“Don Peppe non aveva paura e non mancava di dichiararlo pubblicamente, l’idea del riscatto della sua terra e della sua gente gli impediva di essere imprigionato nel pantano del terrore e, anzi, alimentava quel sogno di una vita senza violenza che condivideva con i giovani delle scuole e della parrocchia, affinché si potesse tramutarsi in un concreto e comune progetto”. Spiega così Antonio Mattone l‘idea da cui nasce “Il casalese di Dio”, con cui torna su una vicenda che, a distanza di anni, continua a suscitare interrogativi. Attraverso un attento lavoro di ricostruzione, l’autore ripercorre la vita del sacerdote, riesaminando il contesto in cui ha operato e le ragioni profonde del suo impegno. E’ il 19 marzo 1994, nella sacrestia della sua chiesa a Casal di Principe, quando don Peppe Diana viene ucciso mentre si appresta a celebrare la messa. Ha trentacinque anni. La sua morte colpisce una comunità già segnata dalla presenza pervasiva della camorra e apre una ferita destinata a segnare a lungo la memoria collettiva del territorio.
Mattone raccoglie le testimonianze di chi ha conosciuto don Diana — confratelli, fedeli, ma anche persone legate agli ambienti criminali — affiancandole allo studio delle vicende giudiziarie. Ne emerge un ritratto più sfaccettato, lontano da letture riduttive. Dopo l’omicidio, infatti, intorno al sacerdote si diffusero insinuazioni e narrazioni distorte, volte a screditarne la memoria e a ridimensionarne il significato. Un tentativo di offuscare la portata della sua testimonianza, contrastato nel tempo dall’impegno della società civile.
Il libro invita così ad andare oltre l’immagine del “prete anticamorra”, per riconoscere la profondità di un percorso umano e pastorale più ampio, una ricostruzione capace di restituire complessità a una figura simbolo, proponendo al lettore una riflessione sul rapporto tra fede, responsabilità e impegno civile in contesti segnati dalla violenza.
Antonio Mattone è editorialista de Il Mattino, oltre che autore di saggi. A Napoli è tra i principali riferimenti della Comunità di Sant’Egidio, di cui è portavoce, e porta avanti da molti anni un impegno concreto nel volontariato. In particolare, da più di vent’anni frequenta con continuità diversi istituti penitenziari italiani, tra cui il Carcere di Poggioreale, dedicandosi all’ascolto e al sostegno delle persone detenute. Ha pubblicato diversi saggi dedicati ai temi della giustizia, della criminalità e delle possibilità di riscatto, tra cui E adesso la palla passa a me. Malavita, solitudine e riscatto nel carcere (Guida, 2017) e La vendetta del boss. L’omicidio di Giuseppe Salvia (Guida, 2021). Nel corso della sua attività ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui i premi Premio Carlo Pisacane, Premio Giancarlo Siani e il Premio Massimo Milone per la comunicazione.
Il volume sarà presentato lunedì 18 maggio, alle 17.30, nella Chiesa San Nicola di Bari, a Casal di Principe . A portare i propri saluti Don Franco Picone – Parroco della Chiesa San Nicola di Bari , Marisa Diana – Sorella di don Peppe Diana. Intervengono Antonello Ardituro – Procuratore Direzione Nazionale Antimafia , Prof. Andrea Riccardi – Storico, Mons. Angelo Spinillo – Vescovo di Aversa. Modera Aldo Balestra – Giornalista de Il Mattino



