Valle Ufita – Una situazione che si sta facendo, se non lo è già diventata, “insostenibile”. E che va, sicuramente, “affrontata” con più decisione di come sta avvenendo. La Menarini s.p.a è in crisi profonda perchè non arrivano commesse per le quali lavorare, quindi si fa largo l’incertezza sul futuro delle tute blu e delle loro famiglie. E poi l’azienda, soltanto pochi giorni fa, ha comunicato altre tredici settimane di cassa integrazione per i lavoratori. Una proroga, visto che si trovavano in Cigo già dallo scorso nove febbraio. Per arrivare, così, fino al sette agosto prossimo. Cosa accadrà dopo le vacanze?
Nel pomeriggio di ieri, intanto, il segretario provinciale della Fiom ha incontrato il vicepresidente della regione Campania, Mario Casillo, impegnato a Benevento in una iniziativa sulla mobilità organizzata dall’assessore di palazzo Santa Lucia Pellegrino Mastella. Anche per sottolineare che le istituzioni “possono e devono fare di più – dice Morsa -“.
La delegazione della Fiom ha, quindi, chiesto un “forte intervento politico sulla vertenza in corso in valle Ufita e rappresentare le gravi criticità che stanno interessando lo stabilimento”. Riferendosi, come detto, agli operai metalmeccanici della Menarini che, per mancanza di commesse sono stati messi in cassa integrazione. “La riduzione delle attività produttive crea un fattore di instabilità della fabbrica”. Ed in questo modo “vengono meno le prospettive chiare sul futuro industriale del sito”. Che sono stare, in pratica, il tema principale di cui si erano parlato al momento del cambio di gestione. Cioè all’arrivo dei Civitillo. E che, al Mimit, lo stesso ministro Urso, aveva assicurato.
Lo stabilimento Menarini di valle Ufita, l’unico in Italia in cui vengono lavorati gli autobus per il trasporto pubblico locale, è “un presidio strategico industriale dell’intero Mezzigiorno – ha detto la delegazione Fiom a Casillo -. Su un territorio che già soffre l’indebolimento del tessuto economico e sociale” perché anche altri settori sono in sofferenza”. E il lungo periodo di cassa integrazione dei lavoratori della Menarini è un segnale non certo positivo.
Quindi a Casillo, e alla regione Campania, è stato chiesto di impegnarsi sul tema della “mobilità e del rilancio produttivo dello stabilimento, evidenziando come Menarini rappresenti, come detto, una realtà strategica non solo per la Campania ma per l’intero Paese, essendo l’unico impianto industriale in Italia dedicato alla produzione completa di autobus: dalla progettazione alla costruzione, fino alla manutenzione e alla commercializzazione”. Inoltre bisogna uscire fuori da un dubbio: perché c’è l’assenza di ordini da parte degli operatori del Tpl. In questi modo, proprio nel reparti cosiddetti produttivi c’è il rischio del ricorso agli ammortizzatori sociali. Insomma la Fiom ha prospettato a Casillo una riflessione più approfondita:
“sul ruolo delle aziende a partecipazione pubblica e sulla capacità del Paese di sostenere una filiera industriale strategica in un settore decisivo per la mobilità collettiva e la transizione ecologica”.
Perciò, il segretario provinciale della Fiom Morsa, ha rinnovato la richiesta la “vertenza Menarini” venga portata all’attenzione della Conferenza Stato-Regioni, in modo da avviare un confronto istituzionale tra Governo e Regioni con l’obiettivo di costruire una strategia condivisa di politica industriale per il settore del trasporto pubblico e della mobilità sostenibile, anche alla luce della crisi delle commesse e del concreto rischio di fermo produttivo dello stabilimento. Infine,
Infine Casillo dovrà essere parte attiva, insieme alle organizzazioni sindacali, “nel sollecitare un incontro urgente presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, per affrontare direttamente la vertenza e individuare soluzioni concrete a tutela dell’occupazione, della continuità produttiva e del futuro industriale del sito”.
Il vicepresidente della regione Campania ha, comunque, ha assicurato che nei prossimi giorni avrebbe fatto, come si dice i gergo, “staccare” commesse Consip da palazzo Santa Lucia. Oltre a convocare un tavolo con le altre regioni e discutere del problema. L’incontro con la delegazione Fiom è terminato con la promessa di rivedersi, per un aggiornamento, tra qualche giorno.


