TUFO – Riflettere sul significato della libertà, sulle esperienze di reclusione e sulla possibilità di immaginare un “oltre” anche nelle condizioni più difficili. È questo il tema dell’incontro “Re-immaginarsi da condizioni di reclusione – Esperienze a confronto”, in programma lunedì 21 settembre alle ore 18, al Centro Polifunzionale “Sandro Pertini” di via Santa Lucia, nel complesso municipale di Tufo.
L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Tufo, nasce con l’obiettivo di riportare l’attenzione sul rapporto tra carcere, territorio e percorsi di reinserimento, attraverso le testimonianze e le esperienze di chi, negli anni, ha lavorato a contatto con il mondo penitenziario.
Al centro dell’incontro anche la figura di Sandro Luongo, ricordato per il suo impegno e per la sensibilità con cui ha accompagnato il progetto di liberazione della Comunità di Servizio Sociale dei Detenuti (CSSD), nato tra le celle del carcere avellinese e il territorio di Tufo tra gli anni Ottanta e Novanta. Un’esperienza che, spiegano gli organizzatori, merita di essere riletta attraverso le storie di reclusi e recluse che, anche in contesti e momenti diversi, hanno saputo “re-immaginarsi”, collettivamente e individualmente, nonostante la condizione di detenzione.
Il filo conduttore dell’iniziativa parte da una riflessione sul concetto stesso di ostacolo e sui modi con cui l’essere umano riesce a trasformare una condizione apparentemente insormontabile. Dalle pitture rupestri ai manicomi, fino alle carceri e ai grandi luoghi di produzione, l’uomo ha lasciato simboli e tracce capaci di rappresentare il desiderio di un “oltre”, di un “altrove”. Una capacità creativa che, come ricordava Franco Basaglia, può contribuire a trasformare l’impossibile in possibile.
Ad aprire l’appuntamento saranno i saluti istituzionali del sindaco di Tufo, Nunzio Donnarumma. A moderare il confronto sarà Carlo Mele, garante provinciale delle persone private della libertà personale.
Nicola Valentino, curatore della Casa dell’arte ir-ritata della cooperativa “Sensibili alle foglie”, proporrà una riflessione sul tema “I sogni dei reclusi del carcere di Palmi, 1984”. Seguirà l’intervento di Imma Carpintello, presidente della cooperativa “Le Lazzarelle”, dedicato alla nascita nel carcere femminile di Pozzuoli della realtà che coinvolse le prime donne torrefattrici di caffè.
A portare la propria esperienza sarà anche Beppe Battaglia, volontario penitenziario e già componente della ex CSSD, con l’intervento dal titolo “La libertà è un organismo vivente”.
Le conclusioni saranno affidate a Stefano Anastasia, garante della Regione Lazio, professore di Filosofia e Sociologia del diritto presso Unitelma Sapienza e presidente onorario di Antigone, che affronterà il tema “Liberarsi dalla necessità del carcere”.
L’appuntamento di Tufo si propone dunque come un momento di confronto non soltanto sul sistema penitenziario, ma soprattutto sulle possibilità di cambiamento che possono nascere quando le esperienze di reclusione vengono messe in relazione con il territorio, la comunità e i percorsi di reinserimento sociale.


