“Ognuno di noi sa distinguere il confine tra quello che può essere considerato un favore legittimo e ciò che invece diventa corruzione, peculato o altro. Ognuno di noi conosce bene dove si colloca quel limite. Superarlo, però, rappresenta l’aspetto patologico della questione. Il punto è che, in politica, rappresentare interessi è legittimo: questa è la democrazia. Chi fa politica rappresenta interessi, ma deve trattarsi di interessi legittimi”. Così il vice ministro degli Affari esteri Edmondo Cirielli, questa sera a Montoro, intervenendo all’incontro organizzato da Fratelli d’Italia. A tavolo la presidente provinciale di FdI, Ines Fruncillo, il consigliere regionale Ettore Zecchino, Gianfranco Rotondi, deputato, Alfonso Furgiuele, Professore di Procedura Penale presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II.
“Diverso è il discorso per chi svolge il ruolo di magistrato. Ed è qui che arriviamo al tema del sorteggio. Un magistrato non può essere grato a nessuno, soprattutto se deve decidere – come accadeva in passato – chi debba essere promosso, chi trasferito o chi eventualmente sanzionato.
È evidente che, anche in assenza di correnti organizzate, esisterebbe comunque un condizionamento umano. Se devi decidere se qualcuno deve essere promosso, punito o trasferito, entra inevitabilmente in gioco la dimensione personale.
Se poi si tratta di una persona con cui condividi la stessa corrente e con cui, da anni, hai rapporti frequenti – cene, convegni, incontri nei quali si discute e si decide cosa fare – il rapporto diventa ancora più stretto e il condizionamento potenziale ancora più forte”.


