“Diffidiamo formalmente la Presidenza del Congresso e gli organi competenti del Partito dal procedere alle operazioni congressuali e alla proclamazione degli eletti senza una rigorosa verifica della platea degli aventi diritto, del quorum richiesto e di tutte le sottoscrizioni depositate“.
Così un gruppo di iscritti che ha depositato all’inizio del congresso campano di Forza Italia, ultimo capitolo della contestazione in corso da mesi contro la segreteria regionale per la modalità di indizione del congresso. Tra i firmatari i deputati Pino Bicchielli e Annarita Patriarca, il senatore Raffaele De Rosa, il consigliere regionale Livio Petitto.
I dissidenti annunciano un ricorso al Collegio nazionale dei Probiviri per chiedere l’annullamento della convocazione e dell’intero procedimento congressuale, comprese le operazioni elettorali, la proclamazione degli eletti e ogni atto conseguente.
Tra le contestazioni “l’incompletezza della convocazione, il ritardato accesso agli elenchi degli iscritti, l’incertezza sui requisiti di tesseramento e sulla determinazione del quorum del 15% in ciascuna provincia, oltre alle modalità di raccolta e verifica delle firme“.
“È indispensabile accertare con assoluta trasparenza l’identità degli effettivi sottoscrittori, la genuinità e l’unicità delle firme, la loro corrispondenza con gli aventi diritto e le modalità attraverso le quali sono stati acquisiti e conservati documenti identificativi e dati personali”, affermano i firmatari, chiedendo anche l’integrale conservazione di tutta la documentazione cartacea e informatica relativa alla procedura.
“In assenza di risposte – aggiungono – procederemo non soltanto dinanzi agli organi di garanzia del Partito, ma anche in ogni altra sede giudiziaria e amministrativa competente. Non arresteremo la nostra iniziativa fino a quando non sarà fatta piena luce sulla regolarità del procedimento e sull’effettiva provenienza e validità delle sottoscrizioni”.
I dissidenti confermano infine che non prenderanno parte ai lavori congressuali: “La nostra assenza è una scelta di responsabilità e coerenza e non può essere interpretata come acquiescenza o accettazione degli effetti del procedimento. Non possiamo concorrere a legittimare una procedura della cui regolarità investiremo formalmente il Collegio Nazionale dei Probiviri e, se necessario, le ulteriori autorità competenti”.


