Dalla Direzione Distrettuale Antimafia arriva l’ istanza di applicazione di altre due misure cautelari nell’ambito dell’inchiesta dei militari del Goa della Guardia di Finanza di Salerno che lo scorso sei maggio hanno disarticolato il gruppo guidato dall’irpino Mario D’Angelo, legato al clan Fezza-De Vivo, che riforniva le piazze di spaccio del Serinese e dell’Agro nocerino. Il pm della Dda di Salerno Elena Guarino ha impugnato davanti al Tribunale del Riesame di Salerno, il rigetto della misura cautelare deciso dal Gip del Tribunale di Salerno Sessa, nei confronti di due dei quattro indagati (in totale sono diciassette, nove dei quali raggiunti da misure cautelari) per cui era stata respinta la richiesta di applicazione della misura cautelare.
Sono entrambi irpini, una donna di Santa Lucia di Serino e un uomo di Serino. Per entrambi il Gip non aveva ritenuto che ci fosse un contributo, se non in modo occasionale o anche solo nella forma del concorso in vicende di spaccio e quindi estraneità all’associazione. Di parere opposto invece il pm, che ha coordinato le indagini della Guardia di Finanza di Salerno, anche sulla base di quanto emerso da intercettazioni e attività dei militari del Goa delle Fiamme Gialle.I due indagati sono difesi dagli avvocati Alberico Villani e Generoso Pagliarulo. Sara’ discusso questa mattina davanti al Tribunale del Riesame di Salerno, a meno che non vi sia adesione all’estensione proclamata dall’Unione Camere Penali.


