La crisi dello stabilimento Menarini di Flumeri approda in Parlamento. Con una interrogazione rivolta ai Ministri delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e del Lavoro Marina Elvira Calderone, il senatore del Pd Antonio Misiani chiede chiarezza sullo stallo produttivo del sito irpino, dove dal 9 febbraio 2026 oltre 430 lavoratori si trovano in cassa integrazione per totale mancanza di commesse.
Punta il dito contro il contrasto tra le rassicurazioni fornite dall’esecutivo e la drammatica realtà sul territorio, chiedendo risposte immediate e vincolanti per salvaguardare i livelli occupazionali.
Al centro dell’atto parlamentare vi è la cronistoria degli impegni assunti e, secondo l’accusa, non mantenuti. Viene ricordata la visita del Ministro Adolfo Urso allo stabilimento irpino il 27 gennaio 2025, in occasione del nuovo piano industriale targato SERI Industrial. Un’operazione definita all’epoca dal rappresentante del Governo come “un grande successo”, forte della partnership strategica con il colosso cinese Geely (entrato con il 25% delle quote) e blindata dalla promessa che i riflettori ministeriali sarebbero rimasti accesi sul rilancio.
Tuttavia, evidenzia l’interrogazione, a quell’annuncio e alla convocazione di un successivo tavolo di confronto non ha fatto seguito alcun riscontro concreto: il piano industriale non è mai decollato e la fabbrica si è fermata.
Il paradosso delle gare d’appalto vinte ma “bloccate”.
Un elemento chiave sollevato dal senatore riguarda la denuncia delle organizzazioni sindacali territoriali (FIM, FIOM, UILM, FISMIC e UGLM). Menarini si sarebbe infatti aggiudicata diverse gare pubbliche per la fornitura di autobus sul territorio nazionale, ma i relativi ordini non sarebbero mai stati trasmessi alle linee di Flumeri.
Nell’interrogazione si sottolinea come questo cortocircuito e la conseguente assenza di lavoro potessero essere evitati attraverso un’adeguata ed efficace azione di coordinamento istituzionale.
Le richieste urgenti ai Ministri
L’atto ispettivo si conclude con una serie di quesiti precisi e stringenti diretti ai due dicasteri competenti:
Al Ministero delle Imprese e del Made in Italy: Si chiede se il Ministro sia a conoscenza delle cause esatte del blocco delle commesse e se intenda procedere all’immediata convocazione del tavolo nazionale per definire volumi produttivi e investimenti. Viene inoltre proposta una programmazione pluriennale stabile delle gare d’appalto per il trasporto pubblico locale (TPL) in raccordo con la Conferenza Stato-Regioni, per dare continuità al mercato italiano dell’automotive e contrastare l’avanzata dei competitor esteri.
Al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali: Si sollecita l’attivazione di percorsi urgenti di formazione e riqualificazione professionale per i 430 dipendenti del sito campano, oltre alla garanzia di una proroga degli ammortizzatori sociali qualora lo stallo dello stabilimento dovesse prolungarsi oltre le 13 settimane iniziali.
La parola passa ora al Governo, chiamato a rispondere in Aula di una crisi che mette a rischio il futuro industriale della Valle Ufita e la stabilità economica di centinaia di famiglie.


