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Ex Isochimica, la visione di Laura Nargi: da luogo di dolore a polo di futuro per Avellino

Il modello di riferimento è la Fabbrica del Vapore di Milano, reinterpretata in chiave locale e con un’attenzione particolare alla dimensione produttiva e occupazionale del territorio avellinese

Rigenerare l’ex Isochimica non rappresenta soltanto una scelta urbanistica, ma costituisce un vero e proprio atto identitario per l’intera città. È questo il senso del Punto 10 del programma di Laura Nargi, candidata sindaco alle prossime elezioni comunali, che individua nell’area simbolo della memoria industriale irpina il cuore di una nuova visione di sviluppo. 

L’obiettivo è trasformare uno spazio segnato da dolore, malattia e vite spezzate in un Polo Integrato della Conoscenza: un luogo dedicato al lavoro, alla formazione e all’innovazione, con una chiara vocazione green e tecnologica, fortemente connesso al tessuto produttivo locale. Non un contenitore generico, ma un ambiente dinamico in cui si costruiscono competenze tecniche, nascono imprese e si generano opportunità occupazionali, soprattutto per i giovani.

Il modello di riferimento è la Fabbrica del Vapore di Milano, reinterpretata in chiave locale e con un’attenzione particolare alla dimensione produttiva e occupazionale del territorio avellinese.

Al centro del progetto si colloca l’Academy Territoriale, concepita come motore operativo del polo. Non si tratta di una struttura formativa tradizionale, bensì di una piattaforma integrata in cui formazione e lavoro dialogano in modo continuo. Realizzata in collaborazione con università, enti di formazione accreditati, ordini professionali e imprese, l’Academy offrirà percorsi mirati e riconosciuti, costruiti sui fabbisogni concreti del territorio.

Tre sono le aree di specializzazione individuate: transizione ecologica ed energia, digitalizzazione e innovazione tecnologica, sostegno all’imprenditorialità. L’offerta è pensata sia per accompagnare i giovani nel loro ingresso nel mercato del lavoro, sia per sostenere l’aggiornamento e la riqualificazione dei lavoratori.

Elemento chiave sarà il coinvolgimento diretto delle imprese nella progettazione dei percorsi formativi, per garantire un collegamento concreto tra apprendimento e inserimento professionale.

Il progetto, nelle intenzioni della candidata, non è un’idea calata dall’alto. La sua costruzione partirà dal confronto con i residenti del quartiere e si aprirà a una discussione pubblica con l’intera città, in un’ottica di partecipazione e condivisione. L’obiettivo è individuare insieme le funzioni più idonee a generare sviluppo economico e sociale, secondo un modello trasversale e integrato.

La rigenerazione dell’area ex Isochimica si configura così come un processo strategico, da realizzare in sinergia con università, imprese, enti locali, ordini professionali e Camera di Commercio, affrontando e risolvendo in tempi certi i nodi amministrativi ancora aperti.

Da luogo simbolo di una ferita ancora viva a spazio di opportunità e innovazione: questa è la trasformazione immaginata per uno dei siti più significativi di Avellino.

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