e partecipato è un atto politico: difendere la memoria per alimentare futuro, far vivere le istituzioni nella cultura civile del Paese.

In una città come Bologna, dove la storia democratica ha radici profonde e con un ponte ideale che collega Napoli, cuore della formazione politica di Napolitano, questa iniziativa assume un valore simbolico e operativo. La memoria, se è viva, è sempre anche un progetto. E il ricordo del Presidente emerito può ancora insegnare a tutti, soprattutto a chi oggi è chiamato a guidare la cosa pubblica, come essere all’altezza della nostra Repubblica e della sua storia.

 

 

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