Il Comune di Aiello del Sabato ha ospitato una nuova tappa dell’Osservatorio sullo stato della Provincia, il percorso di ascolto e confronto promosso dal Prefetto Rossana Riflesso.
L’incontro si è tenuto presso il Centro Sociale “Madre Teresa di Calcutta” e si configura come un momento di dialogo diretto con le amministrazioni locali e le comunità dell’area.
Al tavolo c’erano i vertici provinciali delle forze dell’ordine: il Questore Pasquale Picone, il Comandante dei Carabinieri Col. Angelo Zito, il Comandante della Guardia di Finanza Col. Leonardo Erre. Tre divise diverse, una sola direzione.
Di fronte a loro, i rappresentanti di Aiello del Sabato, Cesinali, Contrada, San Michele di Serino, Santa Lucia di Serino, Santo Stefano del Sole e Serino, che hanno esternato le emergenze dei territori tra cui i furti.
Nell’Alta Valle del Sabato cresce la preoccupazione dei residenti per l’aumento dei furti nelle abitazioni, con episodi che, in alcuni casi, si verificano anche mentre le persone sono in casa. Un fenomeno che alimenta paura e insicurezza tra la popolazione e che ha spinto le istituzioni a mantenere alta l’attenzione sul territorio.
“Quello dei furti è il problema più sentito dalla popolazione – ha spiegato il prefetto Riflesso –. Indubbiamente ci sono, anche se non sono numeri stratosferici, non sono cifre che possono spaventare, ma, come ho sempre detto, anche un solo furto rappresenta comunque un elemento di grande attenzione”.
Il prefetto ha poi ricordato che proprio oggi si è tenuto un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, nel corso del quale sono stati ricevuti i rappresentanti del comune di Vallesaccarda, mettendo in campo iniziative che vengono attivate sistematicamente per i territori in cui si registrano più episodi. “Quando parliamo di più episodi – ha sottolineato – ci riferiamo comunque a due o tre casi: non sono numeri elevati. Tuttavia capisco bene che subire un furto in casa, magari mentre si è presenti, sia più che spaventoso”. Da qui la decisione di rafforzare controlli e monitoraggio nelle aree più esposte, pur nei limiti delle forze disponibili. “Andiamo a intensificare l’attenzione su quelle aree che in quel momento risultano particolarmente colpite. È chiaro che, in genere, sono maggiormente interessate le zone di confine con regioni o province che presentano una maggiore vulnerabilità sotto questo profilo”, ha aggiunto Riflesso, ricordando anche come talvolta vengano impiegate forze provenienti da fuori, seppur in modo eccezionale ed estemporaneo. La rappresentante territoriale del Governo ha voluto infine evidenziare anche i risultati già raggiunti dalle forze dell’ordine, richiamando le operazioni concluse con successo contro bande responsabili di rapine agli ATM o ai portavalori. “Si tratta di risultati significativi che confermano come spesso non si tratti di malviventi locali, ma di soggetti provenienti da altre regioni o province. Noi, comunque, siamo sul pezzo e faremo di tutto per ridimensionare la situazione”.
Accanto al tema della sicurezza, durante l’incontro è emersa anche una riflessione più ampia sul piano sociale, legata allo spopolamento dei piccoli comuni dell’Irpinia. “Una popolazione che diventa sempre più anziana e che diminuisce numericamente, con poche nascite e giovani che trovano pochi elementi attrattivi nei luoghi di origine e tendono ad andare via”, ha commentato il prefetto. Una dinamica che, ha osservato Riflesso, riguarda l’intero Mezzogiorno, ma che per i centri interni rappresenta una questione decisiva. “È una situazione comune a tutto il Sud Italia. È chiaro però che questo è un problema importante, che necessita di un’analisi globale: culturale, sociale, economica e lavorativa. Devono esserci elementi di richiamo per questi territori”, ha concluso.
Poi il prefetto si sofferma su un’ altra emergenza quella dello spopolamento delle aree interne .«Una delle caratteristiche dei comuni dell’Irpinia, ovunque io sia andata, è proprio questa: una popolazione che diventa sempre più anziana, che diminuisce numericamente, con poche nascite e giovani che trovano pochi elementi attrattivi nei luoghi di origine e tendono ad andare via.È una situazione comune a tutto il Sud Italia. Questo è un problema importante, che necessita di un’analisi globale: culturale, sociale, economica e lavorativa. Spero che prima o poi questa analisi venga fatta».


