Giovedì, 12 Marzo 2026
22.33 (Roma)

Ultimi articoli

Mercoledì 20 marzo, con il dirottamento e l’incendio di uno scuolabus con a bordo 51 studenti, per un pelo è stata evitata una strage, paragonabile per le sue conseguenze micidiali soltanto a quella di Bologna del 2 agosto 1980.

Nello stesso giorno, sul piano della vita istituzionale, abbiamo vissuto la farsa del diniego dell’autorizzazione a procedere nei confronti del Ministro dell’Interno, votata dal Senato con una maggioranza schiacciante fra un tripudio di applausi che hanno trasformato l’accusato in un eroe della Patria. Del resto, il discorso di discolpa dell’interessato è stato vibrante di  accenti patriottici. Tuttavia non si può dire che l’incriminazione per il reato di sequestro di persona nei confronti dei 177 migranti recuperati dalla nave Diciotti sia risultata del tutto vana, poiché, malgrado i  proclami e le direttive sui porti chiusi, la nave Mare Jonio della ONG Mediterranea, con il suo carico di 49 naufraghi recuperati in acque internazionali, è approdata nel porto di Lampedusa ed i migranti sono stati fatti sbarcare immediatamente e soccorsi, in conformità alle leggi italiane sull’immigrazione ed al diritto del mare.

Grande è stato il disappunto delle autorità politiche per questa sgradita operazione di salvataggio, però purtroppo in Italia c’è la Costituzione con le sue fastidiose litanie sui diritti dell’uomo, custoditi da una magistratura indipendente.

L’on. Di Maio ha affermato (Dio lo perdoni) che «una Ong italiana non può permettersi di disobbedire alla Guardia Costiera Libica». Secondo gli eroici difensori dei confini, i naufraghi recuperati in mare devono essere ricondotti nei lager da cui sono fuggiti.

Tuttavia disubbidire a simili direttive non è poi così grave. Vorremmo ricordare che in passato molti italiani disubbidirono alla direttiva emanata il 30 novembre 1943 dal ministro dell’interno Guido Buffarini Guidi, con l’ordinanza di polizia n. 5, con la quale veniva disposto l’arresto e l’internamento degli ebrei italiani e stranieri in funzione della loro consegna alle SS.

La storia ha apprezzato quelli che hanno disubbidito, non quelli che hanno ubbidito.

Se c’è una immutazione della realtà che deve essere decisamente smentita nel discorso di Salvini è il mantra che la loro politica sull’immigrazione sta provocando una diminuzione dei morti per naufragio. Il ministro ha detto che, nel 2019, c’è stata una sola vittima accertata. Peccato che secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (fonte molto più autorevole) nel 2019 i morti sono 153. Se ci sono meno partenze (per fattori internazionali) ci saranno meno morti, ma il problema è la percentuale dei sommersi rispetto alle partenze. La percentuale di morti è passata dal 3,4 per cento del 2018, all’11,5 per cento del 2019. Insomma, la traversata non è mai stata così pericolosa come oggi: questi sono dati incontrovertibili. Del resto la c.d. politica dei porti chiusi si risolve sostanzialmente in un divieto di operare il soccorso in mare. Quindi la restrizione dei flussi migratori, provenienti dall’Africa, viene affidata alle forze della natura quando fallisce l’intervento dei “recuperatori” libici.

Se la coincidenza fra la tragedia dello scuolabus sventata dai Carabinieri e la farsa della denegata autorizzazione a procedere è puramente casuale, non si può negare che fra i due eventi ci sia un filo nero che li lega.

Ha scritto Lucia Annunziata: “Il punto è che ogni giorno abbiamo altre prove di quanto fragile siano diventate le reti sociali che ci hanno offerto sempre certezze, di quanto la violenza stia diventando pervasiva. Al punto da minacciare anche gli angoli più protetti della nostra vita, quali le nostre famiglie.”

Se la politica si ammanta di disumanità e costruisce l’odio per il diverso o lo straniero; se si rompono le reti di solidarietà all’interno della famiglia umana e si legittima il rancore sociale, la convivenza diventerà sempre più difficile e la violenza si insinuerà in tutti gli interstizi della società. Oggi abbiamo la prova che la farsa della politica italiana può evolvere in tragedia. Del resto un antico adagio di saggezza popolare ci dice che “chi semina vento raccoglie tempesta”.

Speriamo di no.

di Domenico Gallo

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

“Con la conferma della condanna per l’assassinio di mio figlio non cambia molto, ma il messaggio che deve arrivare da…

Confermati i sedici anni e otto mesi per Niko Iannuzzi, ridotta a quattordici anni la pena per i due fratelli…

Nuovo colpo della banda della marmotta” in Alta irpinia Nella notte, ignoti hanno fatto esplodere il bancomat della filiale BPER…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

“Nel nostro Ateneo il numero ‘chiuso’ è da anni una scelta di sostenibilità dell’efficienza didattica che ci consente di prenderci realmente cura di ogni singolo studente non solo durante gli studi ma anche e soprattutto per costruire il suo futuro occupazionale”. Lucio d’Alessandro, Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa rivendica il...

E’ il sindaco di Monteforte Fabio Siricio a fare chiarezza in merito alle notizie circolate sugli esiti delle operazioni di verifica disposte dal TAR Salerno presso alcune sezioni elettorali del nostro Comune, “desidero esprimere, a nome dell’Amministrazione, la massima serenità e il pieno rispetto per il lavoro svolto dal TAR...

di Virgilio Iandiorio Provate ad immaginare che cosa sarebbe la nostra esistenza se fossimo sprovvisti di memoria. I nostri sentimenti, le nostre idee, i nostri pensieri, il nostro passato, la nostra vita insomma svanirebbe; o meglio saremmo condannati a vivere in un eterno presente. Non sono poche le pubblicazioni di...

Sceglie di raccontare un capitolo dimenticato ella nostra storia “L’Invisibile filo rosso” di Alessandro Bencivenga promosso dal Cinecircolo Santa Chiara, in programma il 14 marzo, nel Salone Ipogeo della Chiesa di Costantinopoli. La pellicola ci accompagna nel 1953, seguendo il viaggio di Gennaro, un giovane infermiere che dall’Isola d’Ischia si...

Ultimi articoli

Attualità

“Nel nostro Ateneo il numero ‘chiuso’ è da anni una scelta di sostenibilità dell’efficienza didattica che ci consente di prenderci…

Nella Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, gli infermieri si…

“Nel mio libro ho raccontato una storia vera, e l’ho fatto come se fosse una favola”. “La principessa di Bengodi”…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy