Un volo che attraversa il cielo e insieme la memoria e il cuore di una comunità. E’ il Volo dell’Angelo, momento centrale dei festeggiamenti in onore di San Vincenzo Ferreri e Maria Santissima del Rosario che si è rinnovato oggi a Gesualdo. L’antico rito ha richiamato fedeli, cittadini e visitatori, nel ripsetto di una tradizione ultracentenaria che continua a rappresentare un forte elemento di appartenenza per la comunità gesualdina.
L’Angelo, sospeso nel vuoto, ha attraversato lo spazio della piazza in una rappresentazione capace, ancora una volta, di unire devozione religiosa, spettacolarità e memoria popolare. Il rito si è ripetuto ancora una volta in tutta la sua solennità con il bambino vestito da Angelo legato a una fune d’acciaio tesa fra la torre del Castello di Gesualdo e il campanile della Chiesa del SS.Rosario. Il diavolo, nel trambusto di spari e urla disumane, sbuca da sottoterra (un palco montato fra la folla) sbeffeggia il popolo, facendo vanto della sua potenza sugli uomini, per poi rivolgersi sarcastico al suo nemico. Una lotta simbolica tra bene e male che vede sempre sconfitto il diavolo, grande protagonista della rappresentazione. A ribadire il valore della manifestazione la scelta del Comune di Gesualdo di istituzionalizzare il Volo dell’Angelo quale patrimonio storico, culturale e religioso della comunità locale. Una scelta che conferma la centralità di una tradizione considerata parte integrante dell’identità del borgo.
Il rito si inserisce nelle celebrazioni dedicate a San Vincenzo Ferreri e alla Madonna del Rosario, promosse dall’Arciconfraternita del SS. Rosario e dalla Parrocchia dei Santi Nicola di Bari e Antonino Martire, con un programma che ha accompagnato la comunità durante l’intero fine settimana.
Nel pomeriggio la tradizionale processione per le vie del paese. Quindi spazio alla musica e agli spettacoli in piazza, fino al gran finale dei fuochi pirotecnici al Castello.




