I presunti autori del raid intimidatorio compiuto a Pomezia con esplosivo contro il giornalista Sigfrido Ranucci il 16 ottobre 2025 e uno dei loro tre complici, compariranno il due luglio di fronte al Gip del Tribunale di Roma, che ha firmato la misura cautelare chiesta dalla Dda capitolina nei loro confronti. E’ fissato infatti per giovedì mattina l’interrogatorio di garanzia per Antonio Passariello, 53 anni, ritenuto il materiale esecutore del raid, originario del Baianese, ma residente a Cicciano, l’altro presunto autore del raid Saverio Mutone, 42 anni, residente a Sperone e il figlio di Passariello, Pellegrino D’ Avino, 37 anni, residente ad Avella, tutti detenuti nel carcere di Rebibbia. I tre indagati, difesi dagli avvocati Antonio Falconieri e Generoso Pagliarulo, potranno rispondere alle domande del magistrato, che ha firmato la misura cautelare nei loro confronti. Venerdì prossimo, 3 luglio, toccherà alla ventiduenne Marika De Filippis, detenuta ai domiciliari ad Avella e in stato di gravidanza. Non è escluso che all’interrogatorio possa presenziare anche il magistrato della Dda di Roma che ha coordinato le indagini, il pm antimafia Carlo Villani.
Intanto emergono elementi sul profilo giudiziario quattro destinatari delle misure cautelari. Antonio Passariello, il cinquantatreenne di Mugnano del Cardinale finito in carcere per avere piazzato la bomba scoppiata davanti casa del conduttore di Report era stato arrestato solo qualche giorno fa dai Carabinieri del Norm di Baiano, che lo avevano bloccato per strada ad Avella con undici dosi di crack per un peso di circa 5 grammi. Il Gip del Tribunale di Avellino lo aveva spedito agli arresti domiciliari dopo l’udienza di convalida. Ed era a Cicciano, dove ieri mattina all’alba e’ scattato il blitz dei Carabinieri coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma. Passariello, e non solo per l’ultimo arresto. Il cinquantatre anni, residente a Mugnano del Cardinale ma di fatto da tempo trasferito nelle Gescal di Cicciano, dove era sottoposto agli arresti domiciliari e suo figlio Pellegrino D’Avino, ventisette anni, con una fedina penale già caratterizzata da diversi precedenti. Come ricostruito dalle informative dei Carabinieri e nella richiesta di misura firmata dal pm della Dda di Roma Villani, Passariello dall’anno 1993, ha riportato condanne anche per reati gravissimi e di ogni genere: violenza sessuale di gruppo sequestro di persona, rapina aggravata , lesioni personali, estorsione , incendio , sfruttamento della prostituzione, evasione e resistenza a Pubblico Ufficiale. Un rilievo particolare ha assunto nelle indagini il precedente per incendio, che secondo il Gip “evidenzia una specifica familiarità con l’impiego di mezzi insidiosi e distruttivi, pienamente coerente con l’attuale ipotesi investigativa”. Tra il 2024 e il 2026 Passariello ha collezionato altre denunce per truffa furto e minacce , oltre a una sistematica violazione delle disposizioni del codice della Strada (guida senza patente, veicoli privi di assicurazione, reiterati sequestri).



