Una mobilitazione nella Giornata della Giustizia e della Legalità che chiama gli studenti a far sentire la loro voce e si carica di un valore più forte, per ricordare come la lotta alle mafie deve diventare impegno quotidiano. A sottolinearlo Libera con una nota, all’indomani della gaffe del Ministro dell’Istruzione Valditara che aveva erroneamente attribuito l’assassinio di Piersanti Mattarella alle Br. “A pochi giorni dall’anniversario della Strage di Capaci, – si legge nella nota – Avellino si prepara ad accogliere la marcia civile “Comunità che educa comunità”, promossa nell’ambito della “Giornata della Giustizia e della Legalità”. La mobilitazione del prossimo 19 maggio assume oggi un significato ancora più forte dopo le dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dal Ministro Giuseppe Valditara ad Avellino, quando ha attribuito alle Brigate Rosse l’omicidio di Piersanti Mattarella, assassinato invece da Cosa Nostra il 6 gennaio 1980”.
I volontari di Libera ricordano al Ministro che “le ragazze e i ragazzi che il 19 maggio attraverseranno le strade di Avellino questa storia la conoscono bene. Sanno benissimo che ad uccidere Piersanti Mattarella fu la mafia. Sanno che Cosa Nostra è stata ed è un sistema criminale dalle radici profonde, culturali, economiche e sociali. Sanno anche che parti dello Stato hanno avuto responsabilità nelle stagioni delle stragi e che proprio per questo lo Stato democratico, quello sano, ha il dovere di essere credibile, rigoroso e compatto nella difesa della verità. Caro Ministro, le parole hanno un peso. E lo hanno ancora di più quando vengono pronunciate da chi guida il Ministero dell’Istruzione e del Merito davanti a studentesse e studenti. I nomi delle vittime innocenti, le responsabilità delle mafie, la memoria collettiva di questo Paese non possono essere liquidati come semplici scivoloni. Perché la memoria non è un esercizio retorico e la lotta alle mafie non può ridursi a una formula vuota”.
Libera ribadisce come “Questa incredibile leggerezza del Ministro lede tutte le figure educative, le dirigenti e i dirigenti scolastici, le docenti e i docenti che ogni giorno, nelle scuole e nei territori, praticano la memoria delle vittime innocenti delle mafie e costruiscono percorsi concreti di antimafia sociale, cittadinanza attiva e responsabilità collettiva. Le centinaia di studenti e studentesse che in questi mesi hanno costruito percorsi di educazione alla legalità, alla cittadinanza attiva e alla giustizia sociale sfileranno per affermare un’idea precisa di scuola e di comunità educante: una scuola che custodisce la memoria, sviluppa senso critico, promuove partecipazione e difende i valori costituzionali dell’antifascismo e dell’antimafia sociale. E lo dimostreranno pubblicamente, insieme ad associazioni, presìdi civici, realtà sociali e istituzioni democratiche che ogni giorno lavorano nei territori per costruire giustizia sociale, diritti e dignità. Perché educare significa anche questo: scegliere la verità, chiamare le cose con il proprio nome e non lasciare spazio ad ambiguità o revisionismi”.
Il corteo di Libera che riunirà le scuole che hanno partecipato al progetto dei laboratori di educazione alla memoria e alla legalità partirà dalla piazzetta della chiesa di San Ciro per concludersi in piazza Libertà con gli interventi delle scuole, di rappresentanti delle istituzioni e dei testimoni di legalità “L’educazione – scrivono i volontari di Libera – non finisce tra i banchi: è un impegno collettivo che coinvolge istituzioni, terzo settore e cittadini perché Giustizia e Legalità siano sia pratiche quotidiane. Dal 2024 lavoriamo fianco a fianco con le scuole e le realtà sociali irpine per costruire una coscienza civile solida e partecipata. Gli studenti e le studentesse racconteranno il loro impegno. Oltre la marcia, stiamo scrivendo un documento collettivo con proposte concrete per trasformare il nostro territorio e dare risposte ai bisogni delle giovani generazioni”.




