A intervenire nel dibattito avviato da Il Corriere dell’Irpinia sulla situazione del Pd locale è Roberto Montefusco, coordinatore provinciale di Sinistra Italiana.
Allora, campo largo unito e vincente alle amministrative, anche per merito di Sinistra Italiana che ha accettato, dopo un dibattito per certi versi anche animato, di appoggiare la candidatura di Nello Pizza. Ora però bisogna governare: come è iniziata la consiliatura?
Sinistra Italiana ha da sempre lavorato per la costruzione di un campo progressista ampio e compiuto in grado di far voltare pagina alla città. Al punto da stimolare, nei mesi precedenti il voto, insieme ad altre energie associative della città, un dibattito serrato su questa urgenza. Il campo progressista ha vinto con un margine ampio, corrispondendo a una speranza di cambiamento e di discontinuità che si percepiva con chiarezza in città. Ora il tema è dare respiro e sostanza politica alla vittoria elettorale. Su questo è indubbio che si renderà necessario fare un lavoro in più, dentro e fuori il Consiglio Comunale. Ho apprezzato lo stile del sindaco Pizza e una postura decisamente differente rispetto ai predecessori, insieme ad alcuni spunti contenuti nelle linee programmatiche: dal salario minimo di nove euro l’ora per gli appalti comunali, al rafforzamento dei consultori nei quartieri, all’attenzione alla sostenibilità, alla cura per l’emergenza abitativa. Ma ho apprezzato anche i riferimenti culturali: si passa dalla enjoy city di Festa alle città disegnate da Calvino.
Detto questo, e non è tema che riguarda solo l’amministrazione della città, in Irpinia il campo progressista deve urgentemente ricostruire spazi, luoghi e regole di discussione e di confronto.
Alla Provincia il centrosinistra si è diviso: Sinistra Italiana ha vinto o ha perso?
Lo spettacolo dell’Ente Provincia è stato assolutamente imbarazzante e poco edificante: parte consistente del Pd ha deciso di non assumersi alcuna responsabilità nel giudizio sull’operato del Presidente uscente Buonopane, dando di fatto via libera a una operazione trasformista che lo ha visto eleggere insieme alla destra e Italia Viva il nuovo Presidente. Al netto delle distorsioni contenute nella legge Delrio, divenute ormai insopportabili, quanto accaduto a Palazzo Caracciolo è esattamente il contrario di ciò di cui l’Irpinia, ancora prima che il campo progressista, avrebbe bisogno. Sinistra Italiana ha espresso la propria distanza da tutte le opzioni in campo, e ora siamo convintamente opposizione politica di un aggregato trasversale e trasformista che vede il ritorno nelle stanze dei bottoni dei fan del traforo sul Monte Partenio. Un pessimo spettacolo.
Intanto si avvicinano le Politiche: cosa ne pensa della riforma elettorale?
L’Irpinia è stata già fortemente penalizzata dalla riduzione del numero dei parlamentari, riforma della quale sono stati sottovalutati i rischi nella rappresentanza delle aree più fragili del Paese. La legge elettorale che si accingono ad approvare è una autentica scelleratezza, è il tentativo della destra di cambiare le regole del gioco e anche alcuni assetti costituzionali senza passare per la Riforma della Carta, che li avrebbe visti nuovamente perdenti. Mi auguro che non vada in porto, ma ci misureremo con le regole date per rendere il servizio migliore all’Irpinia e al Paese. Ma soprattutto per sconfiggere una destra che sta devastando il nostro tessuto civile.



