– di Egidio Leonardo Caruso–
Si preannuncia un autunno caldo in Valle Ufita l’ennesimo per gli operai della Menarinibus S.p.A. di Flumeri, alle prese ormai da quindici anni con una vertenza infinita, tra annunci, speranze e false promesse che rischiano di far cadere definitivamente i lavoratori in Cig fino a metà ottobre insieme alle loro famiglie, in un abisso senza fine segnando un punto di non ritorno. Nonostante la Valle Ufita sia sul punto di diventare “l’ombelico del mondo” grazie ad importanti investimenti infrastrutturali: la Stazione Hirpinia, la Piattaforma Logistica che fanno il paio con strumenti altrettanto importanti quali: il Masterplan e la ZES UNICA, potenzialmente in grado di realizzare lo sviluppo e la prosperità che il territorio attende da troppi anni, il rischio concreto è però quello di trovarci di fronte negli anni a venire, a delle cattedrali nel deserto che servirebbero a poco o nulla, in assenza di una visione strategica di sviluppo industriale.
L’ultimo bluff si è registrato la settimana scorsa dopo le indiscrezioni rilanciate da un’emittente televisiva locale circa un presunto interessamento allo stabilimento Menarini di Valle Ufita, da parte del colosso cinese BYD pronto a produrre auto elettriche per tutto il mercato europeo, a stroncare sul nascere il tiepido ottimismo di operai e organizzazioni sindacali seguito alla notizia di una possibile soluzione positiva della vertenza, ci ha pensato Alfredo Altavilla navigato manager di comprovata esperienza, oggi Consigliere Speciale per l’Europa di BYD, che a Flumeri conoscono molto bene visto che nel 2011, anno dell’ addio di Irisbus Italia allo stabilimento, ricopriva il ruolo di Amministratore Delegato. In un’intervista al Corriere della Sera ha chiarito :”l’Italia rappresenta solo il piano B, in prima fila per i prossimi investimenti in Europa ci sono Spagna e Francia”. Nonostante la possibilità di godere anche di importanti agevolazioni ricadendo nella cosiddetta Area Zes, il dirigente ha ribadito, come “sicuramente un tale strumento può agevolare gli investimenti, ma non basta a rendere competitivo un territorio, un’industria ad alta intensità di capitali come quella automobilistica, BYD sceglierà esclusivamente sulla base delle migliori condizioni economiche e produttive”.
Abbiamo provato a capirne di più sulla situazione attuale e le possibili prospettive future dell’intera area industriale, con il sindaco di Flumeri Angelo Antonio Lanza: “A mio avviso purtroppo questa è una vertenza che << opinione personale>> il Governo non intende risolvere, la seguo dal 2011 sono stato presente alla stragrande maggioranza dei tavoli che si sono svolti nel parlamentino del MIMIT, c’è sempre stato qualcosa di positivo negli annunci, cui poi purtroppo, non sono seguiti atti concreti lasciando sempre la vertenza aperta e irrisolta. Oggi siamo arrivati all’annuncio del colosso cinese BYD, diciamo pure che ci sono stati diversi annunci in questi anni, King Long con Stefano Del Rosso, i turchi di Karsan, quando ho sentito la notizia dei giorni scorsi sono rimasto contento, perché parliamo di un marchio quale è BYD, nel settore automotive che sta entrando prepotentemente nel mercato europeo imponendosi, quindi in grado di garantire prospettive occupazionali e produttive di lungo periodo anche per le aziende dell’indotto”.
“Poi è arrivata la doccia fredda da parte di Altavilla, che ha dichiarato che l’Italia con lo stabilimento di Flumeri rappresenta solo un piano B, la riflessione che mi sovviene è la seguente:” Altavilla è tuttora un manager che resta comunque molto legato a IVECO e in generale al Gruppo FIAT, francamente c’è qualcosa che non torna, quale sarebbe il motivo di venire a visitare lo stabilimento, far uscire voci su un possibile interessamento e poi affrettarsi a smentire tutto, quando questa stessa persona conosce come le sue tasche lo stabilimento di Valle Ufita perché ne è stato il manager, conosce benissimo la legislazione italiana, perché quando la possono aggirare -le aziende- la aggirano, preferendo andare ad investire all’estero, quindi viene da chiedersi, qual è la vera ragione? Semplicemente far crescere le aspettative attorno ad un’ipotesi che poi è andata sfumando, o c’è un disegno preciso dietro, che noi al momento non riusciamo a comprendere?”
In quanto primo cittadino di Flumeri non sono stato minimamente informato circa la visita dello stabilimento da parte di Stella Li, Vicepresidente esecutivo e CEO di BYD Company Limited, ho appreso la notizia dai media. Una parte importante nella possibile risoluzione di questa vertenza la gioca indubbiamente la Regione Campania, che detiene specifiche competenze in materia di TPL, con i vari Petracca, Alaia da diversi anni in Regione in diverse Consigliature, ci sono stati diversi confronti, sono stati più volte in Valle Ufita, sposando sempre la causa e promettendo l’impegno dell’Ente, dispiace constatare che ad oggi quanto promesso non ha portato frutti concreti, in termini di acquisto di autobus prodotti a Flumeri da parte della Regione, in questi quindici anni avrei voluto vedere l’AIR, circolare con più bus prodotti a Valle Ufita rispetto a quelli a marchio IVECO e Mercedes, purtroppo così non è stato.
“Purtroppo oggi a Flumeri c’è sconforto, delusione, preoccupazione, in particolare per i più giovani con ancora tanti anni davanti da qui alla pensione, io sono dell’avviso che quello stabilimento, parliamo di una superfice totale complessiva da oltre un milione di metri quadri, se la politica avesse voluto recuperarlo già avrebbe potuto farlo, ci sono anche altre aziende presenti nella zona industriale, che se avessero più spazio rispetto a quello di cui dispongono attualmente probabilmente, avrebbero anche maggiori commesse sfruttando meglio le aree ad oggi inutilizzate. Se dopo quindici anni siamo ancora qui a parlare di “un fantasma” che possa venire a produrre in Valle Ufita bus o auto, dopo centinaia di milioni spesi dal Governo in Cig, credo che dobbiamo guardare necessariamente ad altre soluzioni, prospettive di sviluppo, anche con i diversi imprenditori già presenti sul territorio, che potrebbero in diverse forme contribuire allo sviluppo industriale, onestamente penso che bisogna smettere di “inseguire una chimera”.
“Rivolgo un appello in primis al Governo, e poi alla Regione, il futuro e il rilancio di quello stabilimento e dell’intera area è nelle loro mani, tuttavia dispiace quando si dice che senza quello stabilimento “la Valle Ufita è morta”, nonostante tutto questa area industriale è molto viva, ci sono circa quaranta aziende dalle medie dimensioni che lavorano tutti i giorni dando pane a migliaia di famiglie, forse è arrivato il momento di cambiare prospettiva, rivolgendoci anche verso tali aziende che se messe nelle giuste condizioni probabilmente, farebbero di quel luogo, di quei suoli, qualcosa di molto più importante rispetto alla situazione attuale”.

