“Memorie in movimento” è il nome della nuova sfida lanciata da Arci Avellino che punta alla creazione di un archivio digitale per le lotte sociali, ambientali e di genere in Irpinia. L’obiettivo dell’associazione, guidata da Stefano Iannillo, è preservare e valorizzare la memoria storica delle mobilitazioni sociali che hanno attraversato il territorio irpino negli ultimi decenni, con il fine di proiettarla nel futuro, facendo leva sulle nuove generazioni. “Memorie in movimento” si propone di raccogliere, preservare e rendere accessibili testimonianze, documenti e materiali legati alle lotte per i diritti del lavoro, la giustizia sociale, la tutela dell’ambiente e l’uguaglianza di genere.

Il primo focus del progetto sarà dedicato in particolare alle lotte femministe in Irpinia. “Vogliamo ridare vita alla voce alle attiviste, alle lavoratrici e alle cittadine che hanno contribuito ai processi di emancipazione e cambiamento sociale nel territorio”, osserva l’attivista Arci Sara Plutino. “Il progetto segue la scia di un confronto costante, portato avanti negli anni con Soma, che ha dato vita ad un gruppo intergenerazionale sensibile alle tante battaglie condotte per i diritti delle donne in tutta la provincia. Penso a quelle femministe e per le donne, come l’aborto, il divorzio, il consultorio, il diritto alla salute, il nuovo codice della famiglia. Oggi parleremmo della legge sul consenso, così come qualche anno fa ci siamo confrontati sulla legge Pillon, che andava a scontrarsi con i diritti già conquistati, a conferma di quanto sia importante conoscere e capire il passato per costruire un futuro migliore”.
Attraverso la raccolta di testimonianze orali, la digitalizzazione di documenti storici – come manifesti, volantini, fotografie e articoli di giornale – e la creazione di un portale digitale multimediale, il progetto intende costruire un archivio aperto e accessibile a studiosi, studenti, attivisti e cittadini. Tra le azioni previste c’è anche la realizzazione di un documentario che racconterà le storie raccolte attraverso le voci delle protagoniste, oltre a incontri e momenti di confronto nelle scuole per promuovere il dialogo intergenerazionale e la riflessione sui temi della giustizia sociale, dei diritti civili e dell’uguaglianza. Un lavoro di ricerca importante che porta la firma di Carolina Vesce, antropologa e docente dell’Università di Messina. “In questa fase siamo impegnati a stabilire delle prime interlocuzioni con attori e attrici privilegiati. La ricerca sarà tutta di ordine qualitativo, con una piccola equipe composta da volontarie Arci. Raccoglieremo interviste, faremo focus group, ma utilizzeremo anche metodologie creative chiamando in causa, ad esempio, le immagini, che riteniamo fondamentali per valorizzare le storie personali raccontate ed arrivare ad una narrazione collettiva il più possibile diretta ed empatica”.
Il progetto è sostenuto dalla Chiesa Valdese di Napoli che, da diversi anni, promuove progetti sociali, culturali e solidali attraverso i fondi dell’Otto per Mille. Il progetto “Memorie in Movimento” è infatti finanziato dal Bando “Otto per Mille” del 2024. “Avendo fatto parte del movimento femminista – racconta la pastora e teologa Letizia Tomassone – mi occupo da sempre di temi di genere. Credo che questa iniziativa sia di grande importanza, perché le donne sono state di fatto cancellate dalla storia dell’arte, dalla teologia, dalla bibbia stessa. I loro nomi non sono ricordati, e purtroppo, per provare a ricostruire momenti e passaggi chiave, tocca quasi sempre andare a scavare nelle storie delle donne che hanno lottato per una vita più giusta. Ed è anche a loro – conclude – che bisogna guardare per una narrazione più equilibrata del presente che ci porti ad un futuro diverso”.



