Taglia il traguardo della decima edizione a Montemiletto “Si Qua Fata Sinant”, tra le rievocazioni storiche medievali più amati. Dal 4 al 6 settembre, il borgo irpino si trasformerà in un suggestivo palcoscenico a cielo aperto tra storia, spettacoli itineranti, laboratori didattici per costruire fucine medievali ed eccellenze enogastronomiche.
Questa mattina la presentazione della rassegna al Circolo della stampa di Avellino. L’evento, organizzato dalla Pro Loco Mons Militum, si conferma uno degli appuntamenti culturali e turistici più attesi dell’anno in Irpinia, nato con l’obiettivo di valorizzare l’identità, le radici e le tradizioni del territorio.
E’ il presidente della pro loco di Montemiletto Florindo Garofalo a porre l’accento sulle novità della decima edizione che sceglie di scommettere su memoria e bellezza: “Quest’anno potremo contare su un corteo di oltre 200 figuranti e su nuovi spazi per gli spettacoli, che si svolgeranno in contemporanea nei due cuori pulsanti del borgo storico, (Piazza Castello) e (Belvedere). Lungo il percorso saranno, inoltre, allestite locande medievali dove prenotare un posto per gustare un menù fisso a tema. Da non perdere anche il grande pranzo sotto le mura del castello. La sfida è stata quella di potenziare l’offerta enogastronomica e culturale con una mostra di artisti curata da Emanuela Conforti e la logistica”. Soddisfatto il sindaco di Montemiletto Massimiliano Minichiello “La festa diventa l’occasione per promuovere il patrimonio storico artistico del territorio”. A ribadire il valore della tradizione anche Giuseppe Silvestri, presidente Unpli “Si tratta di una festa che conserva intatta la sua forza, grazie alla partecipazione della comunità”.
Parte integrante della rassegna la mostra collettiva pittorica “Fata nostra, i destini che abitiamo”, in programma il 4, 5 e 6 settembre presso il Chiostro del Comune, in Via Roma a Montemiletto.
“Un titolo-spiega la curatrice Emanuela Conforti- che richiama l’antica espressione latina “Si qua fata sinant “se i destini lo consentono” per aprire una riflessione sul rapporto tra destino, identità, memoria e libertà.
La mostra riunisce 18 artisti, chiamati a confrontarsi con un tema tanto antico quanto profondamente contemporaneo: il destino che ciascuno di noi eredita, attraversa e, in qualche modo, contribuisce a costruire”
A esporre le loro opere Alessandro Follo, Alessandra De Luca, Alfredo Mojo Raimondi, Antonella Festa, Antonio Restaino, Dina Pascucci, Dorotea Virtuoso, Filomena Immediata, Gaetano Maffeo, Generoso Vella, Giuseppe Amoroso De Respinis, Giusy Cozzo, Ines De Leucio, Lucio Finale, Nicolina Giammarino, Francesco Roselli, Vittorio Termini.
“Fata nostra” diventa così un invito a guardare al destino non soltanto come qualcosa di già scritto, ma come uno spazio da abitare, interpretare e trasformare. Un destino fatto di luoghi, relazioni, radici, scelte, incontri e memorie.
Attraverso linguaggi pittorici differenti, gli artisti offriranno al pubblico una pluralità di visioni, sensibilità e percorsi, trasformando la mostra in un dialogo tra opere e territorio.
Montemiletto diventa parte integrante del racconto artistico: non semplice scenario, ma luogo della memoria e dell’identità, capace di mettere in relazione passato e presente, tradizione e contemporaneità.
Ad arricchire le tre giornate:
– Performance artistica di Body Painting “VERBA VELATA” di Vivian Belmonte, docente e artista;
– Musiche dal vivo del M° Pasquale Termini, violoncellista.
La mostra è a cura di Emanuela Conforti, l’ allestimento è a cura di Tina Sprintoso, ed è inserita nel programma di “Si qua fata sinant”, manifestazione che celebra il rapporto tra comunità, storia, cultura e territorio.
“Fata nostra, i destini che abitiamo” vuole essere, dunque, non soltanto una mostra di pittura, ma un’occasione di incontro e di riflessione collettiva.
Un viaggio nella memoria, quello di Montemiletto, che culminerà con la rievocazione della storica battaglia del 1419. Sabato 5 settembre, alle ore 23:30, andrà in scena la rievocazione dell’assalto con lo spettacolare incendio del Castello della Leonessa e i giochi pirotecnici. Cavalieri, armati e figuranti sono pronti a far fare un salto indietro nel tempo a tutti i visitatori, che potranno presentarsi all’evento provvisti del proprio “Passaporto Irpino”.





