- – di Egidio Leonardo Caruso-
Lo scorso 6 giugno si sono svolte le elezioni per la carica di Presidente dell’ente, a sfidarsi il presidente uscente Rizieri Buonopane, espressione dell’area Schlein, non senza bagarre interna al Pd, sia a livello locale che nazionale, con un susseguirsi di dichiarazioni e successive smentite, intorno al sindaco di Montella come “candidato unitario” del partito, e coloro che invece ritenevano tale scelta, espressione di una parte pressocché minoritaria del partito stesso, i fatti hanno decretato come nuovo Presidente lo sfidante Fausto Picone, sindaco di Candida espressione del partito che fa riferimento a Matteo Renzi, Casa Riformista nonché, fedelissimo di Enzo Alaia, Capogruppo di (Casa Riformista-Noi di Centro-Noi Sud), in Regione.
Il complesso sistema basato su voti ponderati, sulla base di un indice determinato in relazione alla popolazione complessiva della fascia demografica del comune di cui si è sindaco o consigliere, il cui valore percentuale è dato, dal rapporto fra la popolazione di ogni singola fascia demografica e la popolazione dell’intera provincia, ha attribuito al neo eletto Presidente Picone, 53.561 voti, contro i 35.072 di Buonopane, una vittoria schiacciante frutto di un consenso trasversale, anche perché il centrodestra irpino ha scelto di non giocare proprio questa partita, appoggiando colui che è uscito vincitore dalla competizione elettorale.
Con la seduta del Consiglio Provinciale dello scorso 18 giugno, che ha visto il giuramento ufficiale del nuovo Presidente, ha preso il via l’era targata Fausto Picone, cui è seguita l’attribuzione del seggio lasciato vacante proprio dal neo eletto presidente, che già nella tornata elettorale del 15 marzo scorso, era stato eletto consigliere provinciale, al primo dei non eletti della lista Proposta Civica per l’Irpinia Franco Di Cecilia, giunto al 29 esimo anno di presenza nel cosiddetto parlamentino provinciale e inoltre fresco di nomina come Vicepresidente della Commissione Consiliare per le Questioni dell’Area Tecnica, al quale abbiamo chiesto un commento e rivolto alcune domande.
“In questa tornata elettorale provinciale ha prevalso una impostazione politica del tutto nuova, non più una logica di schieramenti partitici contrapposti, ma una libera determinazione della stragrande maggioranza dei sindaci e consiglieri comunali irpini, che in maniera trasversale hanno individuato nella figura di Fausto Picone, il profilo adatto a ricoprire il ruolo apicale di Presidente della Provincia di Avellino. Quindi si tratta di una formula nuova, avulsa dallo scontro tra schieramenti politici opposti, è ovvio che gli amministratori che hanno contribuito al successo di Picone, sono senz’altro in qualche modo riconducibili a delle aree politiche, che fanno riferimento ai Consiglieri Regionali Alaia, Petracca, così come i sindaci che fanno riferimento a D’Agostino, hanno votato a larghissima maggioranza per Picone.
Bisogna riconoscere che l’ente Provincia a seguito della legge Delrio (n.56/2014), è malridotta non ha più la valenza politica di prima, oggi è più un incontro di amministratori locali, che intendono promuovere il bene comune. Rispetto alla precedente gestione Buonopane, questa che ha preso avvio, credo debba distinguersi per una maggiore attenzione al territorio, un maggiore coinvolgimento di sindaci e consiglieri provinciali, per rendere sempre di più, Palazzo Caracciolo la Casa degli irpini.
Dai primi atti pare si stia andando in questa direzione, già in questi giorni sindaci, cittadini, forze politiche e rappresentanti in Consiglio, stanno recuperando dignità e uno spazio politico-decisionale, in un’ottica più collegiale, con un presidente presente, capace, esperto amministratore, che conosce bene la Provincia.
La riforma a carattere nazionale delle province tarda ad arrivare, i cittadini al momento restano “spettatori non paganti”, in ottica moderna e in prospettiva futura, che Provincia immagina?
Un luogo dove c’è sostegno e coordinamento dei Comuni, una casa, un punto di riferimento per istituzioni e cittadini, così da promuovere il bene comune, attraverso il coinvolgimento e la condivisione.
Recentemente il Presidente Picone ha dichiarato:” fuori i partiti dalla Provincia”, pur di fatto essendo stato eletto proprio dai partiti, cosa significa?
Si è trattato di un appello agli amministratori locali, ricordo che lo stesso Enzo Alaia in un comunicato stampa, ha individuato nella nuova Provincia una forma di coinvolgimento degli amministratori aldilà della loro collocazione politica, come peraltro dimostra la mole di consensi elettorali ottenuti da Picone. I partiti devono fare un “passo indietro” rispetto alla gestione amministrativa, sebbene lo stesso presidente conosce bene l’importanza dei partiti, che qualificano il dibattito politico.
Indichi tre priorità irrinunciabili su cui la nuova amministrazione guidata da Picone, dovrà lavorare?
Abbiamo alcune urgenze: Irpiniambiente, la Fondazione Sistema Irpinia e il Progetto Turismo delle Radici, senza dimenticare alcune opere pubbliche, come il completamento della Lioni-Contursi-Grottaminarda, la promozione culturale-territoriale di un territorio bellissimo qual è quello ufitano.
Ci sono alcuni banchi di prova per l’intero territorio irpino, come le vertenze Menarini Bus a Flumeri, e Arcelor Mittal a Luogosano, i cui rappresentanti sindacali sono stati ascoltati dal Presidente Picone. Che ruolo può giocare la Provincia?
Le politiche del lavoro non rientrano nelle specifiche competenze spettanti all’Ente Provincia, che tuttavia conserva una sua autorevolezza, vuol essere la Casa degli irpini, quando si rischiano come in questi casi i posti di lavoro, Palazzo Caracciolo deve essere attivo e vigile. Il presidente si è subito mostrato disponibile attivando un tavolo permanente.
È inoltre auspicabile anche il coinvolgimento dei Capigruppo Regionali Alaia e Petracca per mantenere alta l’attenzione sulle vertenze irpine, ce ne sono molteplici, anche perché entrambi sono espressione dei due partiti con i maggiori consensi sia in Provincia che in Regione.
Sponsorizzazione US Avellino 1912, dopo il botta e risposta Spera-Picone, qual è attualmente la situazione?
Il neo Vicepresidente Spera si è espresso a titolo personale, bene ha fatto Picone a ribadire che la linea politica della Provincia la dà il Presidente. Altrettanto bene farebbero tutti i consiglieri, prima di esprimere considerazioni politiche così nette, a confrontarsi così da parlare quanto più possibile all’unisono senza creare certe incomprensioni, visto che finora tutti hanno contribuito a votare i provvedimenti relativi al finanziamento della sponsorizzazione.


