Domenica, 16 Agosto 2026
20.01 (Roma)

Ultimi articoli

La solitudine dei numeri primi del Pd

Perché continuare a scrivere del PD, magari ribadendo analisi e concetti più volte già detti? Essenzialmente perché, a giudizio unanime, il PD è un fattore, forse il più importante, della stabilità e la tenuta del nostro sistema democratico. Malgrado la crisi, che appare irreversibile, costituisce una garanzia per la democrazia parlamentare che si regge ancora, e speriamo non per poco, sui valori fondanti della Costituzione, minacciata dai nazionalismi, sovranismi e populismi, che sono arrivati al potere e non fanno mistero di voler instaurare nel nostro Paese forme di democrazia limitata e populista confondendo la volontà popolare (che secondo la Costituzione è rappresentata, in Parlamento dagli eletti del popolo che, nell’espressione del voto, non hanno vincolo di mandato) con il popolo del Web che si esprime attraverso i social e hanno una lettura limitata e semplicistica di fenomeni nuovi e complessi come la globalizzazione, la tecnologia, l’immigrazione. Il recupero di un Pd, forte ed autorevole, seppur all’opposizione, costituisce dunque un pilastro indispensabile per la nostra democrazia. Il suo tracollo elettorale, indice di una crisi permanente e gravissima, pertanto preoccupa, e non poco, il mondo sano dell’economi, della cultura, dell’informazione, della Chiesa e delle professioni che hanno a cuore la democrazia nel nostro Paese. Il PD, in questi ultimi anni, ha finito per perdere quasi tutto il suo elettorato tradizionale (nell’ultimo ballottaggio amministrativo hanno perduto feudi storici come Imola, Pisa e Terni) è finito all’opposizione, dove non è abituato a stare, non ci sa stare e non la sa fare. La solitudine dei numeri primi, cioè, dei capi storici che diedero luogo al più ambizioso progetto politico che fu il PD: dai Prodi ai Veltroni, ai Bersani, ai Cuperlo, ai Rutelli ai Franceschini alla Bindi, ai Letta – solo per citarne alcuni- o sono usciti dall’agone politico o sono stati ridotti al silenzio e ridimensionati dalla truppa dei Renziani emergenti e rottamatori. Vivono la loro solitudine con crescente imbarazzo sopraffatti dagli ultimi e dai penultimi di una classe dirigente, una volta, colta e capace, balzata, suo malgrado immeritatamente ai primi posti della fila. Come la vivono coloro che sono cresciuti nel verbo comunisti da intere generazioni tra piadine. Salsicce e lambrusco delle feste dell’Unità e le sezioni dove si insegnava Marx e Gramsci. Fa molta tristezza ascoltare il capogruppo dei senatori Marcucci:” Il PD continua a perdere anche senza Renzi” o il Presidente del Partito, Orfini che dà la colpa a Minniti, per la sconfitta di Imola. Purtroppo Renzi continua ad essere il padrone del partito e l’onda della sua disastrosa gestione appare lunga, e la traversata nel deserto difficile e problematica. La minoranza interna sembra disorientata, divisa, senza idee e senza mordente a cominciare dal debole Orlando, dall’inconsistente Martina, dal latitante Emiliano dall’indeciso Cuperlo e dal timido Fassino, dall’insicuro Franceschini ed dai troppi silenzi dei numerosi altri che non riescono a scuotersi dall’ombrello renziano. Le analisi, timide e parziali – che in molti elettori della base e della periferia- appaiono chiare e inequivocabili, vengono affrontate con calma, lentezza e supponenza. Eppure le cause delle continue sconfitte sono sotto gli occhi di tutti. Il Pd ha perso il contatto con il suo popolo, ha tralasciato i valori costituenti: il lavoro, le garanzie ed i diritti dei lavoratori, (dal pacchetto Treu si è arrivati al Jobs Act!), ha praticato una dissennata politica delle privatizzazioni, non avendone una industriale: perdendo i maggiori gioielli dell’industria italiana (da ultimo l’Italsider di Taranto); non ha saputo leggere le paure degli italiani (come ha fatto Salvini) demonizzandole; ha trascurato le periferie, magnificando l’opera del governo e il concetto che si era usciti dalla crisi, senza mai chiedersi perché perfino le regioni rosse votassero 5 stelle e gli operai delle acciaierie di Terni la Lega. Il sindaco di Bologna, Merola, dice che bisogna ripartire dal territorio e fare in fretta ed invoca subito il congresso: prima il progetto, le idee e poi gli uomini che devono realizzarle. Il neo acquisto, l’ex Ministro Calenda, lancia il Manifesto del “Fronte repubblicano” con l’obbiettivo di coinvolgere il mondo della cultura, dell’economia, del terzo settore, delle professioni sulle parole d’ordine: sicurezza, protezione, trasformazione, ’interesse nazionale e conoscenza, magari rifondando il partito e dandogli un nuovo volto ed un nuovo nome. Il Governatore Zingaretti si dice pronto a scendere in campo. Il resto tace. E’ troppo poco! Nella prima decade di luglio ci sarà una nuova Assemblea del Partito. Comincerà la riscossa?

 

di Nino Lanzetta edito dal Quotidiano del Sud

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

Una perturbazione in transito sull’Europa centrale accentuerà fenomeni di instabilità su parte della dell’Italia, con rovesci e temporali anche intensi….

La Polizia di Stato mette in guardia i cittadini da una nuova e insidiosa truffa informatica. Attraverso false e-mail che…

Nel corso della decorsa notte poliziotti della squadra volante sono intervenuti in soccorso di una cinquantenne avellinese che aveva tentato…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Mirabella Eclano – Una riflessione su quanto sta accadendo nella cittadina della media valle del Calore, a partire dall’incertezza che accompagna la tirata del Carro, giunge da Claudio Bruno, responsabile delle pagine di “Voce di Aeclanum”, foglio di informazione che è edito proprio a Mirabella. Bruno sottolinea, infatti, che “lo...

Una perturbazione in transito sull’Europa centrale accentuerà fenomeni di instabilità su parte della dell’Italia, con rovesci e temporali anche intensi. Sulla base delle previsioni disponibili, il dipartimento della protezione civile d’intesa con le regioni coinvolte, alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati, ha emesso un...

Il Centro coordinamento soccorsi (Ccs), attivato dal prefetto di Napoli Michele di Bari dopo il terremoto del 31 luglio, prosegue il monitoraggio costante dell’area in collaborazione con la Protezione civile regionale, i vigili del fuoco e i sindaci locali. Durante la riunione del 16 agosto — a cui hanno partecipato...

– di Mino Mastromarino – Nella Basilica Superiore di Assisi, tra i ventotto episodi della biografia francescana raffigurati da Giotto, vi è l’affresco sul miracolo della morta di Montemarano. E’ San Bonaventura da Bagnoregio a raccontare nella Leggenda Maggiore che nel 1228 ” a Monte Marano, nei pressi di...

Ultimi articoli

Attualità

Mirabella Eclano – Una riflessione su quanto sta accadendo nella cittadina della media valle del Calore, a partire dall’incertezza che…

di Michele Zarrella Il Servizio per il cambiamento climatico di Copernicus (C3S), uno dei programmi chiave dell’Unione Europea per monitorare…

di Raffaele Sabatino Esiste una ferita silenziosa nel cuore della modernità, una crepa invisibile che si allarga ogni volta che…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy