di Gianni Festa e Paolo Saggese, primi firmatari
Credo sia a tutti evidente che le prossime elezioni politiche, ancora di più di quelle del 2022, rappresenteranno per il nostro Paese, ma credo per l’intera Europa, un momento di svolta o di non ritorno.
Il progetto della destra mondiale è ormai chiaro.
Trump sta attuando una politica che ormai ha mostrato tutta la sua “coerenza”: stiamo assistendo ad un attacco esplicito alla democrazia liberale di matrice occidentale (che, con tutti i difetti che conosciamo, resta comunque la migliore possibile), attraverso il sostegno ai Governi e ai Partiti di destra xenofoba e autoritaria; stiamo assistendo ad una delegittimazione dell’UE e ad un ridimensionamento del suo ruolo a livello internazionale: dell’UE si sta mettendo in ginocchio l’economia (si pensi alla politica dei dazi, alla guerra contro l’Iran e al caro dell’energia, che sta scuotendo le nazioni europee, all’esasperazione dei conflitti sociali, che sarà sempre più forte, alle politiche di remigrazione …), da un lato attaccando per il momento solo verbalmente i Paesi, che si mostrano non allineati (il caso Groenlandia docet) e ridicolizzando le stesse istituzioni europee, dall’altro ancora mostrando un atteggiamento ambiguo nei confronti dell’Ucraina e tentando di stringere accordi, anche commerciali, con Putin che indeboliranno ulteriormente l’Europa dal punto di vista economico, politico, militare in un contesto mondiale.
Indebolire l’Europa economicamente, scardinare le democrazie liberali a favore di forme di democrature illiberali – dove la censura, il controllo dei media e dei social, dell’IA, della stessa Scuola e dell’Università, l’uso poliziesco del controllo dell’opinione pubblica, ostracizzando o perseguitando i dissidenti politici e le voci fuori dal coro, sono ormai all’ordine del giorno -, fanno parte di un progetto chiaro, che dovrebbe portare al controllo del pianeta da parte di alcune “figure forti” alleate con il tecno-capitalismo mondiale.
Indebolire politicamente e militarmente l’Europa significa consegnarla all’arbitrio di Putin, spostando gli interessi della Nato verso il Pacifico e la futura possibile guerra “fredda” o “calda” con la Cina.
Indebolire politicamente e militarmente l’Europa significa causare lo scioglimento dell’UE così da controllare gli Stati europei divisi.
In Europa Trump ha bisogno di Governi di destra alleati e ossequienti, che ne sposino la politica consistente in uno scontro violento, militare, politico, economico, culturale, tra Occidente e resto del mondo, per tutelare la leadership mondiale degli USA, individuando nell’islamofobia e nel rancore nei confronti degli immigrati un collante decisivo.
Perdere le elezioni politiche del 2027 significa aprire la strada ad un progetto, che potrebbe far scivolare l’Italia verso democrazie illiberali e democrature, di cui già abbiamo esempi nel mondo. Gli stessi Stati Uniti stanno diventando una democratura, come è ben chiaro.
Si sta mettendo in discussione la stessa caratteristica principale di una democrazia liberale, che, come Popper ha dimostrato, è l’essere una “società aperta”, in cui tutti hanno diritto di parola e le classi dirigenti sono aperte al dialogo e al dissenso, nelle forme previste dalla democrazia.
Possiamo dire con chiarezza che in Italia si stia superando il limite: le Televisioni sono spesso allineate a deformazioni evidenti della realtà, si concentrano su poche questioni, sollevando polveroni e distraendo l’opinione pubblica, si parla poco o nulla di crisi economica, di inflazione, di riduzione del potere di spesa e di acquisto dei cittadini, di aumento della povertà, della vita vera e reale dei cittadini, si alimenta il rancore razziale, si celebrano i risultati governativi. Le voci dissenzienti sono sostituite o ridotte al silenzio.
Analogo discorso vale per Università e Scuola.
L’invio di ispezioni negli Istituti scolastici per un dibattito su Gaza o per uno striscione in cui si sottolinea il carattere inclusivo del nostro Sistema educativo di Istruzione e formazione, induce a riflettere: impedire di parlare di pace e di multiculturalismo, ventilando lo spauracchio di sanzioni disciplinari ai danni di un dirigente scolastico o di un docente, produce un’autocensura, che non ha riscontri almeno da cinquant’anni nel nostro Paese.
Invocare l’oggettività dell’insegnamento per ridurre al silenzio potrebbe essere la strategia.
Anche le Nuove Indicazioni nazionali, che celebrano l’Occidente e tendono a diffondere una visione eurocentrica delle discipline, minimizzando i genocidi e le colpe degli Occidentali in relazione all’imperialismo, al colonialismo, al neocolonialismo, sono in linea con le politiche scolastiche dei Maga e di Trump.
L’ideologizzazione dei programmi era stata superata in Italia almeno dagli anni ’80 del secolo scorso.
Promuovere l’identità nazionale o occidentale, con un’enfasi eccessiva ad esempio sul latino nella Scuola secondaria di I Grado, contraddice la necessità di favorire la nascita di una cittadinanza terrestre (Balducci, Morin), che è l’unica a poter garantire la nostra sopravvivenza, in contrasto con lo scontro di civiltà, cui stiamo assistendo.
Detto questo, credo che i Rappresentanti del “Campo Largo” siano consapevoli dei pericoli del tempo presente, siano consapevoli che l’alleanza tra le democrature, i sistemi oligarchici e autoritari e il tecno-capitalismo possa produrre una inedita forma di fascismo ancora più pericolosa di quella di un secolo fa, che possa rappresentare, insieme al dominio dell’IA, al transumanesimo e al postumanesmo, la fine della stessa specie umana per come la conosciamo.
Perciò, la vostra responsabilità è massima. Unica soluzione possibile è la vittoria elettorale, per il futuro di tutti.

