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La Princeton University fa tappa a Gesualdo nel segno de “Lo cunto de li cunti”

di Giovanni Savignano

A Gesualdo è in fase conclusiva il laboratorio  di studi e ricerche per giovani studenti provenienti dalla  Università americana di Princeton ( evento a cura di Irpinia Escapes) che si ripete da qualche anno). Un modo per apprendere la scrittura e la rappresentazione del teatro musicale, relative alle tradizioni popolari campane. La Princeton University ha scelto il paese del “Principe dei Musici” per un suo programma di  studio della lingua, delle tradizioni campane,  e di un palcoscenico artistico e creativo.  Due appassionati artisti statunitensi, Cara Loelle Reichel e Peter Mills, hanno accompagnato gli studenti in questo borgo irpino, patria del grande musicista Gesualdo da Venosa, per un seminario residenziale di due mesi, preparando con loro un musical originale tratto dall’opera di Basile.– e scritto per l’occasione da Peter Mills-.  Quindi, valorizzare un capolavoro della letteratura mondiale come Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile.   Il B&B Zembalo  si è occupato dell’accoglienza: ha partecipato anche il Conservatorio Cimarosa, in un potenziale itinerario di sviluppo culturale e creativo  condiviso da altre Università Europee.   Una delle volte che ero a New York, sono andato nel New Jersey per visitare Princeton:  fu la “casa” di Albert Einstein dal 1935 fino alla sua morte nel 1955, dopo aver acquisito la cittadinanza USA  ed aver ottenuto la cattedra presso l’Institute for Advanced Study, una sezione distaccata della Princeton University.  Fu allora che ebbi modo di conoscere la storia del prof. Alfred Einsten che , poi, inserii nella bibliografia del mio libro “Intrighi”sul musico Gesualdo.
Pertanto, citando Princeton  ed Albert Einstein, non si può trascurare Alfred Einstein ( 1980-1952) un musicologo e redattore musicale tedesco-americano.  Nato a Monaco di Baviera,  scappò come il parente Albert dalla Germania nazista , arrivando—dopo una sosta a Londra– negli Stati Uniti nel 1939. Qui ricoprì diversi incarichi di insegnamento presso università tra cui Smith College, Columbia University, Princeton. University, l’ Università del Michigan e la Hartt School of Music di Hartford, nel Connecticut .   Alfred, mentre studiava  legge, capì che la sua vera passione  era la musica e si impegnò per  un dottorato all’Università di Monaco, sulla musica strumentale del tardo Rinascimento e del primo Barocco . Poco dopo diventa critico musicale.  È meglio conosciuto per essere l’editore della prima grande revisione del catalogo Köchel, che fu pubblicato nell’anno 1936 ( Il catalogo Köchel è l’ampia lista delle opere di Wolfgang Amadeus Mozart ). Per questo lavoro  Einstein è più famoso.   Sulla relazione di parentela col Fisico Einstein: mentre una fonte (1980) elenca Alfred come un cugino dello scienziato Albert Einstein, un’altra sostiene (1993) che non è stata  stata fatta una precisa verifica.  Alcuni affermano che entrambi discendevano da un Moyses Einstein sette generazioni fa, quindi erano cugini di sesto. La figlia di Alfred, Eva, dichiarò  che erano cugini di quinto grado da un lato e cugini di quinto grado dall’altro, secondo una ricerca di George Arnstein. Furono fotografati insieme nel 1947, quando Albert Einstein ricevette la laurea honoris causa da PrincetoN.  -Alfred Einstein ha scritto anche storie popolari della musica, tra cui la Short History of Music (1917) e Greatness in Music (1941).  Egli  pubblicò anche un set completo di tre volumi The Italian Madrigal (1949) sulla forma italiana secolare, il primo studio dettagliato dell’argomento.   Considerata la sua opera più significativa,   il primo studio completo di questo settore in qualsiasi lingua.  Tradotto da Alexander H. Krappe, Roger H. Sessions e Oliver Strunk, Princeton University Press, 1949 (3 volumi)    -Sul madrigale rinascimentale,  in relazione agli studi di Alfred Einstein, non c’è rapporto di continuità tra la civiltà della frottola, in declino con l’inizio degli anni ’20, e il madrigale, il nuovo genere poetico-musicale al vertice del successo  per circa un secolo a partire dagli anni ’30 del Cinquecento. Per l’interpretazione di Alfred Einstein,  il madrigale  non sarebbe nato dall’applicazione delle sofisticate tecniche contrappuntistiche di matrice franco-fiamminga alla semplicità strutturale della frottola.  Approfondimenti e studi recenti hanno infatti evidenziato come fosse stato sottostimato e scarsamente  coltivato la collezione  frottolistica dove, tra il 1520 e il 1540, si affermano le prime scritture  di madrigali musicali. Libera  composizione e piacere  del suono trovano piena realizzazione nell’intonazione musicale, in un rapporto privilegiato con la parola. Inoltre, diversamente dalla frottola, il madrigale musicale non tifa per  alcuna voce, ma distribuisce in egual misura il bagaglio espressivo della composizione tra i vari  membri della compagnia polifonica. Col termine cromatico si indica anche quel particolare stile compositivo che ricorre con sistematicità a movimenti melodici semitonali, e dunque a note alterate, che  coloriscono, le reticolazioni armoniche. Queste erano adatte ad interpretare dimensioni  enigmatiche, di sofferenza amorosa, ansia, irrequietezza, angoscia esistenziale:  ne avrebbe fatto uso  come di un  codice strattamente personale – da alternare, adattandosi alle discordanze  del testo poetico, a momenti i di semplicità e naturalezza  – il principe Carlo Gesualdo da Venosa, in particolare nel terzo e nel quarto libro dei suoi madrigali. Negli  ultimi decenni del secolo,  nuovi modelli letterari (e in particolare Torquato Tasso e Battista Guarini) si affiancano agli autori della prima fase. Piacere/dolore; vita/morte/; chiaro/scuro ecc. proprie dei testi intonati saranno  rappresentati dalle configurazioni melodiche, la tessitura, il ritmo, le combinazioni armoniche- di consonanza/dissonanza- -Il musicologo Alfred Einstein non esitò a evocare il sentimento di “mal di mare” che gli provocava l’ascolto dei madrigali di Gesualdo; egli ritiene che  Il genio di Gesualdo si basa su “un dualismo stilistico e musicale tutto in ossimori”

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