“Le accuse mosse da “Il Giornale” nei confronti del M5S ad Avellino, con tanto di foto, non possono essere liquidate con un comunicato di autodifesa d’ufficio. Se il M5S validasse questa logica ci sarebbe il rischio di seppellire definitivamente la questione morale nel capoluogo irpino.Nessuno emette sentenze nei confronti delle persone coinvolte, ma è una questione di opportunità. In particolare dopo le vicende che hanno già colpito le vecchie amministrazioni del Comune di Avellino”.A dirlo Carlo sibilia, ex sottosegretario e parlamentare del M5S che interviene sull’articolo pubblicato dalla testata “Il Giornale” in cui sarebbero state gettate ombre sulla coalizione a sostegno del candidato alla fascia tricolore del campo largo. In particolare, sarebbero delineati presunti legami personali tra due membri dei partiti cittadini di Pd e M5S, nonché attuali candidati al consiglio comunale di Avellino, e un familiare di due esponenti del Nuovo clan Partenio.
“Si starebbe dicendo che valgono solo le sentenze definitive, quindi ad Avellino nessuno sarebbe impresentabile diversamente da quanto dice la commissione Antimafia. Urge che al margine del comunicato o venga annunciata querela nei confronti di chi ha scritto l’articolo (per alterazione dei fatti) o, a tutela dei principi cardine di onestà e legalità del partito, chi è coinvolto annunci il ritiro dalla competizione. Delle due l’una. Questo per salvaguardare il progetto politico da qualsiasi ombra di contiguità alla criminalità organizzata. Le ombre lasciamole agli altri.E se la Procura aprisse un fascicolo sulle persone in questione? Come lo si giustificherebbe al cospetto degli elettori”.
“Si rischierebbe inoltre, di mettere in forte imbarazzo anche un membro importantissimo del M5S come l’onorevole Gubitosa ,che oggi è anche componente della commissione Antimafia e indiscusso animatore della lista del capoluogo irpino. Domani, alla chiusura della campagna elettorale, il Presidente della Regione Roberto Fico sarà ad Avellino per parlare del futuro della città. È fondamentale che la sua presenza non venga distolta da domande su presunte vicinanze di un candidato del M5S al Nuovo Clan Partenio: queste ombre vanno chiarite prima, non durante l’evento”.
“Ricordo a tutti che c’è già un precedente del dicembre 2018 quando per una battuta infelice – “Non trattatelo male, è figlio di un boss” – espulse immediatamente il consigliere comunale M5S coinvolto. Dimostrando ancora una volta che l’onestà in politica viene prima dei voti e delle poltrone.Questo perché, come diceva Paolo Borsellino, “Gli uomini politici non devono solo essere, ma anche apparire onesti”. Era valido nel 2018 e a maggior ragione è valido ora che il M5S ha tra le sue fila dei paladini indiscussi dell’Antimafia come Federico Cafiero De Raho e Roberto Scarpinato. Sono certo che loro stessi sottoscrivano l’idea di Borsellino.”



