Le fotografie realizzate da Gianni Pucci a partire dal 1992 tornano, dopo 34 anni, alla comunità da cui provengono. I ritratti diventano manifesti e i muri di Greci si fanno archivio di volti, memoria e tempo condiviso.
Il 20 agosto la mostra prenderà forma attraverso una performance collettiva: diversi gruppi di cittadini affiggeranno le fotografie sui muri del paese, trasformando l’allestimento in un gesto pubblico di partecipazione e re-stituzione.
La mostra non ha un ingresso. Comincia dove la si incontra: nelle strade, sulle facciate, tra le case. Non una sala da visitare, ma un paese da attraversare.
Ad accompagnare le immagini, un percorso sonoro porterà nello spazio pubblico parole, voci e frasi in arbëres-hë, tradotte in italiano. La lingua tornerà cosi a essere ascoltata nei luoghi della vita quotidiana.
Questi volti sono il primo alfabeto non è un’operazione nostalgica, ma un gesto di restituzione. Attraverso la fo-tografia, la comunità torna a guardarsi, a riconoscersi e a raccontarsi.
La mostra è realizzata con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Greci e dell’Associazione EMBRI, che hanno sostenuto la costruzione del progetto e la sua realizzazione nello spazio pubblico.
La mostra è il primo gesto di Ritratto di una Lingua, un progetto più ampio dedicato a Greci e alla relazione tra fotografia, memoria, comunità e patrimonio linguistico.
Informazioni:
Questi volti sono il primo alfabeto mostra diffusa nello spazio pubblico del paese
Fotografie di Gianni Pucci
Greci, dal 20 agosto 2026
Con il patrocinio e la collaborazione di:
Comune di Greci e dell’Associazione EMBRI



