ARIANO IRPINO — Un festival, ma soprattutto un’idea di futuro. Parte dalla terra la quarta edizione dell’Ariano BioFestival d’Irpinia, presentata questa mattina nella sala Consiliare del Municipio di Ariano Irpino. Dal 10 al 13 settembre la città sarà il punto d’incontro tra agricoltori, produttori, chef, istituzioni e comunità, in un percorso che mette insieme biodiversità, agricoltura, gastronomia, cultura e sviluppo sostenibile.
Il filo conduttore della manifestazione è chiaro: raccontare l’Irpinia attraverso ciò che produce e, allo stesso tempo, costruire una rete capace di guardare oltre la singola iniziativa. Al centro c’è il Biodistretto d’Irpinia, pensato come uno strumento per mettere in relazione il mondo agricolo, le imprese, la ristorazione, le associazioni e le istituzioni.
A coordinare la conferenza stampa è stata la giornalista Rosa Iandiorio. Sono intervenuti il coordinatore dell’Ariano BioFestival Antonio Grasso, il vicepresidente del Biodistretto d’Irpinia Michele Masuccio, il vicesindaco e presidente del Biodistretto Giovannantonio Puopolo e il sindaco di Ariano Irpino Mario Ferrante.
Il messaggio emerso dalla conferenza stampa è quello di un progetto che non vuole esaurirsi nei quattro giorni della manifestazione. L’obiettivo è costruire, nel tempo, una piattaforma capace di dare valore alle produzioni locali e di trasformare biodiversità e identità territoriale in occasioni concrete di sviluppo.
«Dobbiamo avere il coraggio di piantare un albero di cui molto probabilmente non saremo noi a raccogliere i frutti», ha detto Antonio Grasso, coordinatore del BioFestival. Una metafora che sintetizza lo spirito dell’iniziativa. «È questo lo spirito con cui stiamo lavorando. Abbiamo scelto di investire in un progetto di lungo periodo, con la consapevolezza che i risultati più importanti non saranno necessariamente immediati».
Il BioFestival, ha spiegato Grasso, nasce senza finalità di lucro ma con l’ambizione di lasciare qualcosa che vada oltre l’evento: «Vogliamo che possa diventare, nel tempo, un volano importante per il nostro territorio. L’obiettivo è lasciare una prospettiva, una rete e un’opportunità alle generazioni che verranno».
È il concetto di rete a tornare nelle parole di Michele Masuccio, vicepresidente del Biodistretto. «Il Biodistretto è una rete capace di mettere insieme energie, competenze e produzioni», ha sottolineato. Il valore dell’iniziativa sta dunque nella possibilità di costruire relazioni e rendere visibile un’Irpinia «autentica, fatta di agricoltura, biodiversità, qualità e tradizioni».
Un progetto che chiama direttamente in causa anche le istituzioni. Per il vicesindaco e presidente del Biodistretto Giovannantonio Puopolo, il BioFestival rappresenta un’occasione per promuovere Ariano e l’Irpinia partendo da ciò che il territorio già possiede: «Il Biodistretto può diventare un punto di riferimento per questa strategia, mettendo in collegamento agricoltori, imprese, associazioni e istituzioni».
La sfida, ha aggiunto Puopolo, è riuscire a portare questa narrazione oltre i confini locali, trasformando le eccellenze irpine in un racconto riconoscibile.
Sulla stessa linea il sindaco Mario Ferrante, che ha confermato il sostegno dell’amministrazione comunale alla manifestazione. «La promozione del territorio deve passare anche dalla capacità di valorizzare le nostre produzioni, le nostre tradizioni e la nostra identità», ha spiegato.
Per Ferrante il BioFestival non deve essere considerato un appuntamento isolato, ma l’inizio di un percorso. Da qui l’auspicio di poter replicare iniziative analoghe durante tutto l’anno e in altri spazi della città, a partire dall’ex Giorgione: «L’obiettivo deve essere quello di creare una programmazione capace di tenere alta l’attenzione sul territorio e di offrire occasioni di incontro e promozione ben oltre la durata della singola manifestazione».
Quattro giorni dalla terra alla tavola
La quarta edizione dell’Ariano BioFestival d’Irpinia entrerà nel vivo giovedì 10 settembre alle 20, con una grande festa del gusto. In programma le proposte di Guglielmo Ventre de La Pignata 2.0, dello chef stellato Salvatore Ciccarelli del Maeba Restaurant, di William Gaetani de La Pignata e di Flavio Rubino della Trattoria Braceria I Due Nani. La serata, realizzata in collaborazione con Exclusive Group, proporrà street food, calzoni fritti, panini, freselle, fritti, dolci e salumi.
Venerdì 11 settembre sarà la giornata dell’inaugurazione ufficiale. Alle 18 il taglio del nastro e, a seguire, il talk con Rosa Iandiorio, Giovannantonio Puopolo e Mario Ferrante. Dalle 20 spazio alla cucina di territorio con Mario e Maurizio Lo Russo dell’Osteria dei Briganti, Antonietta Di Gruttola dell’Agriturismo Regio Tratturo, Antonio Petrillo de La Corte dei Filangieri e Gelsomina Manna di Avellino Scalo, in rappresentanza degli chef di IrpiniaMood. La serata sarà accompagnata dalla musica di Vinyl Giampy.
Sabato 12 settembre il tema sarà l’agricoltura. Alle 11 il confronto sulle prospettive del settore con Maria Carmela Serluca, assessore all’Agricoltura della Regione Campania, Ugo Pazzi, coordinatore SIMA Marche, e Giulio Lonzi, esperto di enogastronomia legata alle tradizioni. Alle 13.30 il pranzo con chef e ristoratori provenienti da diversi territori irpini, quindi alle 17.30 un momento di talk e degustazione e alle 20.30 una nuova serata gastronomica accompagnata dalla musica di Eugene Swing.
Domenica 13 settembre, giornata conclusiva, sarà dedicata alla Podolica e al rapporto tra allevamento, biodiversità e territorio. Alle 12 il talk “Passione Podolica”, con Giovanni Fiume della Masseria Colombo di Brindisi. Alle 13.30 il pranzo con Salvatore Ciccarelli, William Gaetani e Diego Guglielminetti de Il Mulino della Signora Country House di Sturno.
Alle 18.00 un momento dedicato alla memoria, con la consegna di una targa in ricordo di Mario Carrabs, alla presenza dell’onorevole Francesco Emilio Borrelli e con la conduzione del giornalista Annibale Discepolo. Alle 19 il gran finale con una cena dedicata alla Podolica, affidata al Maeba Restaurant e alla Trattoria Braceria I Due Nani.
Mercatini Bio
Accanto agli appuntamenti gastronomici e ai momenti di confronto, per tutta la durata del BioFestival sarà possibile visitare i Mercatini Bio, uno spazio dedicato alle aziende certificate BIO e alle produzioni del territorio. I visitatori potranno conoscere direttamente i produttori, scoprire le storie e le caratteristiche delle diverse realtà agricole e acquistare prodotti e specialità dell’Irpinia.
Un’occasione per portare concretamente la biodiversità e la qualità delle produzioni locali al centro della manifestazione, creando un incontro diretto tra chi coltiva, trasforma e produce e chi sceglie di conoscere e sostenere il territorio attraverso i suoi prodotti.
I Mercatini Bio rappresentano così una delle espressioni più immediate della filosofia del Festival: dalla terra alla tavola, passando attraverso le persone, le imprese e le comunità che ogni giorno custodiscono il patrimonio agricolo e gastronomico irpino.
La terra come punto di partenza
È questa, in fondo, la scommessa del BioFestival: fare della cucina un modo per raccontare un territorio e non soltanto per celebrarne i sapori.
Dietro un piatto ci sono una terra, una coltivazione, un allevamento, un produttore, una tradizione. Mettere in relazione questi mondi significa provare a costruire un modello nel quale la biodiversità non sia soltanto un patrimonio da difendere, ma anche una risorsa economica e culturale.
Il Biodistretto diventa così il punto di raccordo di un progetto più ampio, mentre il BioFestival rappresenta il momento pubblico nel quale questa rete si racconta e incontra cittadini e visitatori.
Quattro giorni, dunque, per portare la terra al centro della scena. Ma con uno sguardo già rivolto a ciò che viene dopo.
Perché, come ha ricordato Grasso, un albero si pianta oggi. I suoi frutti arrivano domani. E la vera sfida del BioFestival è proprio questa: avere la pazienza e la visione necessarie per costruire oggi qualcosa che possa diventare patrimonio di domani.


