E’ una voce che arriva sempre al pubblico quella di Simona Molinari, incanta, accarezza, emoziona. Una voce delicata e insieme potente, semplice e raffinata, capace di cantare ritmi swing, Ella Fitzgerald o Caruso di Dalla, fino ad una suggestiva aria della Carmen in cinese per poi scivolare su ritmi più pop ma che conservano sempre una forte matrice jazzistica. E piazza Amendola si riempie in un momento con il pubblico che resta rapito fino alla fine dello spettacolo, compreso il sindaco Nello Pizza in prima fila insieme all’assessore Luca Cipriano. Lei racconta il suo Kairos, quel tempo scandito da sogni, progetti, che non ha nulla a che vedere con il tempo cronologico, dalla passione per la musica al desiderio di calcare un palcoscenico con omaggi a Ella Fitzgerald con “Mr Paganini” e Mercedes Sosa con “Gracias a la vida” fino all’amore che fa palpitare e illude, dai ritmi swing a Morricone con “A rose among thorns”, colonna sonora di Mission. Gioca con il pubblico, coinvolgendolo nel concerto in un simpatico duetto ( non fatevi parlare dietro, scherza), mostra come un arrangiamento possa trasformare ogni melodia, attraverso una bellissima carrellata di ritmi dagli anni ‘50 al duemila, con una simpatica citazione di Gangamstyle, affiancata da una band sorprendente come lei. Ricorda il valore dell’unicità che si esalta nell’incontro tra i musicisti sul palco, fino a costruire quel miracolo che è l’armonia. Da ‘Sola me ne vo per la città’ alle sue Egocentrica e Felicità, risulta sempre convincente ed elegante, oltre che bellissima nel vestito color oro che la fascia e che mette in evidenza un fisico mozzafiato. Con tanto di omaggio a Napoli con l’intensa “Nu fil e voce”: A siеnte chesta libertà? C’aggira indo all’aria е poi va”. Il pubblico porta il ritmo, canta insieme a lei, e’ davvero una serata bella di musica con un’artista dal talento straordinario, in una piazza, dominata dalla Dogana, che appare ogni sera più bella.





