E’ la devozione alla Vergine del capoluogo a rivivere nella mostra iconografica e documentaria “La Regina di Avellino”. Un percorso che racconta il profondo legame tra la città di Avellino e la sua Celeste Patrona, organizzato dall’Arciconfraternita dell’Immacolata Concezione, inaugurato ieri nella chiesa dell’Immacolata alla presenza del sindaco Nello Pizza, del parroco del Duomo don Pasquale Iannuzzo, dell’assessore alla cultura Luca Cipriano.
Un viaggio di forte suggestione, che racconta la fede di una comunità, dall’esposizione della corona e dello stellato a fotografie d’epoca, documenti storici e preziosi materiali. Scopriamo così che il culto della Vergine Immacolata-Assunta in Cielo, nei primi anni del ‘500, risultava già ben radicato ad Avellino, come testimonia la nascita, presso la chiesa di San Francesco d’Assisi in Piazza Libertà, dell’Arciconfraternita dell’Immacolata Concezione con l’obiettivo di promuovere il culto della Vergine Maria, assistere i più bisognosi, garantire una degna sepoltura ai defunti e organizzare le celebrazioni religiose in onore della Madre Celeste. Ad essere venerata era una statua dell’Immacolata in legno, risalente alla metà del ‘500, custodita nella Chiesa dell’Immacolata in piazza Duomo.
A cavallo tra la fine del ‘600 e gli inizi del ‘700, l’Arciconfraternita decise di commissionare un nuovo simulacro dedicato alla Santa Vergine: i confratelli affidarono questo compito ad un artista del ‘700, allievo di Cosimo Fanzago, Nicola Fumo da Baronissi “che potesse riuscire nell’intento di scolpire, su di un massiccio tronco di tiglio, una bellissima immagine della Madonna”. Ad accompagnare i festeggiamenti religiosi, inaugurati dall’Alzata del Pannetto, erano, inoltre, gli allestimenti e le decorazioni dedicate alla Celeste Patrona che caratterizzavano ogni angolo della città: venivano adornati tutti i balconi con coperte o lenzuola finemente ricamate, in alcuni figuravano immagini Mariane fatte ad uncinetto; non mancavano le decorazioni floreali ed i lumi sui balconi e i Pannetti della Madonna.
Verso la metà del ‘700 si affermavano, intanto, le prime manifestazioni civili legate alla festa dell’Assunta. La prima celebrazione civile legata all’Assunta, risalirebbe all’agosto del 1758, ad attestarlo un atto del notaio Cotone che fa riferimento alla festa che si sarebbe svolta “avanti al convento di S. Francesco”, l’odierna Piazza Libertà. Ma le immagini raccontano anche la storia degli uomini che hanno guidato la diocesi, dal vescovo Gioacchino Pedicini al vescovo Venezia, la devozione dell’Arciconfraternita e la forza di una processione che ha rappresentato sempre un elemento di coesione per la città, con la banda che accompagna i fedeli e le autorità in prima fila dietro il simulacro. L’esposizione sarà visitabile fino al 12 agosto dalle 18.00 alle 21.30.




