Giovedì, 10 Settembre 2026
02.48 (Roma)

Ultimi articoli

“Sono tornato” è il titolo del film di Luca Miniero, uscito nel febbraio 2018, fondato su una intuizione di fantapolitica: il 28 aprile 2017 nel bel mezzo di Piazza Vittorio si materializza il Duce in persona, risorto proprio nel giorno della sua morte. La trama del film si confronta con l’ambiguità dei sentimenti di fascino o ripudio che la riapparizione traumatica del Duce può provocare. Tutti quanti abbiamo sorriso di questa provocazione, però adesso, dopo due anni scopriamo che si tratta di una profezia nera che si sta autoavverando. Non a Roma, ma a Budapest il Duce è risorto, non il 28 aprile 2017, ma il 30 marzo 2020, quando il Parlamento ungherese ha votato una legge che concede al premier Viktor Orban pieni poteri a tempo indeterminato per fronteggiare l’emergenza sanitaria determinata dalla pandemia del COVID-19. La legge prevede (art. 2) che il Governo, mediante decreto, può sospendere l’applicazione di talune leggi, introdurre deroghe a disposizioni normative e adottare ogni altra misura ritenuta necessaria. Il Parlamento non può mettere becco in tali decreti, che non devono essere sottoposti ad alcun tipo di controllo, Sono inoltre introdotte due nuove disposizioni penali, una in particolare, rende possibile la criminalizzazione con sanzioni fino a cinque anni di carcere tutti coloro che diffonderanno critiche sulla gestione dell’allarme sanitario, sullo stato della sanità pubblica o su altre decisioni del potere politico. La legge non pone alcun limite temporale all’esercizio di questi poteri straordinari e sarà lo stesso Orban a decidere a suo insindacabile giudizio quando porre fine allo stato di emergenza. In sostanza, prendendo a pretesto l’emergenza sanitaria, Orban si è fatto incoronare Duce. In realtà la legge sui pieni poteri a Orban non arriva come un fulmine a ciel sereno ma è lo sbocco di un processo politico-costituzionale che ha portato a smantellare, passo dopo passo, i meccanismi dello Stato di diritto in Ungheria mirando all’instaurazione di una “democrazia illiberale”, come definita dai suoi stessi artefici.  L’evoluzione in atto in Ungheria costituisce un oltraggio ai valori su cui si basa la convivenza fra le nazioni Europee. Il 12 settembre 2018, il Parlamento Europeo ha approvato una Risoluzione proponendo al Consiglio Europeo di constatare l’esistenza di violazioni gravi e persistenti dei principi fondamentali da parte dell’Ungheria e di disporre le sanzioni previste dai Trattati. La risoluzione individua i punti di crisi praticamente in tutti gli aspetti della vita politico istituzionale, in particolare per quanto riguarda, fra l’altro, il funzionamento del sistema costituzionale ed elettorale, le limitazioni all’indipendenza della magistratura e delle altre istituzioni, le limitazioni alla libertà di espressione, alla libertà accademica, alla libertà di religione e di associazione. Una particolare attenzione viene dedicata alla violazione dei diritti delle persone appartenenti a minoranze, inclusi rom ed ebrei, e dei diritti fondamentali di migranti, richiedenti asilo e rifugiati. Infine per quanto riguarda i diritti economici e sociali, la Risoluzione punta il dito contro la criminalizzazione dei senza tetto, la mancanza di protezione dei diritti sociali e l’inibizione del diritto di sciopero, reso illegale in via di principio dal dicembre 2010. Intervenendo nella discussione la deputata leghista italiana Mara Bizzotto così si è espressa: “ benvenuto Presidente Orbán. Lei, carissimo Orbán, è un eroe dentro questo Parlamento, un eroe che lotta per la libertà e la sovranità del proprio popolo, contro l’Unione sovietica europea. Il popolo ungherese è sotto attacco di questa Europa, schiava delle lobby, delle banche e dei finanzieri alla Soros. Ecco perché oggi Bruxelles attacca Orbán in Ungheria, e domani attaccherà l’Italia e il nostro leader Matteo Salvini” Non c’è da meravigliarsi quindi se Salvini abbia respinto ogni critica verso il premier ungherese, non nascondendo una punta d’invidia per quei “pieni poteri” che l’estate scorsa egli aveva rivendicato senza successo. Poiché il modello ungherese affascina tanto i politici italiani, massima deve essere la consapevolezza dei rischi che corriamo nel nostro paese. Negli anni 30 del secolo scorso gli antifascisti si mobilitavano al grido di Carlo Rosselli: oggi in Spagna, domani in Italia. In questo tempo infame in cui i valori dell’antifascismo sono rovesciati, la pandemia può essere un’ottima occasione per importare in Italia il modello ungherese: oggi in Ungheria, domani in Italia?

di Domenico Gallo

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

Bomba al giornalista Sigfrido Ranucci: i due presunti esecutori materiali, dopo il rigetto della richiesta di attenuazione della misura cautelare…

Un’anziana originaria del capoluogo irpino ha perso la vita nel comune cilentano di Acciaroli, mentre si godeva le ultime giornate…

Nell’ambito dell’iniziativa “Ristretti in agosto”, promossa dall’Osservatorio Carcere dell’Unione Camere Penali Italiane, oggi una delegazione della Camera Penale di Benevento…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Dai rifiuti ingombranti ai rottami ferrosi, fino alle spedizioni oltre confine. Un presunto sistema illecito che, secondo la Procura di Salerno, avrebbe trasformato la gestione dei rifiuti in un business milionario, con una rete di società, documenti falsi e passaggi “in nero”. È questo lo scenario ricostruito dai carabinieri del...

L’europarlamentare Fulvio Martusciello riconfermato alla guida di Forza Italia nel corso del congresso del Partito che si è tenuto questo pomeriggio a Napoli. L’obiettivo, spiega Martusciello, è quello di fare di Forza Italia il primo partito della Campania e superare il Partito democratico alle prossime elezioni politiche. Una sfida che...

Torneranno domani tra i banchi gli studenti dell’Ite Amabile di Avellino, guidato dalla dirigente scolastica Antonella Pappalardo, prima scuola a ripartire in città, sfidando il gran caldo. Orario ridotto con ingresso alle 8.05 e uscita alle 12.05 ma organici già al completo. Una scelta, quella del rientro anticipato, resa necessaria...

Massima attenzione sull’impianto di depurazione dell’area industriale di Nusco e sulle segnalazioni provenienti dal territorio, secondo quanto emerso dalla riunione presieduta questo pomeriggio dal Prefetto di Avellino, Franca Fico, alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni, degli enti tecnici, delle parti sociali e del comitato civico costituitosi già da tempo sul...

Ultimi articoli

Attualità

La vicenda sanitaria di una detenuta in gravidanza, ospitata presso l’ICAM (Istituto a Custodia Attenuata per detenute Madri) di Lauro,…

Ariano Irpino – Con la chiusura della stagione dei saldi è tempo di riordinare le idee e pensare ad un…

“Il contatto con Rodríguez è nato qualche settimana fa ma poi non se ne fece nulla. Oggi è uscita questa…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy