Arriva da Luigi Caputo del Partito della Rifondazione Comunista una riflessione nel quarantaseiesimo anniversario della strage della stazione di Bologna: 85 morti e oltre 200 feriti, la più grave della storia dell’Italia repubblicana, una delle più cruente del dopoguerra europeo.
“Ancora una volta, una strage senza colpevoli, quasi la conseguenza di una catastrofe naturale. Così sembrerebbe, stando al comunicato della presidente del Consiglio, sempre uguale a se stesso da quattro anni a questa parte, ovvero da quando questo governo di estrema destra è al potere. Invece i colpevoli ci sono, e hanno una ben precisa identità politica: fascista. Proprio quell’aggettivo, “fascista” o ” neofascista”, che manca nelle rituali e stante parole della premier. Ciò,
nonostante le ormai innumerevoli sentenze della magistratura in questo senso, nonostante gli interventi del presidente Mattarella, che anche quest’anno ha ribadito la matrice eversive e neofascista dell’attentato. Matrice non solo fascista ma anche piduista, chiaramente, come stabilito dalla sentenza di primo grado del “processo Bellini”, secondo la quale sentenza “la P2 è stata l’attore politico-criminale che ha voluto e finanziato la strage: per questo la stampa ne ha parlato anche come del ‘processo ai mandanti'” (B. Tobagi). Mandanti individuati nelle persone di Lucio Gelli e Umberto Ortolani (già condannati in precedenza per depistaggio), Federico Umberto D’Amato (capo storico del dell’ufficio Affari Riservati del Viminale nonché eminenza grigia di tutta la strategia della tensione), Mario Tedeschi (giornalista e a lungo parlamentare del Movimento Sociale). Tutti deceduti nel frattempo e quindi non sanzionabili se non in termini etici e nelle forme di una sacrosanta “damnatio memoriae”. Riguardo agli esecutori, a quelli individuati e condannati nei primi processi, Giusva Fioravanti (8 ergastoli dovuti ad altri numerosi delitti, ma in libertà dal 2009), Francesca Mambro (9 ergastoli, ma in libertà dal 2013), Luigi Ciavardini, (anch’egli condannato in via definitiva), si sono aggiunti negli ultimi anni Gilberto Cavallini e Paolo Bellini (condannati in primo e secondo grado). Personaggi che hanno operato non solo per motivazioni politico-ideologiche, ma anche biecamente economiche, essendo stati, per il loro turpe agire, lautamente, ricompensati dai mandanti. Quindi abbiamo gli organizzatori e abbiamo gli esecutori. Non ci sono affatto misteri, ma soltanto ulteriori eventuali soggetti da individuare, appartenenti all”uno o all’ altro livello. Le cosiddette piste alternative (a partire dalla fantomatica “pista palestinese”), rilanciate periodicamente da Fratelli d’Italia, si sono rivelate mere fantasie perverse di chi non vuole ammettere un passato inquietante, una storia ingloriosa, e frequentazioni imbarazzanti. “Quelli che adesso sono lì, al governo, a trattare di presidenze bicamerali e consigli d’amministrazione, sono proprio i ragazzi con cui siamo cresciuti, tra volantini, sprangate, manifestazioni, lotte, passioni, alla Federazione romana del Fronte della Gioventù di via Sommacampagna “. Così si esprimevano nel 1994 Mambro e Fioravanti, allora in carcere, sui loro” camerati”
(soprattutto dell’ambiente romano) di Alleanza Nazionale, già Movimento Sociale. Ecco, in queste poche parole è racchiuso probabilmente il motivo, se non l’unico, quello principale, per cui Meloni non ha mai definito – e non definira’ mai – quella di Bologna come una strage fascista”


