Riceviamo e pubblichiamo
Caro Direttore,
intanto mi congratulo per il tuo costante impegno professionale e per i commenti che spaziano sui grandi fatti internazionali e nazionali e, soprattutto, sulla realtà locale, per la quale la tua memoria storica e il coraggio delle denunce assumono un rilievo particolare.
Ti scrivo perché ho ascoltato la tua quotidiana rubrica su Sport Channel 214, delle ore 13 e 14, a proposito delle elezioni amministrative nella città di Avellino e la tua indicazione di una possibile candidatura del prefetto Raffaele Cannizzaro a primo cittadino. Tra i nomi che circolano, la sua indicazione mi sembra essere la migliore.
Ti saluto con un abbraccio.
Filippo Cirino
- Il direttore risponde
Caro e gentile Filippo,
conosco da anni, fin dai tempi del suo impegno nella Prefettura di Avellino, il dott. Raffaele Cannizzaro. Ne apprezzo soprattutto i sentimenti positivi e lo sguardo lungo che ha sempre avuto per la città di Avellino. Decisamente, per quanto io sappia, ha le sue idee, non è un appartenente in cerca di collocazione e, men che mai, a mio avviso, è in cerca di potere.
Come ho pensato di coinvolgerlo, senza che lui lo sappia ancora, a meno che non gli sia stato riferito da chi mi segue nella rubrica televisiva, dove in grande autonomia espongo i miei pensieri.
In questi mesi di parole al vento, di proposte a volte indecenti di candidature a sindaco di Avellino, di balbettii e ambizioni di chi ha letteralmente infangato la nobile, un tempo, storia avellinese, ho semplicemente riflettuto sul ruolo svolto dalla borghesia e sul suo disimpegno, per motivi diversi, nell’assumere responsabilità amministrative.
Credo sia per il basso livello di confronto raggiunto in città, sia per la paura della criminalità che ormai ha reso Avellino prigioniera del malaffare. E allora mi sono chiesto, nella longevità della mia età, che mi ha consentito uno straordinario vissuto e il racconto di fatti e personaggi, di individuare chi, nell’esercizio delle sue funzioni, potesse avere le caratteristiche per servire la città, con l’obiettivo del bene comune, nel rispetto dei doveri e dei diritti, agendo quotidianamente nell’esclusivo interesse del cittadino amante del proprio territorio.
Seguendo questo ragionamento mi è venuto in mente il nome del prefetto Raffaele Cannizzaro: servitore dello Stato, coscienza limpida, rispettoso e straordinario interprete del bene comune; un’esperienza in tutte le Prefetture in cui ha ricoperto il ruolo di prefetto e, soprattutto, strenuo difensore della legalità. Non ultimo, il ruolo svolto come commissario prefettizio nella città di Castellammare di Stabia, dove il Comune era stato sciolto per fatti di camorra e dove il ricordo lasciato è stato ineccepibile, anche a detta di colleghi che operano in quella realtà.
Probabilmente, e me ne scuso con il dott. Cannizzaro, avrò certamente tralasciato altri meriti che lo hanno visto impegnato.
Dopo aver lanciato la mia proposta in tv, ho registrato due reazioni contrastanti nelle persone che mi hanno contattato: un’esultanza sincera da parte dei cittadini, che leggono la proposta come un fatto di liberazione dallo stato in cui si sta svolgendo il dibattito sulle candidature, approssimativo e inconcludente; e, al contrario, una sorta di angoscia, e finanche di paura, da parte della politica politicante e di ciò che resta dei partiti per la mia indicazione.
Tutto qui. In conclusione, devo delle scuse al prefetto Cannizzaro per non averlo, sino ad ora, contattato per conoscere il suo pensiero. Mi riprometto di farlo.
Gianni Festa


