Sembra allontanarsi l’ipotesi Fonderie Pisano, si guarda sempre più insistentemente a soluzioni alternative. L’assenza al tavolo della Regione, convocato dal Governatore Roberto Fico, dei due imprenditori coinvolti nell’operazione di rilancio dell’ex ArceloMittal a Luogosano, aveva subito lasciato intuire che difficilmente sarebbero emerso delle novità rilevanti, e così è stato. Fumata decisamente grigia al termine del confronto di Napoli, richiesto dalle organizzazioni sindacali irpine Fim, Fiom, Uilm e UglM, che si è svolto oggi pomeriggio alla presenza degli Assessori regionali alle Attività Produttive, all’Ambiente e al Lavoro. “L’incontro ha rappresentato un’importante occasione per fare il punto della situazione sullo stato della vertenza, alla luce delle criticità emerse nel precedente confronto tenutosi in Prefettura, con particolare riferimento al percorso di reindustrializzazione del sito”. Il sindacato affida ad una nota la sua posizione su una vertenza per la quale si chiede “di individuare una soluzione lavorativa certa per tutti gli occupati”. Il sindacato ha anche chiarito “che il clima di tensione venutosi a creare deve essere smorzato attraverso un confronto serio e responsabile”.
La tensione in provincia, come ormai noto, è salita a distanza di alcune settimane dall’accordo ratificato lo scorso 21 Novembre in Regione per l’ingresso del gruppo salernitano nel sito lasciato nel marzo dell’anno scorso dalla multinazionale indiana. Fonderie Pisano, che in Irpinia vorrebbe produrre manufatti in ghisa utilizzando scarti industriali, si è impegnata ad assumere i 32 lavoratori licenziati e ad investire sul sito oltre venti milioni di euro, attenendosi a tutte le prescrizioni di carattere ambientale. Un’operazione che, a regime, e comunque entro il 2027, garantirebbe una cinquantina di nuove assunzioni. Garanzie che non sono servite a smussare la ferma e convinta contrapposizione dell’amministrazione comunale di Luogosano e del Comitato “ProteggiAmo la Valle del Calore” al quale hanno progressivamente aderito amministratori e imprenditori, ma anche tanti cittadini. Un coro di no che avrebbe scoraggiato non poco il gruppo Pisano. Non è un caso che, oggi pomeriggio, la proposta avanzata dagli imprenditori campani sia rimasta di fatto ai margini del tavolo. Del resto se l’obiettivo, come sottolineato anche dal sindacato, era ripristinare un clima più sereno e collaborativo, tenere fuori dal confronto il pomo della discordia deve essere stato un passaggio più o meno naturale.
“Abbiamo sottolineato – continua la nota sindacale – che Luogosano rappresenta un’area strategica per l’economia del territorio e che, pertanto, non siamo disponibili ad accettare soluzioni che non conducano a una reindustrializzazione reale, strutturale e di lungo periodo, capace di garantire occupazione stabile e sviluppo industriale. Abbiamo chiesto alle Istituzioni regionali un impegno concreto e continuo affinché si giunga a una soluzione industriale credibile, che valorizzi il lavoro, le competenze dei lavoratori e il territorio”.
Le Organizzazioni Sindacali continueranno a seguire con attenzione l’evolversi della vertenza, mantenendo alta la mobilitazione e il confronto con le Istituzioni, “affinché la reindustrializzazione della ex Arcelor Mittal di Luogosano non resti un’ipotesi, ma diventi una prospettiva concreta di lavoro e futuro”. Il prossimo step, a questo punto, dovrebbe essere con gli imprenditori attualmente in gioco o, eventualmente, con altri potenziali investitori individuati dalla Regione e, in particolare, dai tre assessori presenti al confronto, pronti ad avviare una capillare azione di monitoraggio. L’unica certezza è che i lavoratori, attualmente parcheggiati in Naspi, non possono aspettare ancora a lungo. La soluzione va trovata rapidamente, prima di tutto per loro.



