“Affrontare insieme la tempesta rende più forti. La paura si può vincere attraverso la condivisione”. Lo sottolineano con forza le pazienti che, nella chiesa dei Rione Mazzini, raccontano le loro battaglie, in occasione della dodicesima Camminata Rosa che conserva intatta la sua forza, capace di riunire uomini e donne provenienti da tutta la Campania, con il coordinamento del senologo Carlo Iannace, coordinatore della Breast Unit del Moscati, dell’Amos Partenio e dell’Amdos Alta Irpinia, guidate da Carmelina Di Grezia e Pina Racioppi. Lo sottolineano il sindaco di Benevento Clemente Mastella e Rosetta D’Amelio che raccontano le loro personali battaglie e rilanciano al taglio del nastro – con loro i sindaci di Avellino e Mercogliano Nello Pizza e Vittorio D’Alessio e il presidente della Provincia Fausto Picone, insieme a Iannace – il valore della prevenzione e della presa in carico e la necessità di non arrendersi poichè tanti ce l’hanno fatta “come mia moglie Sandra. I momenti no non mancano ma giornate come queste sono preziose, grazie alla generosità di uomini come Carlo, troppo spesso vittime di invidie e gelosie” spiega Mastella. Mentre D’Amelio sottolinea il coraggio delle tante donne che non si arrendono, combattono, condividono e ogni anno sono in corteo per ribadire che la diagnosi precoce salva le vite “C’è bisogno di più screening, non dobbiamo fermarci”.
L’onda rosa parte da Mercogliano con il taglio del nastro lungo Viale San Modestino e i podisti di Montella con la fiaccola da portare a Montevergine, cresce a vista d’occhio lungo il percorso, accompagnata dalle voci di Sabina Lancio e Joey Saveriano e si trasforma in una festa, un simbolo di vita e coraggio, di unità che rende forti e aiuta a sconfiggere la malattia. Un rito, un appuntamento consolidato che vede sfilare uomini e donne, giovani e meno giovani, famiglie, coppie, tutte rigorosamente con la maglia rossa e si carica di un significato speciale quest’anno con la tappa al Centro Autismo finalmente diventato realtà, come sottolinea il direttore dell’Asl Maria Concetta Conte, insieme a Carlo Iannace, al direttore del Moscati Germano Perito e ad alcuni dei ragazzi ospiti dello struttura “uno sforzo comune dell’amministrazione comunale di Avellino e dell’Asl che ha consentito di raggiungere il traguardo sperato”.
Poi la tappa alla sede della Protezione Civile con la dirigente della Protezione Civile Regionale Claudia Campobasso che pone l’accento sull’importanza della resilienza “Noi irpini, soprattutto noi donne, ce l’abbiamo nel nostro dna. Oggi come Protezione Civile siamo al vostro fianco. Il vostro impegno e il nostro non sono così diversi, poiché, proprio come nel caso della lotta alla malattia, diventa fondamentale anche per noi prevenire e curare il territorio per evitare calamità”. Ed è un sfilata che non conosce bandiere, quella della Camminata Rosa, tantissimi i sindaci presenti dal sindaco di Monteforte Fabio Siricio a quello di Villanova Ernesto Iorizzo, dal sindaco di Ospedaletto Luigi Marciano a quello di Forino Antonio Oliviero e di Volturara Marino Sarno. A rappresentare l’amministrazione comunale il sindaco Nello Pizza, il vicesindaco Anna D’Aliasi e ancora gli assessori Luca Cipriano, Enza Ambrosone, Geppino Giacobbe e Sergio Trezza, il presidente del Consiglio Comunale Nicola Giordano e numerosi consiglieri comunali a partire da Gino Iannace. A portare il proprio sostegno anche il deputato Tony Ricciardi, il presidente dell’Avellino calcio Angelo Antonio D’Agostino, il professore Cesare Gridelli, i medici della Breast Unit del Moscati Ammaturo, Giovine e Di Cecilia, il presidente dell’Ordine dei medici Francesco Sellitto. Ma a colpire sono i tantissimi cittadini comuni che fanno sentire la loro voce ogni anno, che scelgono di esserci con bandiere, striscioni, sorrisi e tante presenze anche da fuori regione, come testimonia lo striscione della comunità di Roccarainola. A sfilare anche i bambini che sventolano il vessillo rosa a conferma di come la Camminata Rosa sia diventata patrimonio della città tutta. Poi lungo il Viale dei Platani l’abbraccio tra Carlo Iannace e Giuseppe Silvestri, presidente Unpli, marito di Silvana Ianuario, per anni alla guida dell’Amdos, medico in prima linea nella lotta al cancro, a cui è dedicata la sosta davanti alla chiesa di San Ciro con l’esposizione delle maglie delle passate edizioni della Camminata “Silvana era qui ogni anno e lei ci chiede di andare avanti, di non fermarci”.
Quando, poi, il corteo entra in città a ritmo di musica l’emozione sale, al Corso Vittorio Emanuele è il questore Pasquale Picone a rivolgere un caloroso saluto alle partecipanti e ricorda l’impegno delle forze dell’ordine nel segno della prevenzione “All’uscita dalla chiesa di Rione Mazzini troverete uno stand che illustrerà le attività della Polizia di Stato nel contrasto alla violenza di genere”. Poi spazio a un brindisi e all’alzata del dottore con il giornalista Rino Genovese che prende in braccio Carlo Iannace, un siparietto diventato appuntamento fisso negli anni. Si rafforza anche la sinergia con il territorio, dalla presenza delle detenute della Casa Circondariale di Bellizzi ai ragazzi di Ets Pianeta Autismo a conferma di una sfida che vede ogni anno nuove adesioni. Un’onda che diventa oceano, che contagia e custodisce le storie di tante donne che ce l’hanno fatta, di altre che continuano a combattere e il ricordo di chi non c’è più. In piazza Libertà solo le parole del giovane artista Frada a risuonare con la sua canzone dedicata alla piazza di Avellino. Fino alla chiesa di Rione Mazzini dove è don Vito Todisco ad accogliere il corteo, con i ragazzi dell’Oratorio Don Bosco – con tanto di ristoro a base di acqua, frutta e gelato – ricordando come l’onda rosa, guidata da Iannace, si concluda sempre in chiesa, richiamo a quella forza che deve accompagnare nella lotta alla malattia, all’impegno di tanti che mettono la loro vita al servizio degli altri. Poi sono le parole di Maria Grazia, Edda, Emiliano a consegnare in chiesa storie di coraggio, Maria Grazia racconta come sia stata fondamentale nel suo percorso di paziente “l’autopalpazione, di cui avevo sentito parlare negli incontri di formazione a cui avevo partecipato come studentessa. Quando ho scoperto quella nocciolina sotto l’ascella e ho capito che era un carcinoma il mondo mi è caduto addosso. Ma poi ho incontrato una rete rappresentata da medici straordinari, donne che avevano condiviso le mie stesse paure e ho capito che la paura potesse vinta dal cammino condiviso e che la prevenzione è speranza, vita, che bisogna imparare ad ascoltare il proprio corpo e a chiedere aiuto”. Parole non diverse da quelle di Emiliano che spiega come “Non bisogna pensare che queste malattie riguardino solo le donne. Dobbiamo mantenere alta la guardia anche noi uomini”. Mentre Edda racconta una battaglia che le ha restituito una consapevolezza più forte della bellezza della vita. E’ poi Iannace a ringraziare tutti per essere lì ancora una volta, chiedendo di continuare a “camminare insieme” e ricordando il vicecomandante della Polizia Municipale Sullo “che ci scortava a ogni camminata”. Per lasciare spazio alla festa con il cielo che si colora di rosa, come sempre al termine di ogni camminata, con i fumogeni lanciati in aria (si ringraziano per i video Angelo Pedalino e Caterina Napolitano ndr) e le note di “Comunque andare” che risuonano nell’aria.


















































