E’ Arturo Bonito, segretario provinciale del Partito della Rifondazione Comunista a sottolineare la scelta, in qualità di consigliere comunale e rappresentante della Federazione irpina del Partito della Rifondazione Comunista, “di astenermi dal voto odierno alle elezioni provinciali. Tale decisione nasce da una riflessione politica e istituzionale profonda, il modello delle elezioni di secondo livello rappresenta una prevaricazione della democrazia e un ulteriore allontanamento dei cittadini dalla politica.
Le riforme che, a partire dalla Legge Delrio, hanno svuotato di senso e di contenuto le Province, hanno prodotto un duplice danno. Da un lato, hanno privato questi enti delle competenze e delle risorse economiche necessarie a esercitare appieno il loro ruolo di prossimità rispetto ai Comuni e alle comunità locali. Dall’altro, hanno conservato solo la struttura politica e gestionale, rendendola terreno fertile per logiche di scambio e di potere, spesso avulse dai bisogni concreti dei territori.
Le Province avrebbero dovuto rappresentare un livello intermedio dell’amministrazione capace di garantire coordinamento, pianificazione territoriale, manutenzione delle infrastrutture e gestione dei servizi essenziali. Oggi, invece, sono diventate luoghi di interscambio tra fazioni, di conflitti interni ai partiti e di inadempienze amministrative, dove le questioni collettive cedono il passo ai giochi di equilibrio politico.
Questa degenerazione istituzionale si riflette direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini con strade provinciali abbandonate, scuole superiori prive di risorse, servizi sociali e ambientali frammentati. Tutto ciò a discapito dell’efficienza amministrativa e della qualità dei servizi pubblici.
Per queste ragioni, considero la mia astensione un atto politico di denuncia, ma anche una proposta di prospettiva. È necessario restituire alle Province un ruolo pieno e democratico, fondato sull’elezione diretta e sulla partecipazione popolare. Solo così potranno tornare a essere enti di prossimità, capaci di rispondere alle esigenze reali delle comunità e dei territori.
Rifondazione Comunista continuerà a battersi affinché ogni istituzione torni ad avere una funzione pubblica e sociale, al servizio dei cittadini e non delle convenienze di parte. Restituire voce e potere al popolo significa restituire dignità e sostanza alla democrazia”



