E’ la segretaria della Funzione Pubblica Cgil Licia Morsa a intervenire sul reintegro disposto dal Tribunale e il rigetto del reclamo della cooperativa “E’ inaccettabile che quattro lavoratrici restino fuori dal posto di lavoro e che l’intera struttura venga lasciata nell’incertezza. Un’eventuale chiusura sarebbe una grave perdita occupazionale, ma soprattutto una perdita sociale per l’intera comunità.
La vicenda delle quattro lavoratrici della Casa per anziani comunale “M. Grazia Gargano” di Sant’Angelo dei Lombardi raggiunge un punto che la Funzione Pubblica CGIL considera grave e non più tollerabile.
Il Tribunale ha già disposto, con una prima ordinanza, il reintegro delle quattro lavoratrici, assistite e difese dall’Avv. Marino Iannacchero, riconoscendo l’illegittimità della loro esclusione dal cambio di appalto. La cooperativa ha successivamente presentato reclamo contro il provvedimento, ma anche il reclamo è stato rigettato dal giudice. Nonostante ciò, le lavoratrici non sono ancora state reintegrate e, fatto ancora più grave, la cooperativa prospetta la possibilità di interrompere l’affidamento e lasciare la gestione della struttura. Per la FP CGIL questa non può e non deve essere considerata una soluzione. Non si può rispondere a una pronuncia della magistratura con l’abbandono del servizio. Non si può pensare di risolvere una vertenza occupazionale mettendo a rischio una struttura che svolge una funzione fondamentale per la comunità. La Casa per anziani “M. Grazia Gargano” non è infatti soltanto un luogo di lavoro. È un presidio sociale, un servizio rivolto alle persone anziane e alle loro famiglie, un punto di riferimento per il territorio e per una fascia della popolazione che necessita di cura, assistenza e attenzione. Un’eventuale chiusura sarebbe una sconfitta per tutta la comunità
La FP CGIL ritiene necessario sottolineare con forza un aspetto che non può essere messo in secondo piano: un’eventuale chiusura della struttura rappresenterebbe una perdita enorme non soltanto sul piano occupazionale, ma soprattutto sul piano sociale.
Perdere una struttura di questo tipo significherebbe privare Sant’Angelo dei Lombardi e il territorio dell’Alta Irpinia di un servizio essenziale, con conseguenze dirette sugli anziani ospiti, sulle loro famiglie e sull’intera rete sociale che ruota intorno alla struttura.
In un territorio già segnato dallo spopolamento, dall’invecchiamento della popolazione e dalla progressiva riduzione dei servizi, chiudere una struttura dedicata all’assistenza agli anziani significherebbe fare un ulteriore passo indietro sul piano della qualità della vita e della coesione sociale.
Non possiamo permetterci di perdere servizi, posti di lavoro e presidi di comunità.
Una struttura comunale che offre assistenza agli anziani è un patrimonio collettivo e come tale deve essere difesa e valorizzata, non abbandonata. Per questo la FP CGIL chiama direttamente in causa l’Amministrazione comunale di Sant’Angelo dei Lombardi, guidata dalla sindaca Rosanna Repole”.


