In tanti, da questa mattina, a Palazzo Caracciolo per l’ultimo saluto a Giuseppe Gargani, venuto a mancare martedì scorso. La camera ardente è allestita nella sala Grasso. Ci sono i due figli di Gargani, Elena e Alessandro. E sfilano amministratori, politici, amici arrivati da tutta l’Irpinia
“Papà aveva due case: la Camera dei Deputati, dove ha trascorso più tempo che nella nostra abitazione, e questa Provincia, dove iniziò la sua esperienza amministrativa nel 1970 come presidente e che gli è rimasta sempre nel cuore”, racconta Alessandro.
“L’esperienza amministrativa vissuta qui in Provincia è stata una delle cose di cui andava più orgoglioso. Nostro padre era originario dell’Alta Irpinia ma aveva un legame profondo con questa città, un rapporto che è durato fino a poche ore fa”, dice ancora il figlio. “Questa era la sua città, era la sua gente, che amava profondamente. La nostra casa era sempre aperta agli amici. Pranzi, cene, feste e ricorrenze venivano interrotti a qualsiasi ora perché lui era un padre speciale, ma era anche Peppino: Peppino uno di noi, Peppino degli amici. Peppino della gente”.
Aggiunge: “L’amore per questa città lo ha conservato fino a poche ore prima di lasciarci. Domenica mi ha chiesto di essere qui ad Avellino per esprimere il suo voto. Era un amore grande per la sua città, per la sua gente, per la sua terra”, continua.
Sul ricordo più bello del padre, Alessandro aggiunge: “Sono tanti, forse troppi. Ci sono quelli pubblici e quelli privati. Quello che mi sento di condividere oggi riguarda i comizi in Piazza Matteotti. È un ricordo che non appartiene soltanto a me, ma a tutta la città. Anche negli ultimi tempi continuava a tornare qui. Era venuto pochi giorni fa per partecipare a un evento. A volte erano gli unici piccoli contrasti che avevamo, se così si possono definire. Io tendevo a proteggerlo e a preservarlo, mentre lui continuava a voler essere presente. Qualche volta veniva ad Avellino quasi di nascosto, facendosi accompagnare senza dirmelo. Poi mi chiamava e io scoprivo che era già qui. Questo era il suo modo di essere: non riusciva a stare lontano dalla sua terra”.
Clemente Mastella, sindaco di Benevento e segretario nazionale di Noi di Centro, ricorda la storia comune con Gargani iniziata tanti anni fa”. S’interrompe commosso: “Faccio fatica perfino a parlare, perché per la mia natura personale momenti come questi sono particolarmente difficili”.
Riprende: “Era una persona di grande intelligenza politica e giuridica. Ha combattuto quasi da solo, con determinazione e tenacia, una battaglia per una giustizia realmente giusta, una giustizia che guardasse il cittadino come tale e che fosse capace di andare oltre ogni sospetto e ogni pregiudizio”.
“Insieme – dice ancora Mastella – abbiamo fatto tanto per questa terra, con Ciriaco De Mita, Nicola Mancino, Salverino De Vito, Gerardo Bianco. Abbiamo costruito una stagione politica importante, un lavoro che ha trovato affermazione sul piano nazionale per quasi dieci anni. L’Irpinia aveva conquistato un primato politico in un’Italia che spesso ci guardava con diffidenza o con indifferenza.
Rendo omaggio a lui, alla sua famiglia, ai suoi figli, a tutti coloro che gli hanno voluto bene. Peppino ci mancherà davvero. Ci siamo sentiti spessissimo e ci siamo incontrati molte volte negli ultimi mesi. Amavamo entrambi l’idea di una ricostruzione del centro politico. Spero che, anche pensando a lui, si possa tornare a costruire qualcosa di significativo, perché senza una cultura politica di centro l’Italia rischia di restare in balia degli estremismi. La sua era un’idea mite della politica, così come la mia: una politica che non guardava agli scontri esasperati che oggi vediamo troppo spesso”.
Mastella ricorda poi gli inizi del loro rapporto politico: “Quando fui eletto nel 1976, Peppino era già parlamentare dal 1972. In quell’anno avevo rinunciato a candidarmi perché ero molto giovane e avevo sostenuto la candidatura di Fiorentino Sullo. Successivamente fu anche De Mita a convincermi a impegnarmi direttamente. Già allora ero legato a Peppino da un forte rapporto umano.
Nel 1976 ottenemmo una grande affermazione elettorale. Da allora abbiamo proseguito il nostro cammino politico insieme. La spinta di Peppino è rimasta immutata fino agli ultimi anni. Mi chiedevo spesso come facesse: andava ovunque, parlava con tutti, era presente dappertutto. Aveva una vitalità straordinaria. Questa sua energia coinvolgeva chiunque gli stesse vicino e ti trasmetteva la voglia di fare, di impegnarti.
Abbiamo condiviso molte battaglie e molte idee. Sono contento che tantissime persone siano venute oggi a rendergli omaggio. Con la scomparsa di Gargani si interrompe una pagina importante della storia politica irpina, una storia che ha avuto un peso significativo non solo in Campania ma nell’intero Paese”.
“Oggi perdiamo un altro pezzo importante della storia politica provinciale e, più in generale, italiana”, afferma Rizieri Buonopane, presidente della Provincia.
“Abbiamo ritenuto opportuno allestire qui la camera ardente perché Peppino Gargani è stato presidente della Provincia ed è sempre rimasto profondamente legato a questo ente. Mi raccontava la storia delle Province e mi spiegava quale fosse il loro ruolo nell’organizzazione dello Stato e nel governo dei territori.
Per questo motivo abbiamo pensato che Palazzo Caracciolo fosse il luogo più giusto per accoglierlo un’ultima volta. Questa è stata anche casa sua. Stamattina Alessandro, suo figlio, mi diceva che, dopo il Parlamento, questa era la sua seconda casa.
Conservo un ricordo recente e particolarmente caro. Il 13 maggio ero a Roma, alla Camera dei Deputati. Lui era lì. Ci siamo salutati e abbiamo scambiato qualche parola. Oggi porto con me quel momento e lo custodisco come un ricordo prezioso”.
Ieri il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva inaugurato la camera ardente a Montecitorio. ‘Ciao Peppino!’. ‘Grandissimo Presidente, ti siamo tutti grati’. Tanti gli attestati di stima e affetto lasciati sul registro dei visitatori, dove c’è la firma di tutti gli ex parlamentari che lui guidava e che gli hanno voluto tributare omaggio. ”Ci mancherai tantissimo”, il coro unanime dei deputati e senatore arrivati a porgere l’estremo saluto a Gargani.
Questo pomeriggio alle 16 i funerali al Duomo di Avellino.









