Da un lato l’atteso via libera della Regione Campania sul rinnovo dell’Autorizzazione integrata ambientale, dall’altro la salvaguardia dei livelli occupazionali dello stabilimento di Salerno e la possibilità di accelerare il percorso per l’acquisizione del sito ex ArcelorMittal di Luogosano. Sono le diverse facce della vertenza Fonderie Pisano, ieri al centro di un vertice al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che si incrocia con il destino dello stabilimento di Luogosano, oggetto di un preliminare di vendita proprio con il gruppo campano. Un’operazione, come noto, rifiutata da buona parte del territorio, per cui l’Asi è da diverse settimane impegnata in una capillare attività di monitoraggio per individuare un sito adatto ad ospitare l’insediamento della nuova Fonderia.
Non a caso il Consorzio Asi di Avellino era prente, insieme al Consorzio di Salerno, al tavolo romano per fornire chiarimenti e disponibilità rispetto all’eventuale individuazione di un’area industriale compatibile con le esigenze dell’azienda. Solo una volta chiusa questa partita, sarà possibile lavorare sulle ipotesi alternative per il rilancio dell’ex ArcelorMittal. In gioco c’è il destino di 32 lavoratori e il futuro di uno degli stabilimenti simboli dell’industrializzazione post-terremoto in Irpinia. Al momento, accantonata di fatto quella di Fonderie Pisano, sono tre le proposte in campo per il rilancio dello stabilimento di Luogosano: quelle della sannita Idroambiente, della TMM di Rocca San Felice e di EKD (Engineering, Know-how, Design) Project con sede a Flumeri e stabilimento proprio nell’area industriale di San Mango sul Calore.


