“Alle elezioni per la presidenza della Provincia perde la politica. Avevo chiesto che prima della scadenza del mandato del presidente uscente si aprisse una discussione politica vera: mi aspettavo che il Campo largo si riunisse, si confrontasse e individuasse un candidato condiviso. Invece non c’è stata alcuna riunione, nessun incontro per stabilire almeno un criterio politico da seguire”.
Pasquale Giuditta, segretario regionale di Noi di Centro, alla Provincia lei dice che perde la politica, ma con l’elezione di Picone chi vince?
“Ci siamo trovati di fronte a due autocandidature: quella di Rizieri Buonopane, che è espressione del Pd, e quella trasversale di Picone, sostenuta da amministratori provenienti da diverse aree politiche, di centrosinistra e di centrodestra. Una candidatura che, a mio avviso, non ha una chiara identità politica. Il Campo largo avrebbe dovuto proporre invece una progettualità per i prossimi quattro anni di amministrazione provinciale. E pensare che siamo a soli tre mesi dall’elezione del Consiglio provinciale, un voto che ha fatto registrare una vittoria netta del Campo largo. Anche per questo non ho compreso perché il Pd, che è il partito che ha maggiore peso elettorale nella coalizione e, di conseguenza, maggiore responsabilità politica nelle scelte del Campo largo, non abbia voluto che si aprisse una riflessione politica per arrivare a una decisione condivisa”.
La motivazione, sostiene qualcuno, era che Buonopane, iscritto al Pd e presidente uscente, non dovesse essere il candidato del Pd?
“Se il Campo largo si fosse riunito avrebbe certamente preso in considerazione la richiesta di candidatura del presidente uscente. Attraverso il confronto si sarebbe potuti arrivare anche a una soluzione diversa.
Invece, non essendoci stato alcun confronto, ci siamo ritrovati con la candidatura del presidente uscente sostenuta dal Pd nazionale e da alcuni amministratori vicini al partito, mentre dall’altra parte c’è stata un’iniziativa politica incomprensibile”.
Incomprensibile?
“Non è vero che le provinciali sono elezioni particolari perché di secondo livello e che ‘sono gli amministratori a scegliere gli amministratori’. Non è vero che le provinciali non possano avere una caratterizzazione politica. La verità è che, come per l’elezione del presidente dell’ASI, alle provinciali decidono pochi esponenti politici”.
Il problema, lei dice, è che manca la politica e sono mancati anche i partiti.
“Perché interessano esclusivamente le posizioni da occupare. Io invece credo che la responsabilità di chi fa politica sia costruire un progetto per rilanciare lo sviluppo della provincia di Avellino. E a chi sosteneva che alla Provincia servisse un cambio di passo, chiedo perché all’Asi, che è un ente deficitario, era necessaria continuità”.
Perché?
“Perché per qualcuno non conta la coerenza politica, ma la convenienza”.
Diversamente da ciò che è successo alla Provincia, il Campo largo è riuscito a trovare un accordo alle elezioni comunali di Avellino.
“Sì, però, incassato il risultato delle elezioni cittadine di Avellino, ho l’impressione che nel Campo largo oggi si stia giocando una partita diversa. Il Campo largo non è più considerato un progetto politico unitario, ma un’alleanza per soddisfare una serie di piccoli interessi. Si giocano tante piccole partite su tavoli separati; si sta riducendo tutto a questioni di convenienza”.
A proposito di politica, il sindaco Pizza ha annunciato che sarà una giunta politica.
“La scelta di candidare Nello Pizza è stata presa insieme dall’intero Campo largo. E insieme abbiamo raggiunto una straordinaria vittoria: il sindaco dovrebbe garantire a ogni forza politica della sua coalizione il giusto spazio. Ogni forza politica del Campo largo deve poter offrire il proprio contributo per costruire le condizioni di un buon governo della città.
Tuttavia ho la sensazione che qualcuno consideri NdC una forza politica fastidiosa. Da utilizzare quando serve”.
Noi di Centro rivendica un assessore?
“Parlare continuamente di incarichi non serve a rendere migliore la città. Noi prenderemo atto delle scelte fatte dal sindaco e continueremo a dare il nostro contributo. Pensare che la politica possa ridursi ad avere un assessore significa non aver compreso il senso della politica stessa”.
In Regione il presidente Fico ha premiato Noi di Centro con un assessorato.
“Da anni l’Irpinia non aveva un assessore regionale. La delega all’Agricoltura affidata a Maria Teresa Serluca è cruciale per lo sviluppo delle aree interne. Il nostro leader nazionale, Clemente Mastella, non a caso ha proposto un assessore irpino.
Sul piano regionale, Noi di Centro è una forza politica significativa dal punto di vista politico, culturale e programmatico. Una componente strategica per il successo del Campo largo. Ma non possiamo essere considerati utili quando è necessario vincere le elezioni e fastidiosi il giorno dopo”.


