Martedì, 25 Agosto 2026
07.10 (Roma)

Ultimi articoli

Dopo che la Camera ha approvato ieri con la fiducia il c.d. decreto sicurezza bis in una versione ulteriormente peggiorata rispetto al testo iniziale, non possiamo restare più indifferenti al pericolo di involuzione autoritaria che grava sulla democrazia italiana.

Se la crisi della rappresentanza ha origini lontane nel tempo ed ha prodotto una profonda sfiducia dei cittadini nelle istituzioni politiche elettive e nel Parlamento, nel contesto attuale si sta verificando una vera e propria erosione dei contenuti della democrazia repubblicana: un male oscuro al quale bisogna reagire con fermezza.

L’edificio dei valori repubblicani si regge sull’architrave dell’eguaglianza di cui costituisce corollario essenziale il principio di non discriminazione. Fin dall’insediamento del governo gialloverde, si sono succeduti attacchi sempre più virulenti al principio di non discriminazione, alimentati da slogan come “prima gli italiani“, espressioni tanto rozze quanto ingannevoli, destinate a creare fratture sociali a cascata: prima i veneti, prima i lombardi, dopo i meridionali, dopo gli zingari, dopo gli immigrati.

A questo mantra politico sono seguite condotte amministrative e provvedimenti legislativi orientati al disprezzo dei diritti fondamentali, volti ad accrescere il disagio sociale e a minare la convivenza fra diversi gruppi sociali, col risultato di accrescere l’insicurezza collettiva, al contrario di quanto predicato.

Abbiamo già denunciato che con il primo decreto sicurezza sono stati messi in moto tutta una serie di meccanismi politici, legislativi ed amministrativi che convergono verso lo stesso risultato: ostacolare l’integrazione e accrescere la popolazione di stranieri in condizioni di clandestinità, avvelenando così i pozzi della convivenza nel nostro paese.

Con il secondo decreto sicurezza si punta a porre definitivamente termine alle operazioni di salvataggio in mare effettuate dalle navi delle ONG, risolvendo il braccio di ferro effettuato con numerose condotte di ostracismo esercitate non solo nei confronti di navi private (da ultimo la vicenda Sea Watch) ma persino nei confronti delle navi militari italiane (caso Diciotti).

Molti hanno osservato che la drammatizzazione antisbarco posta in essere contro i 42 migranti recuperati dalla Sea Watch appariva quantomeno bizzarra, perché nello stesso periodo sono sbarcati circa 300 migranti giunti in porto con  mezzi propri, senza che nessuno glielo impedisse; sbarchi che tutt’ora continuano.  Ma non si tratta di un paradosso, c’è una differenza fondamentale: i profughi salvati dalla Sea Watch non sarebbero mai arrivati in Italia perché, avendo fatto naufragio, sarebbero morti affogati, così come sono morti in mare qualche giorno dopo, al largo della Tunisia, 72 profughi fuggiti dalla Libia, che nessuna nave umanitaria ha potuto soccorrere.

Che quella messa in atto non sia una politica di governo dell’immigrazione attraverso il contenimento (sia pure con metodi disumani) dei flussi di profughi provenienti dal nord Africa, è dimostrato dalla mancata partecipazione e dalla mancata accettazione da parte del governo italiano dell’accordo stipulato a Parigi il 22 luglio da 14 Stati membri dell’UE che, derogando al regolamento di Dublino, prevede la redistribuzione in tempi brevi dei migranti che arrivano in Europa via mare; in questo modo si renderebbero effettivi i ricollocamenti superando lo stallo venutosi a creare nell’ultimo anno nei casi di salvataggio in mare a cagione del rifiuto italiano di accettare lo sbarco.

Il fatto che si sia platealmente rifiutato quell’accordo di redistribuzione, che veniva invocato l’anno scorso come pretesto per impedire lo sbarco dei profughi recuperati dalla nave Diciotti della Capitaneria di Porto, smaschera il vero fondamento della c.d. “politica migratoria”, che non attiene al governo del fenomeno, bensì ha l’unico scopo di istituire determinate categorie sociali (non solo i migranti) come nemici pubblici da sacrificare sull’altare della rabbia sociale. Non a caso nei confronti delle persone che richiedono rifugio e protezione si usano espressioni pretestuose come la difesa dei confini, che evocano un nemico da combattere. Peccato che in democrazia non esistano gruppi sociali che possano essere identificati come nemici e soggetti ad azioni di persecuzione come avveniva in Italia e Germania negli anni trenta del secolo scorso. Quando si attivano queste dinamiche vuol dire che un male oscuro corrode la nostra vita civile.

di Domenico Gallo

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

Inizieranno domani, presso i laboratori del Ris dei Carabinieri di Roma, gli accertamenti tecnici irripetibili sui reperti sequestrati dai Carabinieri…

Una città scossa e in lacrime per la morte di Ciro, 66 anni, residente a rione Parco, molto conosciuto e…

Notizia terribile questa domenica per la città di Avellino, che si è risvegliata con un intervento della polizia in centro…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

“Due anime giovani ed innamorate come voi sono il giusto e più bel compimento dell’amore. Mantenete con voi intatte la voglia di stare insieme e creare una famiglia. Che questo giorno sia solo l’inizio di un percorso di luce e serenità, vi vogliamo bene”. Auguri di cuore dai genitori, familiari...

Inizieranno domani, presso i laboratori del Ris dei Carabinieri di Roma, gli accertamenti tecnici irripetibili sui reperti sequestrati dai Carabinieri del Nucleo Operativo di Avellino dopo gli spari a Contrada Alvanite. Per questa vicenda, sono accusati di tentato omicidio, P. C e G. C, padre e figlio, (il primo ai...

Un libro per raccontare perchè la scelta di vivere al Sud non è un ripiego. E’ quello che Alessandro Brunello mercoledì 26 agosto, alle 18.30, presenterà alla Cassa Armonica di Piazza Garibaldi a Taranto— cuore culturale del Fan Village dei XX Giochi del Mediterraneo —a partire dalla sua storia, quella...

“Caro Assessore Cipriano, o per meglio dire, caro Assessore alla Cultura delle Fake News, ebbene sì, perché ancora una volta hai provato a mistificare la realtà nei confronti degli avellinesi, quest’anno, come negli anni scorsi, c’erano i soldi per organizzare la stagione teatrale al Carlo Gesualdo. C’erano ben 250.000 euro,...

Ultimi articoli

Attualità

di Ranieri Popoli La crisi vitivinicola in Campania e in Irpinia. Ne parliamo con Rino Ricciardelli, Sindaco di Santa Paolina,…

Riaprire il Teatro Gesualdo entro fine anno. E’ la sfida lanciata dall’assessore alla cultura e agli eventi Luca Cipriano “Abbiamo…

“È chiaro che noi abbiamo detto, e lo dico per l’ultima volta, così anche chi non capisce o chi finge…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy