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Caso Aias, lettera aperta a De Luca e per conoscenza al Presidenza Mattarella

Esimio presidente della giunta regionale della Campania, dottor De Luca, mi chiamo Andrea Ricciardiello, risiedo in Sant’Andrea di Conza, voi non mi conoscete, anche se ci siamo incontrati l’anno scorso in un incontro pubblico nel mio paese. Sono il parente di un dipendente che lavora presso uno dei centri Aias di Avellino, e precisamente quello di Calitri. Come voi sapete, da quando un anno fa, a causa di denunce fatte da alcuni dipendenti e disabili del centro Aias di Avellino, con l’avallo dei sindacati, fu messo in luce uno dei più grandi e vergognosi scandali della sanità irpina. Però con il passare del tempo, ho avuto l’impressione che a pagarne le conseguenze non siano stati chi negli anni passati hanno illecitamente sottratto milioni di euro destinati ai centri, ma chi ha denunciato il malaffare, i quali, non solo non hanno avuto il giusto merito ma sono stati oggetto di continue e ripetute  vessazioni. Gli stipendi arretrati sono ormai quasi una dozzina, ma nonostante ciò i disabili non sono stati mai abbandonati a loro stessi, dai terapisti o dai logopedisti, etc. come è, invece,  stato fatto nel mese di febbraio dalle istituzioni, chiudendo loro il centro Aias di Avellino. Facendo questo, cosa che si poteva evitare, chi doveva salvaguardarli, invece, non solo li ha umiliati, ma li ha danneggiati nel fisico e nell’animo, perché senza preavviso e senza avere fatto un piano di distribuzione dei pazienti, essi per sette mesi hanno messo in strada centinaia di pazienti, dei quali uno di questi è venuto a mancare forse proprio per le mancate terapie riabilitative: cosa mai successa in nessuna parte del mondo civile. Male gratuito?

L’ultima vessazione è stata quella, di qualche giorno fa, che ha fatto traboccare il vaso, e riguarda il disatteso accordo tra le parti deciso nel mese di giugno per pagare la mensilità di novembre 2017, perché al momento del pagamento, come al solito, e come è accaduto in passato, qualcosa è andato storto: sono spariti i fondi.

Immaginatevi ora, ricevendo questo ennesimo schiaffo, chi per anni sta subendo ogni sorta di angherie come possa sentirsi. La rabbia dei dipendenti è arrivata alle stelle, che ormai stremati, angosciati, illusi, e in molti casi con problemi  economici da non riuscire a pagare le bollette, temo che qualcuno possa commettere gesti estremi, e lo stesso vale per i genitori o parenti dei disabili, in apprensione per loro, dopo che i commissari hanno annunciato, qualche giorno fa, la chiusura dei centri di Calitri e Nusco entro l’anno se non si dovessero dissequestrare sia il centro di Avellino, sia i conti intestati all’Aias, visto che le indagini sono concluse da mesi.

Caro Presidente mi dica lei se si può vivere in queste condizioni, condizione che non augurerei neanche al mio peggiore nemico, in cui persone che hanno avuto l’unica colpa di lavorare in un centro che è stato al centro di dispute, guerre politiche, in cui inoltre, le parti che dovevano risolvere l’annosa questione non dialogando tra loro, andando ognuno per se, o tutti contro tutti, hanno portato, stanno portando e porteranno solo confusione, andando ad aumentare sempre più  un malessere generale: malumori, frustrazioni e angosce esasperanti, che con il passare del tempo si trasformeranno in patologie irreversibili. Sanno che il centro Aias ha come scopo quello di alleviare le sofferenze degli altri? Se sì, cosa hanno imparato se non sono riusciti a vedere la nostra  sofferenza?

La stessa domanda l’ho fatta anche al Presidente Mattarella, a fine luglio, il quale prontamente nel mese di agosto m’informava del suo interessamento, mandandovi una missiva per chiedervi l’esito delle trattative.

A questo punto io vi supplico, v’imploro di intervenire immediatamente, facendo un comunicato in cui voi siete vicino a loro, soprattutto per calmare gli animi, e per evitare che qualcuno si possa far male sul serio, e per far sentire che le istituzioni sono presenti. Inoltre, in questo momento, dopo la chiusura di Avellino nel mese di febbraio, la struttura è pronta per essere riaperta, ma se questo non dovesse succedere, il rischio, come ho informato il presidente Mattarella, è quello che porterebbe alla inevitabile chiusura degli altri centri con il conseguente calvario per i genitori e i disabili, ma soprattutto porterà alla sconfitta dello Stato e delle istituzioni. Ed è per questo che mi appello anche a voi, che in questo momento avete la possibilità che il centro, riaprendolo, diventi il simbolo del cambiamento, della rinascita, il senso della legalità, ma soprattutto che le istituzioni dimostrino di essere ancora e sempre più vicino ai disabili e ai dipendenti, che in questa situazione, me lo lasci dire hanno subito quello che non dovevano subire. In questo momento così difficile, non giudico nessuno, non è il momento, ma non ho neanche le capacità e la forza per farlo. Il mio rammarico più grande, forse è stato quello di non avervi informato prima. Io non vi conosco personalmente, ma ho sentito parlare di voi molto bene da alcuni membri della mia famiglia che voi certamente avete conosciuto. Mio padre Antonio, mio nonno Andrea o mio zio Romolo. Sono sicuro che Voi vi farete sentire, di questo non ho dubbi e sono sicuro che farete le cose giuste, come avete sempre fatto, anche perché di questa nuova situazione dovrò non solo informare al più presto il Presidente Mattarella, ma anche ringraziarlo per il suo interessamento.

Vi ho allegato la mia missiva al Presidente Mattarella e la sua risposta indirizzata all’Ente competente della Regione Campania.

Con stima

Andrea Ricciardiello

Sant’Andrea di Conza 15/10/2018

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