Tradizione o speculazione economica? Se lo chiede Antonio Sasso, speaker di Radio Notte Stereo e animatore del movimento civico ‘Avellino Futura’, in riferimento alle sagre e agli eventi estivi che annualmente vengono organizzati in provincia di Avellino: “Finita la scorpacciata delle ‘sacre sagre’ che ha caratterizzato un po’ tutto il territorio irpino e consentito la sciocca ironia di qualche buontempone avvinazzato, una domanda sorge spontanea: è stata un’opportunità, una tradizione, una valorizzazione dei prodotti, un mero ristoro, un modus operandi che si trascina, a volte con difficoltà, un momento aggregativo che ricompone la comunità e valorizza ‘l’esprit vital’ di una cultura?”.

IL CASO GRECI
“Non conosco il percorso degli altri centri Irpini e spero che questa mia provocazione possa sortire gli effetti sperati. Sono di Greci, risiedo da oltre quarant’anni ad Avellino, ma il mio ‘Katundi’ è sempre presente. Anche qui ci sono state tante sagre e tutte con l’intento di essere la migliore espressione del Paese. Io mi sono soffermato, oltre a riconoscere le capacità e la bontà di dei prodotti offerti, su alcuni aspetti che ritengo meritevoli di attenzione. Non si vive di solo pane, ma un buon pane fa bene a tutti, diceva un vecchio centenario che purtroppo non c’è più. Ed è questo l’aspetto che mi sta più a cuore. A Greci c’è stata forse la migliore performance degli ultimi tempi. Sagre a iosa anche qui, con l’aggiunta e lo sforzo di due nuove associazioni: ‘Anspi Shembria Karuzinit – Greci’ attraverso il suo presidente Vito Melillo e l’associazione ‘Embri’, sempre di Greci, animata dal dottor Antonio Di Chiara e dalla dottoressa Giorgia Lauda”.
DUE MODI DI INTENDERE GLI EVENTI
“Entrambe le associazioni hanno provato a dare lustro al patrimonio storico, culturale attraverso due modi di essere presenti sul territorio. La prima ha tentato di offrire ospitalità, e c’è riuscita in pieno, grazie anche alla disponibilità delle strutture parrocchiali e all’adesione di circa 150 associati. Giochi, degustazioni, socializzazione grazie anche alla presenza di una forte rappresentanza di ospiti Ucraini e di persone del Nord Africa, impegnati in aziende del loco. Una perfetta integrazione di cultura, tradizioni e reciproco rispetto. A corredo una festa, organizzata dagli ospiti e accolta con soddisfazione dai Grecesi. La seconda ha dato un taglio diverso. Ha recuperato tutto un patrimonio, ormai obsoleto, di canti, poesie, musiche e sogni sotto il manto protettivo di una luna meravigliosa. Hanno suscitato tanta nostalgia ed un vigoroso afflato verso questa enclave dura e testarda. Degno di nota, che bisogna necessariamente rimarcare, è lo sforzo dei grecesi, trasferiti al Nord, che, anche da remoto, hanno messo in scena una retrospettiva estremamente interessante. L’aspetto musicale è stato, in maniera quasi maniacale, curato dal maestro Leonardo Di Chiara, anche lui di Greci, trasferito nel Salento. Non ultima una presenza soft che ha curato tutto il programma: la dottoressa Concetta Lauda“.
LO SCANGIANOME E LA RACCOLTA DIFFERENZIATA IN LINGUA ARBERESCHE
“Una nota che ho il dovere di rimarcare: la presenza del dottor Gianni Pucci, Grecese di nascita e Milanese di adozione, fotografo, curatore di eventi che per anni ha lavorato alla corte di ‘Vogue’ come reporter per le sfilate di moda. Grazie al suo immenso archivio, ha dato una visione completamente diversa dai soliti murales, non me ne vogliano altri artisti e me ne scuso, ma una iniziativa che collega la foto al nome e soprattutto al soprannome dei cittadini è un fatto molto interessante. La memoria si trasmette ed è bella la riflessione: “all’anagrafe del Comune si dà il nome ed il cognome”, lungo le vie del Paese, per identificare una persona, si usa il soprannome o lo ‘scangianome’. E’ una garanzia certificata! A corredo mi piace rimarcare una bella novità: Il Comune di Greci ha inteso promuovere la raccolta differenziata, articolata con la descrizione del materiale da conferire e i relativi giorni, in lingua Arberesche. Certamente non è un venire incontro alle esigenze degli abitanti, vivaddio, colta e intelligente ma: è una iniziativa finalizzata al recupero ed alla conservazione del patrimonio linguistico ed è bene approfittare di ogni occasione per rimarcarlo. Queste brevi considerazioni, doverose, penso meritino tutte le attenzioni e spero possano rappresentare una speranza per un futuro meno nebuloso”.




