Il Laceno d’oro torna nello spazio dell’Eliseo. E’ solo un primo passo ma il traguardo appare oggi più vicino. Merito della mostra dedicata a “Totò e la Gaia Scienza”, curata da Orio Caldiron, Matilde Hochkofler e Paolo Speranza, con grafica di Rosy Ampollino, omaggio al grande attore italiano nel 50° anniversario della scomparsa, ultimo tassello dell’edizione 2017-2018 del Festival internazionale “Laceno d’Oro”, diretto da Antonio Spagnuolo. Ieri l’inaugurazione alla presenza del sindaco di Avellino Paolo Foti e dell’assessore alla cultura Bruno Gambardella. “Il cinema Eliseo – spiega Foti – riapre con una mostra che è una ventata di leggerezza, dedicata a un personaggio che è stato ed è ancora oggi un mito di tante generazioni. Una mostra che vuole essere l’occasione per mantenere accesa l’attenzione degli avellinesi sulla struttura. La prossima sfida sarà riempirla di contenuti. Speriamo che la futura amministrazione sappia farne buon uso”. Quindi rende merito a Paolo Speranza e Antonio Spagnuolo “per aver tenuto accesa la fiammella di una tradizione di valenza nazionale. Sono convito che l’ultima edizione, più snella, rappresenti la formula che meglio potrà funzionare”. L’assessore Bruno Gambardella sottolinea il valore di questo primo passo “Una volta completato, l’Eliseo garantirà al festival uno spazio su cui contare anche negli anni a venire. L’orgoglio è per l’anteprima della rassegna, ospitata l’estate scorsa nello spazio antistante e per la mostra che inauguriamo oggi – ieri per chi legge ndr – A piccoli passi ci stiamo riappropriando di questa struttura che ospiterà il presidio di Avellino Città Servizi per garantire sicurezza e manutenzione e il Forum dei Giovani mentre partirà presto la sistemazione dell’Archivio Camillo Marino”. Parla di “meschine polemiche elettorali che hanno contestato l’inaugurazione dell’Eliseo, giudicandola una trovata elettorale. Ma non c’è stata nessuna inaugurazione, solo un confronto per illustrare il bilancio del Forum dei Giovani e un evento per presentare la mostra. L’inaugurazione si terrà quando la sala sarà pronta per ospitare la proiezione di film. E’ già importante, però, che l’Eliseo sia aperto tutti i giorni, che i giovani posano visitarlo, certo, se avessi avuto più tempo, mi sarebbe piaciuto riportare questa struttura agli antichi splendori”. E a chi gli chiede della Fondazione, spiega che “sarà compito della nuova amministrazione, che certamente non parte da zero. Devo ammettere che nel corso della campagna elettorale sono state lanciate proposte interessanti. L’importante è che non sia modificata la natura della struttura, che nasce come casa della cultura cinematografica. E’ vero che quando si parla di cinema deve essere inteso a largo raggio ma devo ammettere che l’idea di ospitare qui un’università dei social media mi sembra ridicola”. Antonio Spagnuolo sottolinea l’impegno del sindaco Foti per il Laceno d’oro: “E’ stato un amico leale, in questi quattro anni non ho ricevuto né da lui, né dai suoi assessori alcuna pressione. Abbiamo sempre apprezzato l’autonomia che ci ha concesso. La prima amministrazione ha voluto puntare fortemente sul Laceno d’oro, investendo una cifra considerevole, un sostegno confermato dalle successive giunte. Ora che possiamo contare sull’Eliseo, sappiamo che dovrà essere il punto di partenza di ogni rassegna. Certo, si tratta ancora di dotare la struttura di attrezzature e ottenere l’autorizzazione ai pubblici spettacoli, garantendo che la sala sia a norma”. Speranza spiega come “la mostra fosse già pronta lo scorso ano in occasione della proiezione a Montoro de “I tre ladri” di De Felice. A caratterizzare l’esposizione documenti, fotografie, giornali rari, nel segno di un vero alfabeto dedicato al principe della risata, dalla rivista al rapporto con Peppino, dall’Uutopia a Pasolini. Abbiamo scelto Totò perché è l’uomo che meglio unisce le generazioni, una mostra nata da un volume, che riunisce testimonianze preziose”. La mostra sarà visitabile fino al 30 giugno dalle 8 alle 20.
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